Roma, Porta Esquilina, da qui partiva Via Labicana una delle più antiche strade romane. Oggi il suo antico tracciato non esiste più, dopo porta Maggiore si sovrappone inizialmente alla via Prenestina e poi alla via Casilina. 

La Via Labicana portava a Labicum città di cui non si hanno notizie sicure, a noi piace credere che Labicum sia l’odierna Labico, ma non è così e l’equivoco è nato nell’Ottocento. Ma è Labico che ci riporta alla nostra ricetta.

Qui per moltissimo tempo venne coltivata quella che oggi chiameremmo un’eccellenza gastronomica la “roncola labicana” una tipologia di piselli dolcissima e molto piccola ma chiaramente di resa bassissima.  

Durante il fascismo tentarono di aumentarne la produttività ma senza successo. La coltivazione andò lentamente scomparendo fino al suo abbandono. Oggi nel mercato contadino di Zagarolo si recuperano e si scambiano semi antichi e li si può trovare la roncola labicana. Con questi piselli prepariamo la nostra crema.

Per la mozzarella di bufala invece vado sempre ad Amaseno, sarà un caso? Come è noto, nel basso Lazio nella provincia di Frosinone l’allevamento delle bufale è sempre esistito favorito dalla conformazione del territorio, ma l’uso che se ne faceva del latte era puramente familiare. 

Soltanto negli anni ’80 iniziò una produzione industriale e la mozzarella di bufala di Amaseno e di tutto il basso Lazio è completamente diversa da quella Campana: ha una sua identità né burrosa né granulosa. Saremo di parte ma a noi piace di più.

Ricetta della Crema di piselli con stracciatella e gamberi

Soffriggiamo leggermente un po’ di scalogno ed un pezzettino di patata tagliata a cubetti. Quando si indora lo scalogno, poco dopo, aggiungiamo i piselli freschi sbucciati e facciamo insaporire il tutto per qualche minuto.

Per arrivare alla cottura, aggiungiamo del brodo vegetale e facciamo cuocere fino a che non troveremo la giusta morbidezza per i piselli ‘roncola labicana’. Poi, a cottura ultimata frulliamo il tutto fino a creare una crema vellutata.

Contemporaneamente a parte prendiamo dei gamberi e li puliamo da carapace ed eventualmente dal budellino nero sul dorso. A questo punto scottiamo i gamberi in un padellino caldissimo per qualche minuto ed andiamo ad assemblare il piatto. 

In un piatto fondo mettiamo la crema di piselli, poi nel centro mettiamo la stracciatella di bufala e sopra appoggiamo i gamberi. Il piatto si conclude con una macinata di pepe nero ed un giro di olio della Sabina.

Il piatto è pronto e vi sorprenderà. Io lo ho accompagnato con un Donnaluce un vino laziale prodotto da Poggio alle Volpi di Monteporzio. Una malvasia laziale con un poco di uve greco e chardonnay che emana un profumo inconfondibile.


Vanni Cicetti

ITA
Vanni ha trasformato il suo hobby in lavoro. È sempre stato nell’ambito della ristorazione iniziando dal bar e diventando capo-barman dell’Aibes – Associazione Italiana Barmen e Sostenitori. È passato poi alla ristorazione facendo corsi sui vini e poi di cucina. La sua grande curiosità, unita al desiderio di sapere e di assaporare, lo ha portato sempre a conoscere e scoprire cose nuove.

ENG

Vanni has turned his hobby into work. He has always been in the restaurant business starting from the bar and becoming head barman of the Aibes – Italian Barmen Association and Supporters. He then moved on to catering courses on wine and then cooking. His great curiosity, combined with the desire to know and taste, has always led him to know and discover new things.