Nunzio Martinello, l’informatica fra Italia e India

Ci sono persone che iniziano a camminare con le proprie gambe molto presto, Nunzio Martinello è una di queste. Nell’informatica molti giovani diventano imprenditori, ma pochi arrivano al successo e lo sanno mantenere.

La prima volta che lo ho incontrato con Gavin sono rimasta sorpresa dall’accento indiano del suo inglese e dalla assoluta padronanza con cui con grazia dominava la conversazione. Nell’informatica si manifesta una dinamica sociale molto interessante: i giovani insegnano ai ‘meno giovani’. Potremo quasi definirlo un processo di ‘mentoring inverso’ che inevitabilmente coinvolge anche me che non appartengo alla ‘generazione digitale’. I figli insegnano ai padri.

Nunzio era ancora più giovane di oggi, la barba (forse per aumentare la percezione della sua età) e le mani in tasca eppure spiegava a due navigati leoni come noi quello che secondo lui avremo dovuto fare per la nostra idea di portale web rivolto alle piccole imprese, artigiani di qualità. E gli abbiamo dato fiducia e lo abbiamo incaricato del portale.

Dopo un primo momento di smarrimento, più dovuto alla percezione di quello a cui stavamo andando incontro che ad altro, ci siamo seduti in platea ad ascoltare la sua storia. La serata del club di imprenditori veneti di Ad Hoc era dedicata a quello che era riuscito a fare per ‘i’m Watch’ (ora chiusa dopo l’ingresso nel mercato dell’Iwatch di Apple). Anche ‘i’m Watch’ era una start-up che aveva bisogno di vendere sul web il suo orologio e si era rivolta a Nunzio per la strategia digitale e il supporto nella sua implementazione. Il successo è stato talmente incredibile che la storia viene raccontata da molti giornalisti e blogger ed ancora rimbalza fra convegni e tavole rotonde.

La sua storia imprenditoriale è in realtà iniziata da una app di Fb che lo aveva proiettato giovanissimo sulla ribalta e gli aveva posto il primo quesito: continuare l’università o immergersi totalmente nella sua impresa?

“Non importa se segui un percorso accademico o meno, l’importante è sapere che non si deve mai smettere di studiare. L’informatica è basta sull’innovazione continua e bisogna sempre conoscere le evoluzioni tecnologiche e saperle leggerle con una mente aperta e creativa”.

Nunzio decide di optare inizialmente per l’impresa, riservandosi in un secondo momento di tornare all’università. Con il suo inseparabile amico Nicola Possagnolo apre Noonic (www.noonic.com) (Noonzio e Nicola) a cui subito si unisce Sebastiano Favaro.

Sin da subito il loro approccio è professionale e proiettato verso il mondo. Nunzio trascorre molti mesi in Australia per imparare l’inglese e aprirsi a nuovi modi di pensare (Gavin aveva riconosciuto anche l’inflessione australiana nel suo inglese) e Noonic sin dall’inizio ha una sede in India.

Per chi non conosce bene l’India dobbiamo raccontare che questo magnifico paese ha molte contraddizioni fra le quali una incredibile scuola di matematica e di informatica in università talvolta non adeguatamente note. La mentalità e la filosofia indiana sono perfette per le astrazioni matematiche e per seguire la logica dei computer. Il numero zero, ad esempio, è nato in India eppoi è arrivato in Europa tramite gli Arabi.

Così, Nunzio parte e vive per 6 mesi in India, il tempo necessario per aprire una società e formare il personale e da allora la sua vita si divide fra lunghi soggiorni in India e frenetici ritorni in Europa. Se si segue Nunzio sui social network ogni tanto si possono trovare foto di incredibili spiagge esotiche o di situazioni di quotidiano caos nel traffico.
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 “Se si vuole capire l’India bisogna sempre avere tolleranza per le sue enormi contraddizioni, per la povertà e lo sfarzo. È un paese dove il divario fra ricchi è poveri è costantemente visibile e le usanze sono spesso distanti dalle nostre, nella vita di tutti I giorni così come nel business.. Per riuscire con successo in India è necessario avere una mente aperta e spirito di adattamento, rispettandone le traduzioni e la cultura millenaria”

C’è della saggezza in qualcuno che così giovane riesce a far convivere una mente imprenditoriale, a gestire personale di diverse culture eppoi a mantenere la freschezza della sua età quando suona musica o crea con i suoi coetanei. C’è creatività negli incontri in cui delinea e implementa strategie di penetrazioni nel web per imprese molto diverse fra loro.

C’è saggezza in chi decide di investire tempo in azioni di volontariato destinate ad aiutare altre giovani start up ma anche associazioni umanitarie come quelle che fanno informazioni sull’Alzheimer .

“L’idea di questo video ci è venuta dopo aver visionato un video molto simile fatto da un’associazione spagnola. L’idea era davvero buona e, grazie alle conoscenze dei membri della nostra associazione, siamo riusciti a riproporla, migliorandola, su scala internazionale e sfruttando meglio il web ed il marketing digitale”.