Incontriamo Daniel Mari al cancello di ferro verniciato nero a San Felice Circeo e, su suo invito, lo seguiamo su per le scale di pietra verso le terrazze aperte, una ombreggiata e l’altra che accoglie il sole estivo del tardo pomeriggio, maculato dagli alberi sovrastanti.

Daniel è uno “spiritello” di età indefinita e si porta con leggerezza. Guardiamo l’azzurro mar Tirreno sotto la villa e ringraziamo che questa parte della costa laziale sia stata protetta dallo sviluppo dilagante.

Daniel Mari è cresciuto in Abruzzo, ma ha frequentato le scuole in latino a Roma. Nel 1946, dopo la guerra, è emigrato a New York per completare gli studi interrotti, e si è trovato in una società che non capiva le esperienze di un giovane che era passato attraverso una guerra. Da un conflitto all’altro, con la cittadinanza americana arrivò il reclutamento e un nuovo addestramento militare: fu arruolato nell’esercito degli Stati Uniti e addestrato per tutti i tipi di conflitto, nel freddo o nei tropici, pronto per la guerra in Corea.

Fortunosamente non partì e finalmente iniziò a godersi la sua prima vera vita da uno libero, felice di ritrovarsi con gli artisti moderni americani al Cedar Bar. Eppure ad un certo punto ha assunto le sue “responsabilità” e, con il matrimonio, alla fine entrò a far parte dell’attività di famiglia, ‘corde’ musicali, la cui storia risale al 1600 in Italia.

Daniel Mari è stato un eccellente allievo imprenditore avendo una conoscenza completa del ciclo di produzione delle corde di budello, dalla selezione del budello di agnello, che arrivava dai più remoti angoli della Terra in barili di salamoia, fino alla realizzazione delle corde. Dal riscaldamento al taglio ed infine alla tesa del budello contorto lasciandolo asciugare lentamente e in modo uniforme per un mese.

I dettagli escono dalla sua lingua dando l’impressione che queste vecchie abilità artigianali di 2000 anni, dalla quale dipendeva la qualità del suono degli antichi liuti medievali, richiedono particolare attenzione e devozione.

Abbiamo condiviso con Daniel la gioia che può dare l’ascolto di uno strumento musicale con corde di budello, che danno dolcezza agli alti e una morbidezza dei toni e che si adatta a recital da camera, ma che non possono più soddisfare le esigenze delle grandi sale da concerto piene di migliaia di abbonati desiderosi.

Allora cosa è successo a questa tradizione? Le corde di alluminio e nylon entrarono nella mischia negli anni ’30 e ’40 riducendo i costi di produzione e semplificando i suoni, ma questo non basta a spiegare la fine delle corde di budello. L’EPA, il cane da guardia ambientale, aveva introdotto nuove norme per lo smaltimento delle acque reflue che avevano reso impossibile smaltire i rifiuti per un produttore di corda in budello di New York.

Il tempo non aspetta nessuno, e Mari non ha mai smesso di sviluppare e realizzare le migliori corde del mondo, sempre alla ricerca di un suono puro o anche di toni unici che un esigente strumentista può chiedere e commissionare. Daniel Mari ha avuto molti amici e contatti con famosi musicisti, alcuni, come John Lennon o Jimi Hendrix, per i quale ha prodotto corde personalizzate.

Condividiamo nomi famosi di musicisti e direttori d’orchestra, Daniel racconta la sua gioia in tutte le composizioni di Beethoven, in particolare quelle dirette da Furtwangler. Daniel Mari ama la musica, i concerti per chitarra, i concerti per violino, ma soprattutto l’opera, che deriva dalla sua infanzia in Italia. Come membro dell’Opera Club di New York e come fondatore sostenitore del Lincoln Centre, ha una storia infinita di arie, compositori e cantanti.

Ogni agosto si avventura di nuovo in Italia nella casa estiva di sua nonna a San Felice Circeo, e qui, il prossimo anno, abbiamo in programma di incontrarci di nuovo per condividere il vecchio e il nuovo, sorridendo su ricordi di relazioni, voci liriche, e con la gioia della musica per archi.


Gavin Tulloch

Scienziato e poeta. Ama la chimica, il vino, le donne e l’opera, ma non sappiamo in quale ordine