Tutti sanno che abbiamo bisogno di respirare per vivere. Ma lo sapevate che c’è un modo giusto e sbagliato di respirare? La coordinazione del respiro è la chiave della salute.

Oggi, grazie alla ricerca clinica di Carl Stough, sappiamo come la meccanica del sistema respiratorio dovrebbe lavorare. Alla fine degli anni ‘50, Carl, che poi diventerà anche un talentuoso direttore di coro, accettò la richiesta di aiutare chi soffriva di enfisema dopo la seconda guerra mondiale.

Dopo averli incontrati e vedendoli tutti bloccati in uno stato eterno di boccheggiamento, Carl si accorse che le sue mani andavano istintivamente sui loro petti rigidi. Con il semplice atto di toccarli era in grado di rilasciare alcune delle loro tensioni. Tuttavia, la tensione tornava. Carl pensò che se avesse potuto insegnare anche solo ad uno di questi pazienti ad emettere un suono vocale chiaro (avevano tutti le voci ruvide, rauche e ansimate) senza bloccare il petto, forse avrebbe potuto contribuire a portare un cambiamento permanente nella loro condizione.

Carl dedicò i successivi dieci anni della sua vita ad aiutare i pazienti con malattie croniche a migliorare la salute del loro sistema respiratorio. Nonostante le resistenze e lo scetticismo, egli pazientemente continuò ad andare avanti, creando una serie di esercizi isometrici incentrati sul rilassamento dei muscoli lungo tutta la superficie dei polmoni per creare sinergia, o come la chiamò lui, Coordinazione Respiratoria, quando il paziente aveva sviluppato la capacità di estendere un gruppo di suoni durante l’espirazione. Tutti i pazienti di Carl migliorarono. L’esperienza di Carl sulla voce gli aveva dato l’idea che forse poteva indurre un cambiamento nel diaframma.

Ripensando a quei primi giorni, Carl ha commentato:

“Il principale e più grande muscolo/organo del corpo è stato completamente trascurato perché l’establishment medico pensava che non si potesse fare nulla. L’intera pressione interna del corpo, la circolazione, tutto dipende da quanta anidride carbonica si può espellere dal corpo in modo da poter inspirare. Tutto sulla Coordinazione Respiratoria si basa sull’espirazione, non sull’inspirazione.

Questo conduce ai maggiori problemi di salute che esistono oggi. Tutto ha a che fare con il livello di ossigeno e l’accumulo di anidride carbonica nel corpo … Tutte le infezioni respiratorie iniziano con un volume residuo (la quantità di aria lasciata nei polmoni dopo una espirazione) e se il diaframma non è abbastanza forte da salire abbastanza in alto per far uscire l’aria viziata, allora potete solo avere un’infezione dopo l’altra.” (Carl Stough).

Incoraggiato dai film cinefluorografici che sono stati presi prima e dopo il suo lavoro e che mostrano le forti differenze tra un enfisema e un normale stato di salute, Carl è andato a fondo nello sviluppo dei suoi esercizi. Sono semplici, richiedono solo che il paziente si rilassarsi e conti ad alta voce e in silenzio, mentre il medico manipola dolcemente i muscoli di collo, gola, radice della lingua, mandibola, spalle, petto, schiena e addome riducendo il volume residuo e quindi riposizionando il petto, abbassando la gabbia toracica e portando il paziente ad un modo normale di respirare.

L’incredibile capacità di visualizzazione di Carl, il suo acuto orecchio per il suono, l’accresciuto senso del tatto e un istinto altamente sviluppato è stato ciò che gli ha permesso di fare la scoperta che ha chiamato “ Breathing Coordination – Coordinazione Respiratoria” che ha aiutato centinaia di pazienti con un vasto spettro di malattie croniche.

Nel 1968 la squadra olimpica americana ha invitato Carl ad allenare gli atleti in preparazione per i Giochi Olimpici messicani ad alta quota. In una lettera a Carl dopo le vittorie olimpiche del 1968, Payton Jordan, capo allenatore olimpico della squadra di atletica degli Stati Uniti scrive:

“Voglio esprimere per iscritto la mia eterna gratitudine per …. le sue esperte istruzioni sul coordinamento della respirazione per gli atleti. Lei … è stato determinante nel creare lo spirito migliore di sempre e ottenere più record olimpici e mondiali che nel passato della storia di tutti i giochi!”

Questi record sono rimasti imbattuti per oltre 25 anni e la squadra di atletica americana fu l’unica squadra a non richiedere ossigeno.