Un largo spettro di sensazioni ha incontrato i più di 70 ospiti dell’evento di architettura e musica “Uomini, Foreste e Design” organizzato dall’architetto Maurizio Signorini e tenutosi a Villa Thiene a Quinto Vicentino.

La villa, costruita dal Palladio nel 1545, ha fatto da scenario alla presentazione di sei architetti e designer che collaborano con sei diverse imprese dell’area vicentina: ognuno ha presentato i suoi progetti realizzati usando una varietà di legno locale. Il progetto ha la supervisione di Maurizio Signorini e Andrea Zenari.

L’evento si ispira a due libri di Mario Rigoni Stern, “Arboreto Selvatico” e “Uomini, boschi e api” ed ha lo scopo di promuovere l’uso del legno locale con enfasi sulla storia, la cultura e l’ambiente.

Una sovrabbondanza di ospiti riempiva il “salotto” della villa, una stanza di circa 7 metri quadri con una magnifica cupola affrescata a 6 metri di altezza. Maurizio Signorini ha parlato di etica delle costruzioni, e abbiamo ascoltato brani sulla bellezza degli alberi e delle foreste delle Prealpi vicentine.

Le presentazioni dei progetti sono state intervallate dalla lettura di intensi e coinvolgenti brani da “Arboreto Selvatico” da parte di Nicola Brugnolo e da alcune magnifiche architetture musicali del Maestro Bepi De Marzi. Bepi è meglio conosciuto per il suo coro “I Crodaioli” e le sue composizioni corali, così come per la sua collaborazione con Mario Rigoni Stern. È inoltre un organista e un maestro tastierista, oltre che un meraviglioso insegnante di musica.

Nella sala era stato disposto un pianoforte a coda lungo il lato sinistro, e da qui è scaturita tutta la maestria della serata. Al lato opposto c’era un leggio e al centro, nell’area di presentazione dei progetti, gli artigiani e gli architetti erano incoraggiati a disegnare a mano bozzetti delle loro soluzioni sostenibili in legno.

É stato nel suo ruolo di maestro che Bepi De Marzi ha catturato l’attenzione della sala a Villa Thiene, costruendo la sua struttura musicale da una semplice nota, il Do, e mostrandola nello spettro di tutte le sue opportunità, da pianissimo a forte, vibrando dal breve allo staccato e al legato.

Un intervallo e poi ancora verso le nuove opportunità di un secondo Do aggiunto al primo, con più “musica” nel suono al variare degli intervalli e dell’esecuzione di ciascuna nota. E poi è arrivato il terzo, e siamo stati accompagnati a sentire l’attacco della musica classica attraverso Rossini, Beethoven e Mozart, e comunque l’architettura era ancora piana, solo una nota in tre differenti tonalità da gustare.

Attendevamo pieni di aspettative quello che Bepi aveva nella sua scatola magica. Era la quarta nota: da,da,da, (e un tono sotto) daa, e improvvisamente ci fu aperta la gloria di Beethoven, in solo quattro lezioni di musicalità e quattro semplici note, ma combinate con grandi strutture architettoniche, ci ha dato l’inizio di una cattedrale della musica e della canzone.

Grazie Bepi, torna ancora. Grazie Maurizio, una fine panoplia.


Gavin Tulloch

Scienziato e poeta. Ama la chimica, il vino, le donne e l’opera, ma non sappiamo in quale ordine