Bassano del Grappa è stato il centro di molte guerre e conflitti per oltre 1000 anni, praticamente fino al secolo scorso. Ma da quasi due secoli è anche la sede di un museo classico – un museo di classe – oggi uno dei più bei musei d’Italia che vanta opere che spaziano dal XIV al XIX secolo.

Non è solo un museo d’arte, ma anche un centro studi degli archivi di Canova e una biblioteca con oltre 120.000 volumi. Una visita a questo museo classico richiede un po’ di assistenza. Il museo si trova nella zona pedonale della città vecchia in quello che, 200 anni fa, era il monastero della Chiesa di San Francesco. La breve passeggiata per raggiungere il museo viene ricompensata da collezioni raffinate e alcune piacevoli sorprese.

Le sale principali del primo piano sono allineate in modo tale da formare una croce e presentano eleganti alti soffitti raffiguranti storie ecclesiastiche. Accediamo al museo attraverso una galleria in onore di Antonio Canova, le cui sculture si trovano nel suo vicino paese natio Possagno, ma le lettere e i lavori grafici sono quasi tutti in questo Museo Civico. Delle sculture, invece, abbiamo principalmente i modelli creati per rassicurare la mano e gli occhi prima di lavorare sui blocchi di marmo.

Abbiamo avuto la fortuna di assistere ad una meravigliosa mostra fotografica di alcune delle sue più belle sculture che mostravano la grande maestria nel raggiungere la traslucenza del marmo e il suo amore per le forme umane.

Nella galleria di Canova c’è una porta a destra che conduce a tre stanze più piccole che ospitano le opere d’arte del XIX secolo tra cui dipinti di Antonibon, il padrone di casa delle ceramiche di Nove che ha dato anche il nome ad una fabbrica di ceramica sita nella piazza della città. Ancora più importante per il fortunato visitatore sarà quello di sentire la voce di un baritono che canta un’aria, forse La Tosca, Simone Boccanegra, Don Giovanni, o il Rigoletto. Questa è la sala dedicata allo splendido cantante d’operae attore Tito Gobbi, ai costumi che ha utilizzato nei circa 30 anni della sua carriera. Stare lì e ascoltare fa venire i brividi soprattutto nel sentire Scarpia mentre canta il duetto con Tosca.

Tornando alla galleria Canova, passando attraverso la sala ottagonale si entra in una galleria dedicata al più famoso e leale dei figli di Bassano, l’artista rinascimentale Jacopo Da Ponte, che ha adottato il nome di Bassano, una volta diventato famoso. Le opere di Jacopo Bassano sono esposte nella sua città natale insieme ad alcuni dei suoi eredi. Queste opere sono principalmente di natura pastorale, nei suoi due significati di vita spirituale e agricola. La storia cristiana predomina con una delle opere più importanti: la Circoncisione oltre ad una curiosa selezione di argomenti adatti anche ad un pubblico laico.

Si potrebbe impiegare anche un intero giorno per vedere tutte queste opere e in particolare quelle che vanno del periodo rinascimentale al XVIII secolo. Questo è un Museo gradevolmente ordinato, le cui pregevoli opere meriterebbero un pubblico più vasto e una maggiore promozione per chi ha intenzione di visitare il Veneto, o anche Venezia.


Claudia Bettiol

IT
Ingegnere, futurista e fondatrice di Discoverplaces. Blogger specializzato nella sostenibilità e nella promozione culturale dei piccoli territori e delle piccole imprese. Ama i cavalli

ENG

Engineeer, futurist, joint founder of Energitismo and founder of Discoverplaces. Blogger specialising in sustainability and in cultural promotion of small places and small enterprises. She loves horses