Fino al 2 Novembre 2014 a Roma, il Museo Carlo Bilotti di Villa Borghese ospita una straordinaria collezione d’arte, che a quanto pare può essere collegata solo dalla metafisica nel suo secondo significato – uno studio di ciò che è al di fuori dell’esperienza oggettiva.

La mostra è ‘Dreamings-Sogni’ e connette tre forme d’arte, gli Aborigeni australiani del Deserto Occidentale, Giorgio De Chirico, il fondatore italiano del movimento dell’arte metafisica in Europa 100 anni fa, e Imants Tillers un rinomato artista contemporaneo australiano nato da genitori lettoni.

La mostra connette anche geografie molto distanti e separate, infatti la fonte dei dipinti di aborigeni australiani è Cap D’Antibes, la collezione di due imprenditori francesi, Marc Sordello e Francesco Missana. Per i visitatori, il catalogo presenta alcune note interessanti e dettagliate di Ian McLean che forniscono collegamenti e spiegazioni.

Il luogo della mostra, Roma, resta un enigma per il visitatore che lo deve risolvere completamente. Il posto è in relazione all’esistenza della collezione de Chirico nel museo. Questa collezione è dal periodo più tardo, quando aveva ormai abbandonato la metafisica a favore del pseudo-barocco, seguendo artisti come Rubens, e di fatto colpevolizzando il suo periodo metafisico, che è anche ricordato dal suo libro ‘Ebdòmero, il Metafisico’ del 1930.

Ed è qui dove inizia l’oscuro itinerario letterario che conduce in Australia, con la menzione della città di Melbourne, oggi una delle più grandi città ‘italiane’ nel mondo.

Arte aborigena in Australia risale a circa 30.000 anni nel caso delle pitture rupestri datate con precisione nel nord dell’Australia. Questi dipinti e altri precedono qualsiasi altra cultura al mondo e interessante, alcuni dipinti e incisioni sono di animali ormai estinti. La pittura era una forma d’arte costante per gli aborigeni sin dai tempi antichi e varia a seconda dei luoghi. Sabbia, punto e pittura della corteccia sono storici e rappresentativi di particolari gruppi. I dipinti antichi si riferiscono al ‘Dreamtime-tempo del sogno’.

Tuttavia, l’arte in questa mostra proviene da un piccolo numero di comunità distribuite in un’area del deserto di dimensioni circa pari all’Europa occidentale. Questa arte è contemporanea, ed è di natura commerciale, nata dagli stimoli intorno al 1971 da un insegnante della scuola al centro Papunya Tula nei pressi di Alice Springs. Gran parte dell’arte attinge ancora sulle tecniche storiche, ma evita i collegamenti con l’’anima’, il collegamento con il tempo del sogno metafisico.

Imants Tillers ha fatto uno tentativo cosciente di collaborare con questi artisti aborigeni del deserto e ha legato il suo lavoro, esibito a Roma, sia nello stile che nella studio all’arte aborigena dei deserti. E’ anche attraverso Tillers che possiamo collegare de Chirico poichè il suo lavoro è stato significativamente influenzato dalla grande arte di de Chirico.

Così, in questa mostra intrigante, abbiamo una collezione che mette in connessione gli antichi ai più contemporanei, la metafisica alla commercialità, l’Outback Australiano a Cap D’Antibes, Melbourne a Roma, i Dreaming-Sogni alla cruda realtà.

Fate una passeggiata e godete.


Gavin Tulloch

Scienziato e poeta. Ama la chimica, il vino, le donne e l’opera, ma non sappiamo in quale ordine