Estate piena: è l’ora delle patate novelle e non me le sono fatte scappare. 

Buona in ogni modo la patata è patata. Io ci faccio gli gnocchi come quelli che faceva nonna Rosa ma con una piccola variante, li schiaccio. 

La scelta per questo piatto è tutta roba locale: patate novelle e farina della Pianura Pontina, quella bonificata da Mussolini e coltivata da Veneti, Emiliani, ecc. Anche le mie radici sono un misto fra nord e sud e conosco il valore nato da questa contaminazione italiana.

C’è da dire che i laziali delle montagne (Sezze e Cori) snobbarono quelle terre in fase di assegnazione. Forse perché ricordavano la malaria, il vero flagello di quelle terre, combattuta dal duce con il primo intervento biologico della storia di questo paese senza memoria. 

Vennero piantati gli alberi di eucalipti, portati dall’Australia, che sono stati una vera idrovora naturale e nei canali venne immessa la Gambusia, un piccolo pesce un killer per le zanzare. La terra fu offerta ai veneti che venivano da un forte periodo di depressione dopo la prima guerra mondiale che si era combattuta nei loro territori. 

Solo dopo aver visto i risultati ottenuti, i montanari del Lazio hanno cercato di ottenere le terre, e in parte l’astio fra le due comunità ancora è latente. Il dopoguerra dei liberatori portò il DDT e distrusse questo nuovo ecosistema.

Il totano, manco a dirlo, è del Mediterraneo e in particolare proprio di Anzio. Piccola marineria quella di Anzio ma di grande eccellenza. Quante giornate ho passato aspettando i pescherecci che tornavano la sera in porto e che mettevano in vendita il loro pescato. 

Una esperienza indimenticabile che consiglio non solo agli amanti del pesce fresco ma anche a quelli che vogliono provare sensazioni genuine. I pescatori saranno ben felici di rispondere a tutte le vostre domande, anche quando sono stanchi non ne ho mai trovato uno scorbutico.

Anzio è tutta da scoprire: ricca di storia, colonia e residenza estiva dei patrizi romani fin dalla prima ora dell’impero. Poi è stata scelta da papa Innocenzo XII che qui era approdato salvandosi da una burrasca proprio mentre andava al Conclave dove sarebbe stato eletto. 

Poi è stata scelta anche dagli alleati per il famoso sbarco … ma questa è un’altra storia e ha poco a che vedere con il turismo e le bellezze del posto. I bombardamenti hanno infatti contribuito a cambiare un poco il suo assetto.

Famose le alici lavorate di Anzio, e qui resiste ancora una piccola manifattura un prodotto per veri gourmet. Mi verrebbe voglia di non parlarne perché la produzione è poca e non siamo tanti a poter gustare di queste delizie.

Ricetta di Gnocchi con Totani 

Devo veramente spiegare come si fanno gli gnocchi? Patate novelle lessate e schiacciate, farina e un sapiente movimento di polsi fino a che l’impasto raggiunge la sua consistenza. Poi fare dei piccoli cilindri e tagliare alla dimensione che si desidera.

Per la base, mettere in padella un trito di zucchine e pomodorini che saltiamo a fuoco vivo. Poi aggiungiamo i totani tagliati a pezzetti e facciamo andare per 2/3 minuti. Si deve cuocere pochissimo, altrimenti diventa una suola di scarpa. 

Quando si impiatta, attenzione a mettere qualche foglia di basilico fresco. Sembra una guarnizione ma in realtà aggiunge un altro dei profumi tipici dell’estate. Non dimenticatelo.

Per rimanere sul tema del profumo della costa sud del Lazio, ho scelto un vino dell’agro pontino: un Bellone a piede franco (vuol dire che non è stato innestato con altri vitigni).


Dario Magno

ITA

Semplice spadellatore casalingo, fin da bambino sono stato affascinato dall’odore dei banchi del mercato al mattino presto: sono fonte di ispirazione. Il piatto che porto a tavola la domenica è frutto di un immersione nei colori e negli odori di quella magica ‘scatola’ del mercato rionale. L’occhio e la gola vanno quasi esclusivamente sui prodotti locali che miscelo quasi di getto, non progetto nulla. Odio chi dice io l’avrei fatto così: fallo e non rompere!
Ci sono pizzicaroli (romanesco) che sono più bravi di psicoterapeuta, li amo.
In ogni posto che vado porto a casa qualcosa un formaggio, un salume e un vino.
Vino, croce della mia passione. Non toglietemi i vermentini liguri!
Una scuola professionale alle spalle in viticultura mai sfruttata che però forse un segno me lo ha lasciato.