Un Americano un Irlandese e un Australiano entrano in un bar in un paesino italiano…non è una barzelletta, è quello che può succedere (e succede) ogni giorno in qualunque bar Italiano.

E come vengono accolti dal barista?

Non si tratta più di imparare l’inglese come lingua, ma l’inglese come apertura mentale.

Ad un gestore di un bar non sarà richiesto di conoscere la lingua di Shakespeare per discutere di poesia, ma gli sarà richiesto di essere amichevole.
In varie occasioni mio padre mi ha raccontato delle esperienze che vissute da amici e familiari durante le loro prime volte in Italia, molte per di più in un piccoli paesi immersi nelle campagne della Maremma Laziale e della Ciociaria.
Dalle luci scintillanti della New York strip con i suoi negozi 24h, al tabaccaio della chiusura a pausa pranzo per la siesta pomeridiana è impossibile non immaginare lo “shock culturale”.

Malgrado tutto, questi amici tornavano, nello stesso paese, stesso periodo dell’anno e stessi locali. Un comportamento tipico da turista Americano si può dire, che porta il viaggiatore a tornare in quei paesi e luoghi che lo emozionano a livello umano più che scenografico.
Puoi essere pure il ristorante a tre stelle Michelin, o lo sfarzoso hotel a 5 Stelle filanti, un turista tornerà sempre in quei posti che l’hanno emozionato su un livello umano.
La gentilezza del ristoratore, o i cornetti caldi farciti a mano di prima mattina apposta per te, questi sono i piccoli gesti che sormontano anche le più grandi differenze linguistiche.

“Perdona loro, perchè non sanno quello che fanno” ahhhhh

Capirsi nella stessa lingua a volte è difficile, capire qualcuno che ne parla un’altra e che viene da un mondo completamente diverso lo è ancora di più.
Per questo è necessario a volte, tralasciando l’aspetto linguistico, formarsi mentalmente a quello che possiamo incontrare quando si è di fronte ad un turista straniero, indipendentemente da quale  parte del mondo quest’ultimo provenga.

“Sembrerà strano dirlo, ma gli stereotipi esistono per un motivo”.

Di stereotipi che riguardano gli Italiani in America, Canada o Australia ne abbiamo a bizzeffe. Nel mondo siamo conosciuti come quelli che mangiano pasta colazione, pranzo e cena, quelli che a ogni vocabolo corrispondono 50 gesti di mano. Questi sono solo alcuni, e sfido chiunque abbia mai partecipato ad un cenone di Natale 100% Made in Italy a sfatare.

Sono tutte generalizzazioni si, ma non possiamo negare un minimo di verità.

Possiamo quindi estrapolare una miriade di stereotipi e luoghi comuni da tutto il mondo, il cui unico scopo non è soltanto quello di risvegliare il British humor in ognuno di noi, ma di dare l’idea di “costumi” e modi di fare che potrebbero esserci congeniali nell’accoglienza del turista. E chissà, se ascoltati lasciargli una buona impressione del nostro locale e della nostra accoglienza.

“Gli americani mettono il ghiaccio in tutto?” Vero!
Per questo essere pronti a soddisfare richieste del genere, non solo lascerà una buona impressione nei confronti del vostro esercizio, ma eviterà tutta quella insoddisfazione alimentata dalla poca disponibilità e dalla sindrome del “voglio tornare a casa perché lì è tutto meglio”.

Sembrano cose scontate o a tratti banali, ma come per tutte le cose, sono i piccoli dettagli a fare la differenza.
E ricordatevi, se non potete fornire queste cose nell’immediato ….la disponibilità e volontà nel farlo sono le cose che contano, come se per il ghiaccio sareste disposto ad andarlo a raccogliere al polo nord (sottolineo il sareste).

“Il cliente ha (quasi) sempre ragione”
Qualunque sia il motivo della loro vacanza in italia, uno straniero che viene da noi e che affronta una media di 6 ore di aereo (se non di più) è un individuo dalla mente aperta pronta a ricevere nuovi stimoli.
L’Italiano è una lingua difficile, e molte volte alcune parole specialmente quelle che non hanno una vera e propria traduzione rimangono “lost in translation”. Storpiate, mutilate…non è raro trovarsi in un ristorante “Italiano” in america e sentire opere d’arte come “bruscetta”, “ciappuchino”.

Un turista viene per vivere un’esperienza autentica, non abbiate paura di contraddirlo con autenticità. Essere corretti o “istruiti” da un vero Italiano su quello che è e non è, sarà un’esperienza positiva, non solo perché psicologicamente indica che voi lo state ascoltando, ma potrebbe prevenire il sorgere di problemi durante il resto del viaggio.

Ma dovete sapere come farlo: in questo modo regalerete un momento magico che sarà raccontato ad amici sui social e che porterà altri stranieri nel vostro locale.

Non vi stiamo chiedendo di fare un’analisi sociologica di tutti i possibili turisti che potrete incontrare dall’inizio alla fine della vostra attività, ma sottolineiamo bene osservare e tenere una mentalità aperta, specialmente quando si è in un settore dove si “offre” un servizio. Questo vale per i vostri clienti stranieri, tanto quanto per i vostri clienti italiani.

Ora siete pronti a seguire un corso di avvicinamento all’inglese studiato apposta per baristi?
Siete pronti ad impiegare 4-5 ore del vostro tempo per aumentare il numero dei vostri clienti e la qualità del rapporto?

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