Per chi cerca emozioni intime a contatto con la spiritualità, la storia e la natura (e perché no anche una sana cucina locale) può partecipare a molte manifestazioni nel Lazio o percorrere i luoghi di San Tommaso.

Il Lazio con la sua vicinanza con Roma è attraversato da una fitta rete di sentieri e strade che nel passato sono state percorse da santi durante la loro vita. Dopo la Via Francigena e la Via Francigena del Sud, il Cammino di San Benedetto e il Cammino di San Francesco, ora gruppi di camminatori stanno seguendo anche il percorso di San Tommaso d’Aquino che si snoda lungo la Ciociaria.

Da non confondersi con il Cammino di San Tommaso dedicato all’apostolo Tommaso, un itinerario culturale, naturalistico e spirituale che parte da Roma per giungere a Ortona attraversando il cuore dell’Abruzzo.

Ma ripercorriamo brevemente la storia del santo diventato famoso e i paesi che mantengono viva la sua memoria con eventi, feste e manifestazioni il 7 marzo, giorno della sua morte e che la chiesa gli dedica.

Vita San Tommaso

Tommaso dei conti d’Aquino nasce nel 1225 nel territorio dell’odierna Roccasecca, precisamente nel Castello di Roccasecca, che allora faceva parte della Contea di Aquino nel Regno di Sicilia. Il castello in cui è nato domina l’intera valle e lì a fianco sorge la prima chiesa a lui dedicata.

Tommaso era il figlio più piccolo, a soli 5 anni fu inviato nella vicina Abbazia di Montecassino per ricevere l’educazione religiosa. Il suo destino era divenire politico o cardinale, o Abate della stessa Abbazia.

Ma dopo che le frequenti guerre tra il Papa e l’Imperatore portarono al declino dell’Abbazia, la sua famiglia lo fece spostare a Napoli dove avrebbe potuto continuare gli studi. Qui conobbe i frati predicatori dell’ordine domenicano e rimase profondamente colpito dal loro stile di vita tanto che nel 1244 entrò a far parte dell’ordine e fu inviato a continuare gli studi a Parigi.

La sua famiglia non accettò la scelta di entrare a far parte di un ordine mendicante e la madre inviò un corriere agli altri suoi figli, che in quel periodo stavano combattendo nella regione di Acquapendente, affinché intercettassero il loro fratello. I fratelli lo catturarono facilmente e su un cavallo e lo condussero a Monte San Giovanni Campano, dove fu tenuto prigioniero per due anni in un castello di famiglia mentre tutta la famiglia tentava di fargli cambiare idea.

Si narra che qui i suoi fratelli introdussero nella sua stanza una giovane donna saracena per distoglierlo dalla vocazione religiosa. Ma il Santo la scacciò con un tizzone ardente e secondo questa storia subito dopo cadde in un sonno profondo. Durante il sonno gli apparvero gli angeli che lo cinsero con il cordone della castità e lo liberarono dagli istinti sessuali. Infine i familiari dopo essersi arresi, lasciarono Tommaso libero far ritorno in convento a Napoli.

I suoi superiori decisero di inviarlo a Colonia dove divenne allievo di Alberto Magno.

Mite e silenzioso, obeso di costituzione, contemplativo e devoto, rispettoso di tutti e da tutti amato, Tommaso d’Aquino è soprattutto un intellettuale. Costantemente immerso negli studi, perde spesso la nozione del tempo e del luogo. I frutti della propria riflessione si tradurranno in una mole di libri che hanno del prodigioso.

Si narra che durante una disputa affrontata fu soprannominato “bue muto”, ma Alberto Magno esclamò: “Sì, egli è un bue, ma un giorno i muggiti della sua dottrina saranno uditi in tutto il mondo”.

Nel 1256, dopo essere stato ordinato sacerdote, iniziò la carriera accademica divenendo professore all’Università di Parigi. Nel 1259, poiché dopo un triennio il professore doveva cedere la cattedra a un altro membro dell’ordine, Tommaso ritornò a Napoli. Poi fu trasferito ad Anagni e da lì a Orvieto, dove ricevette vari incarichi da Papa Urbano IV che qui aveva posto la sua residenza.

In questo periodo di intensa attività inizia a scrivere la Summa Theologiae, che diverrà la sua opera più celebre. E’ stato proprio San Tommaso chiamato dal papa a riconoscere il Miracolo dell’Eucarestia a Bolsena, ossia la “certificazione” dell’ostia come parte del Corpo di Cristo.

A Viterbo si può visitare la chiesa di Santa Maria Nuova, una delle più antiche di Viterbo che risale all’XI secolo dove all’esterno si vede un elegante pulpito in pietra sull’angolo sinistro della chiesa dove secondo tradizione San Tommaso veniva a fare le sue predicazioni nel 1267.

Nel 1268 fu richiamato a Parigi per perché serviva placare i contrasti nati all’interno dell’università tra i sostenitori e gli oppositori del pensiero aristotelico d’interpretazione averroista. Secondo San Tommaso, che non era d’accordo con nessuno dei due, Aristotele andava valorizzato in senso cattolico.

Completato il suo secondo magistero, tornò a Napoli e ricevette l’incarico di reggente degli studi nello “studium generale” dei domenicani. In questo periodo iniziò la Tertia Pars della Summa Theologiae che portò a buon punto, ma non terminò. Si narra che la causa di quest’interruzione fu un qualcosa che lo colpì profondamente durante la celebrazione della messa del 6 dicembre 1273. Mentre era in adorazione del crocifisso in una cappella della Basilica di San Domenico, durante il colloquio con Cristo ebbe una misteriosa visione.

Nel 1274 Tommaso, nonostante il suo stato di salute, si mise in viaggio per il Concilio che Gregorio X aveva convocato a Lione. Dopo qualche giorno di viaggio arrivarono al Castello di Maenza, nella diocesi di Terracina, dove si ammalò e perse del tutto l’appetito. Visto che la sua salute non migliorava, fu trasferito nell’Abbazia di Fossanova, nella quale morì il 7 marzo.

San Tommaso fu canonizzato nel 1323 da Papa Giovanni XXII il quale, a chi faceva presente che San Tommaso non avesse compiuto grandi miracoli rispondeva: “Quante proposizioni teologiche scrisse, tanti miracoli fece”.

San Tommaso d’Aquino è il più grande pensatore del Medioevo e viene considerato un “dottore della Chiesa”.

Vediamo ora come i paesi della Ciociaria lo festeggiano.

Roccasecca

San Tommaso nasce a Roccasecca e quando si arriva in paese si è accolti da una grandissima Statua di San Tommaso realizzata dallo scultore Vangi proprio all’inizio del Tracciolino, il percorso che collega con la Valle di Comino.

Roccasecca dedica al santo un ciclo di seminari fra marzo e aprile dal nome Manifestazioni Tomistiche che iniziano il 7 marzo, il giorno che la chiesa dedica a San Tommaso.

Nei nove giorni precedenti al 7 marzo, presso la chiesa madre dell’Annunziata, una messa seguìta da una novena in cui si ricordano gli avvenimenti principali della vita del santo. La sera del 6 marzo il territorio comunale si illumina alla luce dei falò e presso i ruderi del castello dei D’Aquino viene accesa la fiaccola del tripode, costruzione inaugurata nel 1972.

La giornata della festa, poi, inizia già alle 6,30 del mattino, quando nel piazzale di Corso S. Tommaso al Castello si raduna la banda musicale che al suono di caratteristiche marce si incammina verso la chiesa dell’Annunziata, dove alle ore 7 si celebra la prima messa.

L’appuntamento principale è per le ore 10 con la cerimonia liturgica accompagnata dai canti della Schola Cantorum, officiata dal vescovo della diocesi e spesso da un cardinale, con numerosi sacerdoti domenicani che vengono da ogni dove a tener vivo il legame tra questa terra e il loro ordine monastico.

Alla fine del rito religioso inizia la processione che si snoda lungo le strette vie del Borgo Castello e attraverso le strade principali di Roccasecca centro. Durante il percorso la gente che si trova ai lati della strada e sui balconi lancia fiori alla statua in segno di omaggio. La statua ad intervalli quasi regolari sosta presso caratteristici altari allestiti per l’occasione, in modo da permettere alle persone che la portano in spalla di riposarsi.

La processione del mattino termina nella chiesa di S. Margherita a Roccasecca centro, dove Tommaso rimane fino all’appuntamento serale con la messa vespertina. A questa segue una nuova solenne processione notturna con la quale la statua tornerà nella sua dimora abituale dell’Annunziata.

Il percorso di ritorno si snoda lungo il panoramico viale Paolo VI, che si inerpica lungo il monte Asprano. Molto caratteristica è questa processione perché complice il buio della notte, le persone devono portare in mano una torcia accesa che, unita alle lampade ad olio disposte lungo il percorso, creano un effetto scenico assai suggestivo.

L’arrivo nella Collegiata, i fuochi artificiali e la benedizione finale del parroco con la reliquia del santo concludono la giornata dei festeggiamenti. La processione serale fu istituita negli anni ’60 per permettere di partecipare agli eventi religiosi alle persone che la mattina lavoravano e oggi è diventata quasi la più importante e suggestiva.

Aquino

I conti d’Aquino erano proprietari di una vasta zona che includeva anche Aquino, dove forse Tommaso visse i suoi primi natali. Oggi ad Aquino nella basilica concattedrale si trova una importante reliquia, la costola del cuore del Santo.

In occasione della festa del 7 marzo, Aquino dedica a san Tommaso convegni di studio a livello internazionale ed eventi a carattere religioso e tradizionale.

Dopo la Novena di preparazione della festa e le Sante Messe del mattino, nel pomeriggio si svolge la solenne processione per le strade della città. I festeggiamenti per San Tommaso si prolungano per diversi giorni. Il 7 marzo di ogni anno viene ricordato con una solenne messa nella Cattedrale di San Tommaso e San Costanzo officiata da un cardinale, alla presenza di migliaia di fedeli.

Segue poi una lunga processione con la statua lignea di San Tommaso donata nel 1880 da papa Leone XIII, anche lui grande estimatore di San Tommaso.

La sera del giorno 6 marzo, viene acceso un grande falò in una piazzetta del borgo medievale, davanti alla Casa di San Tommaso. Tanti altri falò vengono accesi in ogni angolo di Aquino e anche nei paesi limitrofi, secondo una consuetudine secolare.

Monte San Giovanni Campano

A Monte San Giovanni Campano si può visitare il castello dove è stato imprigionato San Tommaso che ora è parte di un complesso recettivo di rara bellezza.

Il paese dedica a san Tommaso, nei giorni precedenti al 7 marzo, incontri culturali e religiosi come le Sante Messe e l’Adorazione Eucaristica. Il giorno della festa, di mattina, si celebra la Santa Messa nella chiesa collegiata e si fa una visita guidata del borgo cittadino.

Sempre di mattina, parte la Processione-Corteo accompagnata dalla banda musicale del paese diretta al Castello Ducale dove nella Cappella di San Tommaso, viene celebrata la messa con il Canto dei Vespri. Poi la processione termina alla Collegiata con la partecipazione delle Confraternite.

Anagni

Ad Anagni, nella Chiesa di San Giacomo in San Paolo, su un altare della navata sinistra si ammira la “Croce di San Tommaso”, o Croce Mistica, o Croce Angelica donata da Papa Gregorio XVI quando visitò Anagni. Nella “Relazione del viaggio” del 1843, di Vittorio Massimo, si legge:

Celebre Croce di San Tommaso d’Aquino che abitò ed ebbe cattedra nell’annesso convento, ed ivi colle proprie mani delineò sul muro in lettere gotiche le devote parole + Crux Mihi Certa Salus, + Crux est quam semper ador, + Crux Domini mecum, + Crux mihi refugium, le quali partendosi dal centro ove trovasi l’iniziale C, e diramandosi da quattro parti in cinque linee, formano la mistica Croce, che da suo titolo viene detta Angelica e la cui immagine ha una sì sperimentata virtù contro i fulmini e le tempeste”.

Maenza

A Maenza si può visitare Il Castello Baronale di Maenza, ristrutturato nel 1986 ed oggi visitabile gratuitamente. E’ utilizzato per iniziative culturali e si possono visitare le sue 25 stanze distribuite su quattro piani che ospitano una mostra permanente sulla storia del castello, e i costumi medievali e rinascimentali utilizzati dall’Associazione del Venerdì Santo in occasione delle diverse rappresentazioni.

Il castello risale al 110-1200 ed inizialmente era una torre di avvistamento, e le modifiche più importanti sono avvenute grazie all’insediamento dei Conti di Ceccano.

Al terzo piano del corpo centrale si trovava il piano nobile dove è possibile visitare la stanza dove soggiornò San Tommaso d’Aquino nel 1274 e che apparteneva alla nipote Francesca d’Aquino. La stanza con volta a crociera era interamente affrescata.

Da Maenza, San Tommaso malato fu trasferito nell’Abbazia di Fossanova, nella quale morì il 7 marzo.

Fossanova – Priverno

Fossanova, che fa parte del comune di Priverno, nasce intorno alla splendida abbazia gotico cistercense del 1100. Oggi si può visitare insieme al borgo medievale che si illumina in occasione di eventi con musica dal vivo e degustazione di prodotti tipici.

Il paese festeggia san Tommaso nei giorni precedenti al 7 marzo con il pellegrinaggio dell’ultimo cammino di Tommaso da Maenza a Fossanova, l’accoglienza nel borgo con la polentata del pellegrino e alcune rappresentazioni teatrali dell’ultimo viaggio di San Tommaso.

Il cranio di San Tommaso d’Aquino si trova nella Cattedrale di Priverno ed il 6 marzo, dopo la Santa Messa, si svolge la processione con la reliquia della testa del Santo mentre il 7 marzo la tradizionale fiera con il mercatino artigianale.