‘Italiano Elettrico’ di Astor Piazzolla a Valmontone

Ciò che trovo eccitante ogni volta che partecipo ad un concerto dell’Orchestra da Camera di Frosinone, e ascolto in particolare i suoi famosi solisti, è che spesso arrivo ignorante del compositore o del tema ma alla fine, invariabilmente, resto elettrizzato e la mia conoscenza musicale è enormemente allargata.

Questa sensazione si è ripetuta in una fredda sera invernale di gennaio, nella sala del Palazzo Doria Pamphilj a Valmontone, con il terzo concerto del set di questa stagione offerto dall’Associazione Culturale La Farandola (dove La Farandola è un ballo della Provenza con somiglianze con la Tarantella).

Il titolo del concerto era ammaliante: “Italiano Elettrico”. Il programma consisteva in un pezzo di Vivaldi e in 11 composizioni del compositore e performer argentino del nuovo tango, Astor Piazzolla, le cui opere mi sfortunatamente sfuggirono negli ultimi anni ‘70. Ma il giorno o la sera dell’incontro era arrivato.

Nella mia successiva ricerca su Piazzolla, ho scoperto che ha passato gran parte della sua vita in Argentina, ma con un’influenza negli Stati Uniti e in Francia. Ho anche concluso che la sua passione per questo tipo di “nuovo” tango, può essere nata dal regalo di un bandoneon da suo padre quando Astor aveva solo 8 anni, una concertina a forma di scatola quadrata a forma di pulsante che è usata in Argentina e Uruguay da decenni.

In realtà lo strumento non fu mai prodotto in America Latina, ma prevalentemente in Germania, dove fu “inventato” negli anni ’70 del 1800 come alternativa alla concertina per la musica popolare.

La preponderanza della musica per il bandoneon mi ha spiegato l’assoluto entusiasmo, direi estasi, sul volto di Adriano Ranieri che si è esibito con un bandoneon nero piuttosto adorabile. Come sempre il violino di Loreto Gismondi ha dato un suono squisito, seduto accanto alla potente interpretazione di Marco Attura sul “podio”.

Sul lato sinistro di fronte al pubblico di quasi 100 anime, Alessandro Minci e la sua chitarra e Maurizio Turriziani con il suo travolgente contrabasso, recentemente tornato dall’eccitazione del tour cinese, sono stati ancora una volta la forza immobile dell’orchestra.

Mi sono ricordato che ovunque troviamo l’Orchestra da Camera sappiamo che la musica sarà coinvolgente per almeno questi cinque strumenti. In particolare lo strumento di Maurizio attorno al quale avvolge amorosamente le sue braccia permettendo al suo arco di accarezzare le corde con una passione normalmente riservata ad un amante formidabile.

La scaletta delle opere di Piazzolla è stata fatta per far aumentare progressivamente l’entusiasmo del pubblico, come poi è successo. Per tre composizioni, il quintetto è stato guidato dalla bellissima voce soprano di Tania Di Giorgio, la cui interpretazione della “Ave Maria” di Piazzolla ha guadagnato un meritato “bis”.

Eppure la musica di Piazzola ha anche un tempo aggressivo e sorprendente nella sua interpretazione del tango, e Maurizio ha supportato questa attitudine con delle “grosse” maniere alla spalla del suo contrabbasso. Gli perdoniamo la sua eccitazione e attendo con ansia il prossimo appuntamento con l’orchestra della Camera di Frosinone.

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