San Felice da Cantalice, il primo santo dei Cappucini

San Felice da Cantalice nasce nel 1515 e ha il particolare primato di essere stato il primo santo dell’Ordine dei Cappuccini. Ma come è stato possibile e chi sono i Cappuccini?

L’ordine dei Cappuccini nasce intorno al 1520 ed è uno dei cosiddetti ‘ordini minori’ mendicanti che riprendevano lo spirito di San Francesco. Facciamo un salto nel tempo e osserviamo la situazione del momento.

Il Rinascimento aveva trasformato la società: i castelli si erano trasformati in palazzi signorili e tutta l’Italia era un cantiere di costruzioni. Si faceva a gara fra signori e fra Stati a chi costruiva il palazzo o la chiesa più bella.

Per far questo servivano molti denari, soprattutto se si voleva costruire la nuova basilica di San Pietro iniziata intorno al 1506. Per far questo bisognava escogitare il modo di agire sulle tasse oppure di vendere qualcosa che tutti volevano.

Si percorsero tutte le strade. I lavori delle chiese non venivano tassati e tutti i materiali riportavano la scritta AUF – Ad Usum Fabricae che significava che erano destinati ad una delle chiese e per questa ragione non pagavano dazi. Grazie ad una poesia del grande poeta romano Gioacchino Belli si ha l’espressione attuale di ‘magiare a uffa’ che vuol dire ‘mangiare senza pagare’.

L’altra idea della chiesa era quella di iniziare a ‘vendere indulgenze’, ossia una persona poteva pagare per avere il perdono dei peccati e sperare di andare in paradiso più in fretta, con poco purgatorio.

A questo clima di abbandono di ogni aspetto spirituale si contrapposero due grandi spinte: Martin Lutero con la riforma protestante e lo scisma della chiesa e una forza interna di nuovi Ordini Minori. San Felice nasce a Cantalice, vicino Rieti, ed il suo modo di sentire la fede lo porta ad abbracciare l’ordine dei Cappuccini.

Sin da bambino si sente attratto da una vita semplice e le storie dicono che i primi miracoli avvengono presto assieme alle autoflagellazioni che si infliggeva. In paese lo conoscono tutti per il miracolo dell’acqua quando ha fatto sgorgare una nuova sorgente in un periodo di siccità. Sul posto è stata poi costruito un santuario con il nome proprio di San Felice all’Acqua.

L’altro miracolo che lo ha reso noto era quello accaduto poco prima di entrare nell’ordine quando si trovava in campagna con il signorotto Marco Tullio Pichi. Un aratro con i buoi gli passa sopra lacerandogli il petto, ma non esce sangue e la ferita si rimargina subito.

Con i Cappuccini si sposta a Fiuggi eppoi a Roma dove praticamente vive tutta la sua vita da frate. I suoi comportamenti semplici e particolari lo rendono noto a tutti e San Felice conosce papi, cardinali ma soprattutto tanta gente semplice. San Filippo Neri gli è amico e San Carlo Borromeo lo tiene in considerazione.

Girava a piedi nudi mendicando pane, vino e olio per i poveri e per il convento. In cambio canticchiava e predicava senza sosta e, ogni tanto, operava qualche guarigione miracolosa. Era considerato ‘il medico divino’ e nel suo processo di santificazione sono state elencate molte delle sue guarigioni.

Un episodio molto noto era quello di una sua estasi con la visione del bambino Gesù fra le sue braccia e papa Sisto V decise allora di emulare il frate cappuccino. Si fece face un ritratto per la sua tomba in cui aveva fra le braccia il piccolo Gesù.

San Felice da Cantalice è anche il protettore degli allevatori dei Bachi da Seta perché in un suo miracolo speciale. Il santo aveva salvato un allevamento i cui bachi stavano morendo a causa di una malattia infettiva.

Quando morì nel 1587 dalla cassa dove era stato deposto il corpo, per 3 anni uscì del liquido color argento con il quale furono guarite molte persone. Fu proclamato santo nel 1712 da papa Clemente XI e viene festeggiato ogni anno il 18 maggio.