Nel 1930 Hefei era un’arretrata città regionale nella centrale provincia di Anhui con circa 30.000 residenti.

Era lontana dal trambusto di Shanghai, lontana appena 500 km di distanza, e ancora più lontana nel tempo dalla sua importanza come barriera nelle guerre tra il nord e il sud nelle tante dinastie della Cina medievale. Era stata esclusa dal collegamento ferroviario al porto di Shanghai così il suo futuro era incerto. Tuttavia, un collegamento ferroviario nel 1936 e la decisione presa circa 10 anni dopo di fare di Hefei la capitale della provincia di Anhui ha aperto le porte a una rinascita del tranquillo centro amministrativo.

Se mai il ruolo dei governi nella crescita fosse messo in dubbio, Hefei dovrebbe essere una lezione. Come molte città cinesi si siano ‘metamofizzate’ in città giganti, non è ben noto al di fuori della Cina e di alcune comunità di scienziati specializzati. Fuori la Cina, la provincia di Anhui è praticamente conosciuta solo per Huangshan, il magnifico scenario della Montagna Gialla.

Negli anni sessanta, Hefei aveva una popolazione di circa 300.000 abitanti e una importante industria chimica. Ma è stata ancora una città di provincia fino all’apertura del suo aeroporto nel 1977, anche se oggi il nuovo aeroporto di Hefei è classificato solo 35° fra i più trafficati in Cina.

Quando sono arrivato a Hefei nel 1999 circa, non ero sicuro se fossi in una zona di costruzione o in un parco di demolizione. C’erano ancora solo circa 500.000 abitanti e tre alberghi per i visitatori internazionali. Molto spesso l’aereo non poteva atterrare a causa dello smog, assistito dalla nebbia associata alla elevata umidità dal grande lago di Hefei.

Autostrade calcestruzzo iniziavano e finivano in budella fangose di strade sterrate piene di buche. Il calcestruzzo si fermava appena prima di un crepaccio che terminava nel fango, per fortuna in quel momento gli stranieri non guidavano. Le tecniche di guida per i locali erano ancora molto più simili all’India, dove i 3 criteri di sopravvivenza sono: buoni freni, buon clacson e soprattutto buona fortuna.

Eppure c’era un paradosso. Su un’isola nel lago era stato stabilito forse 15 anni prima, un istituto dell’Accademia Cinese delle Scienze, uno dedicato alla ricerca sulla fusione, ma anche curiosamente, aveva una divisione dove si svolgono attività di ricerca sul fotovoltaico.

Questo era il mio obiettivo quando concordammo di collaborare su celle solari basate sulla fotosintesi artificiale. Dopo aver lasciato le piste sterrate abbiamo passato una serie di fornaci con fabbriche di mattoni tradizionali, progressivamente chiuse (e oggi questo è il posto degli appartamenti in torri), eppoi scoperta una strada ben asfaltata e alberata che conduce al cancello di sicurezza con un cartello che ricorda il ruolo del World lab dalla Svizzera per iniziare la capacità di fusione in Cina.

E oggi, dopo molte visite di ritorno? Hefei, secondo The Economist nel 2012, è la città in più rapida crescita dell’economia metropolitana del mondo. Ci sono 7 università. Il settore high-tech è in forte espansione. Ci sono forse 100 alberghi internazionali. I guidatori generalmente rispettano le regole, le strade sono di prima classe, ovunque ci sono mini-città di piacevoli appartamenti in torre così diversi dalla noia di molte altre città, i condomini costruiti solo 25 anni fa sono stati distrutti dalle mazze per essere sostituiti da costruzioni con aria condizionata e servizi standard internazionali, le automobili sono in forte espansione.

Eppure, nascosto in alcune piccole alcove, potete ancora trovare negozi e un paio di bancarelle e le biciclette a tre ruote che trasportano montagne di vecchia plastica o cartone, o che traghettano i locali in scatole di sudore a 40° gradi d’estate. Mi chiedo quanto tempo ancora li vedremo in questa città più grande di quasi 8 milioni di abitanti.


Gavin Tulloch

Scienziato e poeta. Ama la chimica, il vino, le donne e l’opera, ma non sappiamo in quale ordine