La festa di Santa Barbara è il momento in cui le persone di Colleferro si avventurano per la fiera e i musei locali come quello del modellismo.

Colleferro è spesso conosciuta solo per il suo passato industriale e il suo attuale ruolo di importante centro di gestione dei rifiuti, e meno per i diversi musei che ospita. Eppure non dovrebbe sorprendere che gli uomini di Colleferro nel loro tempo libero dalle occupazioni industriali, come quella spaziale della costruzione di razzi, si siano dedicati con passione ad hobby storici e tecnologici.

Uno di questi hobby, perfetto per artigiani della tecnologia come elettricisti, pittori di dettaglio e meccanici, è la costruzione di modelli. A Colleferro è possibile visitare una meravigliosa e sorprendente collezione di modelli e conoscerne i costruttori. L’Associazione Culturale “Club 2000” Modellisti Colleferro rappresenta lo spirito e la “sede” per circa 20 uomini del genere. Non è però un club facilmente rintracciabile.

La sua sede attuale è in un grande scantinato sotto il Museo delle Telecomunicazioni, con il suo omaggio a Marconi che racconterò in un’altra occasione. L’edificio mi ha ricordato di un puntello del palcoscenico del film Ghostbusters. La porta d’ingresso, in un vicolo laterale ad un parcheggio è identificata da una tradizionale cabina telefonica inglese abbandonata, forse un refuso dall’edizione di un Dr Who – Signore del Tempo.

L’ingresso non dà alcun idea delle meraviglie che si possono trovare sia nel grande memoriale per le telecomunicazioni che nella qualità artigiana delle creazioni di modelli esatti. Come si entra nel palazzo, se ci si avventura a sinistra, è possibile trovare delle scale che conducono ai locali dell’associazione nel seminterrato.

A prima vista, di fronte a noi, subito un modello immacolato della ‘Victory’ di Nelson e intorno, sulle pareti e sui tavoli, molti altri modelli di famose navi da guerra e di alcune navi moderne funzionanti. Il nome Ennio De Rosa è sulla targhetta della ‘Victory’ e di diverse altre navi e imbarcazioni. Il nostro anfitrione chiama “Ennio!” e subito ci appare un uomo dai lucenti capelli grigi.

Incontriamo e salutiamo Ennio De Rosa e lui ci racconta la sua vita e le inevitabili connessioni con Claudia e la sua famiglia. Il suo primo modello di barca, La Couronne, la famosa nave della marina francese, è stata costruita nel 1973, facendoci notare un’altra imbarcazione che ha donato per la mostra del Club. Ora in pensione, Ennio ha ampliato i suoi interessi e ci porta verso l’altra estremità della sala per mostrarci la sua ferrovia a scartamento ‘ridotto’ con tutte le necessarie gallerie, incroci, stazioni, cortili, passaggi a livello e la varietà di treni, fino all’attuale modello di Italo ad alta velocità.

Troviamo anche un grande tavolo, lungo forse 7 metri, sul quale la squadra del club sta lavorando per espandere la complessità del loro ‘gioco’. Dico ‘gioco’ perché, come Ennio ci dice, lo scopo originario dei trenini doveva essere di creare un giocattolo per i figli ma, come anche nel mio caso, il padre era più affascinato e interessato a questi magici modelli del figlio.

Siamo attratti da una piccola stanza con una serie di Presepi, tutti modellati sulle scene di Roma. Alberto Vita ci introduce e ci spiega la storia di ogni Presepe: uno tratto dalla vecchia Trastevere e un altro da un acquedotto romano. Ancora una volta le arti e il mestiere imparato durante la carriera nel settore high-tech ha aiutato questi appassionati a creare questi esatti modelli della vita del 18° secolo a Roma.

Un uomo più giovane è seduto con una serie di mini-cacciaviti intento a riparare una videocamera, senza il supporto di un manuale. Stefano Murro è un socio di Alberto Vita e un altro membro del Club. Ognuno di questi uomini ha un vasto interesse nel modellismo. Ci sono arrivati in differenti modi: da aerei (fissi o modelli radiocomandati), auto, barche radiocomandate, soldatini, treni, o vecchie navi. Sembra che il desiderio di creare modelli perfetti attragga ognuno di loro, vista la varietà di mezzi di trasporto e di espressione artistica, e il loro entusiasmo riempie il seminterrato del Club di gioia.

Portate qui vostro figlio, o veniteci da soli ma rimaneteci un intero giorno.


Gavin Tulloch

Scienziato e poeta. Ama la chimica, il vino, le donne e l’opera, ma non sappiamo in quale ordine