Abbiamo visitato un museo molto speciale, con ingresso su invito, un museo di gioielli e manufatti di corallo creati a partire dal 1805, e ufficialmente dal 1855 anno in cui la ditta Ascione è stata fondata a Torre del Greco.

Ed è ancora lì, una delle aziende italiane sopravvissute alle dure prove delle guerre militari ed economiche e che continuano a creare bellezza. I gioielli Ascione sono splendidi oggi come lo erano 160 anni fa, con coralli provenienti da acque profonde.

Ci sediamo su sgabelli di cuoio quadrati vicino ad un tavolo di vetro al secondo livello della Galleria Umberto di Napoli. Direttamente di fronte a noi, dall’altra parte della strada, si legge ‘TEATRO REALE’ e poi sotto la scritta ‘S. CARLO’ uno dei grandi teatri d’opera del mondo: dai tempi dei re Borboni, 1737, il San Carlo è rimasto tale e quale.

Originariamente, nel 1400, il corallo proveniva dalle acque vicino la Sardegna, la Sicilia e il Nord Africa, ed era raccolto da pescatori di Torre del Greco, lungo la strada che da Napoli porta a Sorrento. Nel periodo rinascimentale veniva spedito da Torre del Greco a Marsiglia, Livorno e Genova, dove le gioiellerie lo lavoravano. Nel 1805, un imprenditore francese importò a Napoli questa arte ottenendo un decreto reale per poter produrre in maniera esclusiva i gioielli di corallo a Torre del Greco.

Col passare degli anni, gli artigiani e le donne italiane hanno sviluppato le proprie competenze, studiando anche la capacità produttiva e l’abilità scultorea delle oreficerie di Roma e Firenze. La fabbrica più antica della città è quella della famiglia Ascione e non solo per la mole di produzione e la straordinaria bellezza del loro corallo, ma anche per la storia della loro arte e artigianato.

Il corallo rappresenta l’ideale che solo Dio può creare la perfezione. Piccoli punti e cambiamenti di colore denotano l’autenticità. A diverse profondità il corallo e le sue ‘corna’ mantengono i loro colori, rossi, rosa e bianchi, nonostante il trascorrere degli anni. Nel Museo si possono vedere pezzi risalenti quasi a 200 anni fa dai colori ancora raggianti. La garanzia è data da questi maestri del corallo che producono ornamenti che possono essere venduti per secoli.

Il Museo mostra un dipinto della sorella di Napoleone, ornata di gioielli e meravigliose sculture di corallo. In una vetrina si vede l’abito da sposa e i gioielli in corallo della nonna della famiglia Ascione, il cui il pizzo è splendente come il corallo. Il colore vivente del corallo fa rivivere gli anni passati e si intrappola in un desiderio di condividere un pezzo di storia vivente, un tocco di classe che dura per sempre.


Gavin Tulloch

Scienziato e poeta. Ama la chimica, il vino, le donne e l’opera, ma non sappiamo in quale ordine