La strada che porta dal casello di Frosinone verso la località balneare di Terracina è un flusso continuo di auto e camion in ogni giorno d’estate, e quasi tutti i viaggiatori non prestano attenzione alle diffuse città dei Monti Lepini che punteggiano la basse delle colline e delle montagne più alte.

Ma in questo caldo giorno d’estate, poco prima di Ferragosto, la nostra meta non è il mare ma il borgo storico di Priverno, con il suo centro medievale e la sua antica storia dei Volsci e dei Romani.

Ci sono tre panchine di pietra, sul lato sinistro della piazza principale della città vecchia (Giovanni XXIII), in parte protette dal tardo sole del mattino da vecchi alberi sul bordo della strada. Cercate un posto auto. Un caffè al bar è seguito dalla possibilità di rilassarsi su una delle panchine di fronte alla cattedrale e di fianco al municipio. Dietro di noi sono ci proteggono la stazione di polizia locale e il Museo Archeologico.

Madri, bambini e uomini d’affari passano a piedi dando un caloroso benvenuto al funzionario della polizia locale in piedi vicino al bordo stradale. Lui conosce il suo lavoro e controlla le poche macchine parcheggiate irregolarmente in piazza. Cerchiamo di conoscere un po’ più di questa piazza che è dominata architettonicamente dalla cattedrale e da Palazzo Antonelli (ora sede del Comune), quindi ci spostiamo per salire i 31 gradini della chiesa.

La prima impressione è quella di entrare in una stanza buia e, mentre gli occhi si abituano all’atmosfera, arriva una aria fresca di benvenuto nella pace sotto la tribuna dell’organo e del coro. Un lento giro della chiesa ci disvela un altare a sinistra della navata, mentre la cappella meglio illuminata è alla fine della navata laterale di destra, con le sue statue bassorilievo di San Tommaso d’Aquino e San Sebastiano. Sulla navata sinistra si trova una ispirante statua della Madonna Assunta in Cielo.

Ci sono molti dipinti, difficili da discernere nell’ambiente scuro illuminato suggestivamente da una moderno rosone circolare nella facciata proprio sopra il portale centrale. Due adolescenti sono seduti sul pavimento in una cappella laterale, forse solo assaporando il fresco, e rispettano la quiete della cattedrale. Noi accendiamo tre candele e offriamo una preghiera silenziosa. Poi, fuori, sperimentiamo di nuovo il calore del giorno che sembra essere aumentato. Immediatamente sulla nostra sinistra una scalinata sale verso l’interno del municipio.

Torniamo al nostro ‘campo base’ ed entriamo nel museo Archeologico. Sui tre livelli mostra tutta la sua ‘ricchezza’ proveniente dagli scavi intorno a Privernum. Si tratta di un eccellente museo, senza pari, che, in circa 20 camere copre la storia, la mitologia e l’archeologia della città a partire dal periodo della regina Camilla dei Volsci fino alla fine dell’impero romano. Ogni elemento in ogni camera a tema è illustrato e spiegato con relazioni.

Ci sono, purtroppo, solo un paio di panchine dove ci si può riposare e assorbire l’atmosfera. È evidente che questa mostra è stata accuratamente pianificata in ogni dettaglio. La responsabile che ci guida dichiara con orgoglio che il museo di Priverno da spazio alle donne e una stanza è dedicata esclusivamente al genere femminile. Forse lo stanno facendo per il mancato riconoscimento di millenni al potere e ai ruoli del secondo sesso.

Per il viaggiatore internazionale, c’è solo una sfida, tutte le descrizioni dettagliate sono in italiano per cui suggerisco di migliorare ulteriormente l’attrattività di questo museo e del centro storico di Priverno per un turista esperienziale come me. Eppoi, per le molte migliaia di italiani che passano Priverno per andare al mare, godetevi un meraviglioso monumento al passato romano nella piazza del Duomo a Priverno: basta suonare il campanello ed entrate.


Gavin Tulloch

Scienziato e poeta. Ama la chimica, il vino, le donne e l’opera, ma non sappiamo in quale ordine