Guerra e Pace su Lago di Bolsena: il cimitero militare del Commonwealth

Seguendo la Via Francigena in direzione di Roma, in una passeggiata domenicale iniziata la mattina presto a Proceno in Tuscia, siamo arrivati al lago di Bolsena a circa 100 km a nord di Roma e ci siamo fermati per una foto del lago in una piccola area dove poteva stare una sola auto.

C’erano un obelisco e un piccolo muro di pietra bianca davanti al quale abbiamo parcheggiato la macchina e abbiamo notato alcune parole incise sul muro.

Il “Cimitero di Guerra di Bolsena” e una piccola targa sul lato lo identificavano come un cimitero del Commonwealth.

Totalmente sorpreso. Un lungo sentiero di marmo portava in discesa verso il lago e non potevo fermarmi ma dovevo seguirlo. Ho trovato la bellezza nel paesaggio e la tranquillità in me, a volte per le vedute del lago a volte associate al campo e alle fronde degli alberi.

Bolsena è conosciuta per i suoi resti archeologici pre-romani come quelli dei Volsci ma specialmente per il Miracolo dell’Eucarestia. In ogni caso è una meravigliosa città medievale con antichi castelli, vicoli, scale, chiese e porte.

Niente su un cimitero militare di guerra!

Quindi, che sorpresa guidare da Bolsena  a Montefiascone  e osservare la grande vista sul lago dalla strada intorno alla collina a circa metà strada da Bolsena. È un sito che deve sorprendere quasi tutti quelli che lo scoprono perché non molti sanno della violenza della guerra in questa zona pacifica.

Eppure, solo 75 anni fa c’è stato un trauma e un caos in questa regione.

Un poco di storia: dopo che la linea di Gustav fu aperta e gli alleati raggiunsero Roma il 3 giugno 1944, le truppe tedesche si ritirarono in questo luogo e nel giugno 1944 ci fu una grande battaglia tra la Divisione Panzer tedesca e i sudafricani con molte perdite.

Ora, approfondendo la storia, scopro che il sito di questo cimitero di guerra era quello del campo occupato dal generale Alexander e fu visitato dal re Giorgio VI alla fine del luglio di quell’anno, prima che il cimitero fosse iniziato a novembre.

Dopo alcune centinaia di metri, il sentiero di marmo che scende verso il cimitero raggiunge un cancello di ferro aperto con un monumento commemorativo e il registro del cimitero sulla sinistra. A destra 600 lapidi, tutte identiche tranne che per le insegne, che riportano il nome e la fedeltà dell’anima i cui resti riposano qui sotto.

Il cimitero registra i paesi di origine dei soldati e dei servi dell’esercito che hanno dato la vita così lontano da casa, circa 150 dal Sud Africa, circa 15 dalla lontana Nuova Zelanda e un solo australiano che condivideva la compagnia di molti partner britannici.

Passeggiare tra le lapidi è un’esperienza speciale che crea pace, timore e tristezza per la perdita di così tanti ragazzi agli inizi della loro vita, esseri umani distrutti dall’odio e dall’avidità che non emanano dalle loro anime. Una guerra senza vincitori tra coloro che hanno dato tutto.

Mentre tornavo sulla strada, risalendo lentamente il sentiero, mi sono voltato a guardare e ho sentito che potevo vedere le anime di tutti quei soldati legati insieme come uno in un alone sopra il cimitero.

Il sole splendeva attraverso i rami e un singolo uccello ha cantato. È ora.

Guida di Bolsena

Il borgo di Bolsena si trova su un colle dei monti Volsinii sulle sponde dell’omonimo lago di origine vulcanica lungo, […]