La famiglia Pamphilj e il sogno di Pamphilia a Valmontone

La famiglia Doria Pamphilj è una delle dinastie che hanno fatto la storia dello stato pontificio e di quello italiano. Il punto più alto del potere è stato il governo di papa Innocenzo X in uno dei periodi più floridi.

Secondo alcune leggende l’origine risale alla Gens Panphilia del re romano Numa Pompilio, ma molto più probabilmente la famiglia è originaria di Gubbio e inizia nel IX secolo con un certo Amanzio venuto in Italia con Carlo Magno.

Nel 1461 si trasferiscono a Roma ed erano così importanti da prendere il titolo di Conti del Sacro Romano Impero.

L’apice del potere si è avuto quando nel 1644 Giovanni Battista Pamphilj è stato eletto papa Innocenzo X, una delle figure più importanti e controverse. La sua elezione, ad esempio, era contrastata dalla Francia ma il cardinale Mazzarino arrivò tardi al conclave quando Innocenzo X era già stato eletto.

E’ stato sicuramente uno degli uomini di potere più forti circondandosi dei membri della sua famiglia, come quando ha eletto suo nipote Camillo come ‘cardinal nepote’, da cui deriva il termine ‘nepotismo’.

In modo pragmatico ha allontanato tutte le altre importanti famiglie romane: i Barberini furono accusati di malversazione e per qualche anno andarono a vivere in Francia, mentre i Farnese furono sottomessi distruggendo il loro ducato di Ischia di Castro a nord di Roma.

Ma Innocenzo X è stato anche un grande amante dell’arte e un collezionista di opere che ha iniziato l’eccezionale raccolta oggi visitabile al Museo Doria Pamphilj di Roma.

Con lui fiorisce il barocco romano di Bernini e Borromini con la realizzazione di capolavori come il palazzo di Via del Corso, piazza Navona con il palazzo Pamphilj, la chiesa di Sant’Agnese e la fontana del Nettuno, Sant’Ivo alla Sapienza (che è stata sede dell’università di Roma), il palazzo nuovo in Campidoglio e molti altri.

Suo nipote Camillo Doria Pamphilj ha cercato di fare in piccolo a Valmontone quello che suo zio faceva a Roma cullando il sogno di realizzare non un semplice palazzo ma una città ideale. Non è riuscito nel suo grande sogno, ma il complesso che ha realizzato con la sua imponente eleganza e le gioiose forme della chiesa sono il simbolo della città.

Per Valmontone Camillo aveva coltivato il sogno di Pamphilia, una sorta di città modello che avrebbe superato tutte le altre vicine e che sarebbe dovuta diventare sede vescovile. Potremo dire una di via di mezzo fra il sogno megalomane dei Farnese con il ducato di Castro e il sogno utopico delle comunità sociali come quelle di San Leucio dei Borbone.

L’importanza della famiglia Doria Pamphilj continua nei secoli e uno dei discendenti è stato il primo sindaco di Roma dopo la liberazione della città durante la II guerra mondiale.