La più antica agenzia di viaggi fallisce e ancora i piani turistici strategici delle città sono incentrati sugli operatori del turismo organizzato. È ora di cambiare prospettiva se si vuole portare sviluppo turistico in una città o un territorio.

Una città o un’area devono essere in grado di essere attrattivi e di conquistare le singole persone che ogni giorno (e anche in questo momento) sono sul web in cerca di vivere il viaggio indimenticabile da raccontare agli amici.

Bisogna essere in grado di stabilire una relazione con ognuno di loro attraverso un mood urbano, lo spirito della città (o in modo rinnovato il Genius Loci) che sia in grado di permeare tutta la città per rendersi attraente.

E questo può essere fatto in tanti modi: qualche città punta sulla storia, qualcuna sulla musica, altre sul cibo o sullo sport … ma tutte devono essere percepite come attrattive e che facciamo sognare di vivere qualcosa di unico.

Ma chi era Thomas Cook? La storia di Thomas Cook e delle agenzie di viaggi organizzati

Fino a poco tempo fa, i piccoli aeroporti del mondo erano pieni di aerei Thomas Cook che davano l’idea della potenza e della organizzazione di questo tour operator che per 178 ha portato viaggiatori inglesi, e non solo, a scoprire nuove posti. 

Neanche alcuni finanziatori cinesi sono riusciti a salvare il colosso e in una notte migliaia di viaggiatori si sono ritrovati in vacanza in vari paesi del mondo senza la possibilità di poter tornare a casa, se non comprando un nuovo biglietto aereo con un’altra compagnia.

Thomas Cook era un tipografo e un predicatore battista e si può dire che è stato l’inventore del modello dei viaggi organizzati. Tutto è nato dall’arrivo del treno nella sua città e dal desiderio di combattere la piaga dell’alcolismo nel periodo vittoriano. Thomas era convinto che questa fosse la causa di molti problemi ed era un membro attivo della Società della Moderazione.

Per portare 500 persone ad una riunione della associazione nella vicina città di Loughborough, decise di organizzare una intera giornata di svago al costo di 1 scellino: treno, banda musicale, tè pomeridiano e cibo.

Era il 1845 e questo è stato il primo viaggio organizzato dell’era moderna dopo il quale sarebbero nate migliaia di agenzie viaggi che, seguendo questo modello, avrebbero fatto nascere l’industria del turismo. 

Si può dire che Thomas Cook rappresenta la rivoluzione industriale dei viaggi e non è un caso che sia nato proprio in Inghilterra. Un modello che ha retto fino all’arrivo di internet e dell’epoca digitale.

Ma torniamo a raccontare la storia di Thomas Cook perché la sua organizzazione capillare e la sua fine coincidono con un passaggio epocale.

Il successo di quel primo viaggio nato da finalità etiche porta Thomas Cook ad offrire nuovi viaggi di scoperta iniziando dalla vicina Scozia, che senza il treno non sarebbe stata così vicina. 

Se la borghesia vittoriana poteva viaggiare sui treni dell’Orient Express e sulle navi della White Star Line alla scoperta di mete esotiche, il popolo poteva viaggiare sulla terza classe di un treno, che spesso erano vagoni aperti e senza sedili dove si respirava il fumo del motore a carbone del treno, alla scoperta delle città vicine.

Per questo Thomas Cook è stato un visionario e un rivoluzionario!

Nel 1851, grazie al lavoro dell’agenzia di Thomas Cook, 150.000 persone arrivano su un comodo treno dalla provincia per conoscere Londra e vedere la Grande Esibizione del Principe Alberto. Senza la sua organizzazione le persone che giungevano per la prima volta a Londra dalla provincia rimanevano scioccate e spaesate dalla città ed erano incapaci di visitarla in senso turistico.

Ma la sua organizzazione è stata anche di supporto al movimento femminista perché molti dei suoi clienti erano donne sole che si sentivano protette dai viaggi organizzati.

Dall’Inghilterra all’Europa, Nord America e Medio Oriente il passo è stato facile: la logica era la stessa e cambiavano solo le organizzazioni locali. Le crociere sul Nilo sul modello di Agatha Christie e i pellegrinaggi in Terra Santa non erano più appannaggio di pochi fortunati e tutti potevano realizzare i propri sogni.

E nel suo cuore Thomas Cook era convinto che viaggiare avrebbe aperto la mente e creato benessere nelle persone semplici che poi si sarebbero comportate meglio anche nella vita e non avrebbero perso tempo nelle scommesse e nell’alcol. 

E nel 1899 già quasi un milione di inglesi aveva attraversato La Manica per fare un viaggio turistico in Europa. E Thomas Cook aveva inventato i voucher per viaggiatori, i coupon per gli alberghi e anche stampato e diffuso le guide turistiche, le riviste fino agli orari dei treni.

E forse per questo non è mai stato amato dall’alta borghesia che si è vista invadere i luoghi che aveva scelto per trascorrere le sue vacanze. 

Ma la rivoluzione del turismo era iniziata e nessuno ha potuto fermarla. I turisti hanno invaso ogni parte del mondo e i ricchi si sono rifugiati in poche località esclusive, nei loro mega yacht e nei viaggi nello spazio.

I motivi del fallimento di Thomas Cook & Son 

Tutta la grande attività di Thomas Cook & Son è durata fino a settembre 2019 quando 22.000 lavoratori sono stati licenziati e 150.000 vacanzieri sono rimasti bloccati in mete lontane e hanno dovuto essere rimpatriati. E questo nonostante la compagnia fosse stata abbondantemente finanziata da un tour operator cinese che era diventato il socio di maggioranza.

A discolpa della miopia con cui si sta considerando il cambiamento avvenuto nel turismo, dobbiamo dire che nel 2019 il grande caldo in Inghilterra aveva spinto i vacanzieri a scegliere mete domestiche anziché avventurarsi all’estero. Ma questa non è una scusante.

Con internet, e soprattutto con i social media, il turismo è cambiato e le scelte dei vacanzieri vanno sempre di più verso la scelta di un viaggio personalizzate grazie ad una serie di servizi web che sono stati disegnati e pensati proprio per rendere protagonista l’individuo.

Le famose OTA – Online Travel Agencies hanno preso il sopravvento sulle agenzie fisiche ma soprattutto le scelte sono diventate individuali.

Non è più l’agenzia che propone una meta ma sono le mete che si propongono al singolo viaggiatore.

Il turismo si è definitivamente spostato dagli operatori del trasporto organizzato al marketing territoriale di città e luoghi che si rendono attraenti e sono in grado di comunicare il proprio fascino ai singoli.

Un fascino che è molto più articolato e complesso delle singole attrattività storiche o bellezze architettoniche che oggi possono essere percepite in modo totalmente nuovo.

È meglio visitare il Museo di Van Gogh ad Amsterdam o una mostra digitale in cui si si cala dentro l’esperienza dei dipinti di Van Gogh e che può essere vissuta in qualsiasi parte del mondo?

Ma il legame fra turismo e marketing territoriale lo racconteremo in un prossimo articolo

Turismo a basso costo o turismo alto spendente?

Oggi questa è una domanda sciocca e la risposta è ovvia: quale esperienza proponi? Quale è il sentiment generale della tua città? 

Ma anche tutto questo lo racconteremo in un prossimo articolo.


Claudia Bettiol

IT
Ingegnere, futurista e fondatrice di Discoverplaces. Blogger specializzato nella sostenibilità e nella promozione culturale dei piccoli territori e delle piccole imprese. Ama i cavalli

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Engineeer, futurist, joint founder of Energitismo and founder of Discoverplaces. Blogger specialising in sustainability and in cultural promotion of small places and small enterprises. She loves horses