L’esperienza di un viaggio con una guida turistica

Molte volte sento dire: lì ci sono già stato.

Al che, a questa risposta, la domanda – di solito – è: ma con una guida?

E nove volte su dieci viene fuori che sì, il mio interlocutore in un posto c’è già stato, ma senza l’ausilio della visita guidata, quindi di una guida in carne ed ossa capace di spiegare bene ciò che stiamo vedendo.

Comprendo bene che nell’era della tuttologia “internettiana” si possa andare in un posto, che ne so anche ai Musei Vaticani, ed essere convinti di avere conoscenze infinite basandosi sulle nozioni di Wikipedia. Che basti fare due foto sul cellulare e metterle su internet per farsi un “download” da una parte e un “upload” di conoscenza dall’altra.

Tuttavia non è proprio così. Spiacente di deludervi. Non è così che vanno le cose. La guida turistica è una figura che si forma con tanto studio, approfondimenti e un continuo aggiornamento non riferibile all’attività di svariati social che, pure, possono aiutare ma non di certo completare.

Certo, sarebbe auspicabile per le stesse un indirizzo di studio dedicato a livello universitario, tanto per fare un po’ di selezione, tuttavia una guida d’esperienza sarà sempre meglio di un’approssimata visita dettata dalla curiosità più che dalla voglia di conoscenza.

Per dirla in termini più semplici: ci sono cose che si devono sapere spiegare.

E la bravura di una guida è quella di saper costruire un intero racconto di immagini, visioni, sensazioni anche dinanzi al più improbabile dei sassi lasciato a terra.

Una guida turistica, ancora, a costo di diventare ridondante, è quella figura capace di trasformare la visita domenicale fatta 1000 volte in quel di Trisulti in un appuntamento fatto di conoscenza e particolarità capaci di costruire un’attrattiva unica. Perché è proprio così.

In quel piccolo particolare che non avete visto su un muro, è in quella piccola perla di esperienza narrativa su cui non vi siete soffermati che invece si nasconde il segreto di un luogo.

Ascoltare una guida, guardarne la mimica spesso istrionica, è un valore aggiunto a un luogo visto e rivisto, perché se con la voce si racconta, con le mani si disegna.

Si aggiunga a questo che l’intervallo di tempo in cui vi è la spiegazione è prezioso poiché si resta di più e più a lungo in uno spazio. Si ha quindi il modo di osservare meglio, di saggiare l’aria, di vivere appieno l’atmosfera e l’energia di un luogo.

Di certo le guide turistiche sono tante e si deve saper scegliere, ma la loro presenza è quel in più che contraddistingue ViviCiociaria e Itinarrando da altre realtà associative e non che non prevedono la presenza professionale di una guida turistica a spiegare le bellezze di un luogo.

Sceglierne una, in sostanza, è farsi del bene e noi teniamo davvero tanto ai nostri soci; tanti – dei quali – sono tra quelli che rispondono “ci sono già stato”, senza però aver avuto la fortuna di incontrare una guida cui rubare un paio di nozioni qua e là.

Essere guidati.

Una fase importante che oggi forse abbiamo dimenticato.

Avere il privilegio di poter seguire dei passi che aprano la porta alla conoscenza è una fortuna cui forse internet ci ha disabituati.

Scegliete una guida, privilegiate iniziative con guide turistiche, perché questo è il primo passo per conoscere davvero un luogo in cui poi, solo poi, si potrà tornare altre 1000 volte con la contezza e la piena coscienza di ciò che si va a vedere.