Ogni volta che incontriamo Florio Pozza e il suo didgeridoo è una sorpresa, come scartare un regalo di Natale. Al secondo anniversario Energitismo a Marostica più di 100 ospiti sono stati catturati dalla sua arte scultorea e dalle sue abilità di didgeriddodler.

Florio Pozza è un uomo dai molti talenti, un genere di uomo rinascimentale sullo stampo dell’umile Leonardo. Si diletta tra creazione meccanica, strumenti musicali e composizione, decorazione, scultura, arte, scrittura e lessicografia. Da dove nascano le sue complesse capacità è un mistero, visto che il suo luogo di nascita, Myrtleford, sulle colline a nord di Melbourne in Australia è più congeniale a una vita dedicata alla viticoltura , all’allevamento del bestiame o alla lavorazione della lana.

Forse lo shock di essere ricollocato nella sua terra storica in Veneto dopo un’infanzia passata nei grandi spazi aperti ha scosso i suoi geni verso l’agire creativo. Una sorta di senso di gratitudine o un’intossicazione per essere nato, come un koala, tra gli eucalipti, lo ha fatto tornare in Australia per studiare la cultura e la musica degli aborigeni e imparare a essere un didgeridoodler.

All’Open Day di Energitismo Florio Pozza ha fatto più che una esibizione con il didgeridoo, ha intrattenuto con le sue composizioni ritmiche, catturando il pubblico, ha mostrato come si crea la musica con il didgeridoo. Ha raccontato la storia di uno dei più antichi strumenti musicali, creato grazie all’aiuto dell’entropia della natura: le termiti.

Ha creato “libretti” improvvisati e ha dimostrato come, usando le tecniche del trombone, si può ottenere la scala musicale anche con il didgeridood. Sulle orme di Prokofiev, Florio con il didgeridoo ha creato immagini degli animali australiani delle origini, con il dingo al posto del lupo. Ascoltarlo è stato strepitoso.

Florio Pozza è un membro di Energitismo, promuove le sue lampade Dreamtime in Our Discoveries. All’Open Day ha esposto una serie di meravigliose lampade in metallo perforato che creano immagini suggestive sulle pareti e sul soffitto. Queste immagini emulano la pittura “puntinista” degli aborigeni, ma riflettono anche l’antica arte orafa “in grani” degli etruschi. I fori, la struttura e la texture della superfice sono ottenute da una fiamma viva.

I raggi in forma di line e punti che nascono da queste sculture sorprendono con le immagini che creano: visioni della natura australiana e motivi astratti tridimensionali. L’effetto è surreale e allo stesso tempo pacificante.

E c’è ancora dell’altro su Florio Pozza. È uno scrittore e un lessicografo. Al Bazar di Energitismo ha portato la sua ultima epistola, il Dizionario Australoveneto, un ‘must have’ per tutti quelli che hanno avuto l’opportunità di essere nativi veneti o australiani e di aver vissuto con la curiosità per l’altra lingua e cultura.

Sfortunatamente, il tempo non è bastato per ascoltare anche le composizioni per chitarra di questo grande didgeridoodler, forse la prossima volta.


Gavin Tulloch

Scienziato e poeta. Ama la chimica, il vino, le donne e l’opera, ma non sappiamo in quale ordine