Un gelato indimenticabile

Cosa è un gelato indimenticabile? Con la mia lunga esperienza di ‘dipendenza cronica da gelato’ la risposta è una esperienza olistica.

Assaporare un gelato è un’esperienza. Mangiando un gelato ci regaliamo un momento di gioia. Quando andiamo in un bar a comprare un gelato siamo mossi dal desiderio di trascorrere un momento piacevole che possiamo imparare a portare ad un livello più elevato.

Possiamo entrare nella gusto e nella storia del produttore del gelato, perché alcune esperienze stanno diventando solo una ‘banale dipendenza’ e non ci soddisfano nel profondo. Dobbiamo imparare a scegliere il giusto gelato altrimenti cadiamo nella trappola del conteggio delle calorie e dei sensi di colpa.

Da molti anni ci siamo abituati ad un monopolio dei sapori, pochi marchi in tutta Europa in cui cambiano ogni anno i colori delle confezioni ma non il sapore. Edizioni limitate di sapori artificiali, preparati in bustine che hanno invaso anche molte gelaterie ‘mordi e fuggi’.

Eppure ieri mi sono regalata una esperienza indimenticabile. Sono andata a prendere il gelato da chi è tornato a farlo con il ‘Latte Nobile’ e con la frutta vera. Ho la fortuna di abitare non lontano dalla Fattoria La Frisona e di essere andata a visitarla per incontrare Andrea Colagiacomo.

Ho fatto un tuffo nel passato: profumi e panorami che sembravano quelli della mia infanzia. Una famiglia che si tramanda il sapere e l’amore per l’agricoltura e l’allevamento. La nuova generazione ha studiato ed è tornata a chiudere il ciclo produttivo fondando un proprio marchio e producendo prodotti di alta qualità: La Frisona.

Fanno parte dei migliori circuiti come Eataly, Slow Food e associazioni il cui nome è un tripudio all’amore: “Associazione Nazionale Formaggi Sotto il Cielo”. Sono abituata a leggere le storie sulle riviste e non immaginavo di poterle vivere direttamente vicino casa.

Ho preso un loro gelato da portare a casa. ‘Latte Nobile’, che vuol dire proveniente da animali che pascolano prevalentemente nel prato, frutta presa da coltivazioni biologiche e preparata da loro a temperatura e pressione giuste, per non far perdere il nutrimento (a 80 gradi sottovuoto). E l’ultimo ingrediente è il sorriso delle persone che li preparano, che sanno di fare la cosa giusta.

La sera ci siamo gustati questo gelato sul terrazzo, con i profumi dell’estate e gli ultimi suoni della campagna. Un gelato indimenticabile per i sapori e le emozioni. Mi scorreva la storia della famiglia e il piacere di sentire il fresco sapore della vera frutta.

Non credo di poter tornare alla banalità. Mi sono informata e ci sono due bar a Segni e uno a Colleferro che hanno questi gelati. Provare per credere.