Siamo già da un mese in inverno ma oggi è il primo vero giorno in cui sento la brezza artica. Anche se siamo ancora sopra lo zero quando esco di casa a Paliano per andare verso Colleferro e i monti di Segni, i colori delle sfumature del verde mi danno l’idea dell’inverno nel Lazio.

Proprio sulla terrazza davanti ai mie occhi, i vasi di fiori dai colori luminosi, giallo, arancione, magenta e bianco, sognano che la primavera sia arrivata. Ma mentre guidiamo verso Segni per un caffè e una chiacchierata, possiamo vedere le cime innevate degli Appennini verso est.

Il vento del nord ha portato questo cambiamento attraverso l’Adriatico. Forse non c’è ancora la stagione sciistica in Abruzzo, ma la purezza della neve vergine, che si vede sopra la normale foschia della pianura, è surreale e ci lasciamo andare al sogno che anche questo anno l’Italia avrà la sua tradizionale stagione invernale.

Questo è il giorno della benedizione degli animali e in ogni paese sembra che ci sia una parata di animali, principalmente cavalli, per essere benedetti dal prete locale. Per quelli che amano cani o gatti, gli animali domestici sono portati in visita nelle chiese per diventare parte del mondo di Dio, almeno nel pensiero del loro proprietario. Mi domando se gli appassionati di serpenti facciano parte di queste celebrazioni.

E a Segni che sembra che questa festa equina raggiunga il suo massimo splendore, dopo la cerimonia, i cavalieri orgogliosamente cavalcano i loro animali lungo il corso. Sono seduto al sole in un piccolo giardino lungo la strada e sento il calore di questo tagliente giorno luminoso, mentre passa una panoplia di poni, uno non molto più grande di uno Shetland, e cavalli di tutte le razze e colori, che trotterellano sulla strada con due carri alle due estremità della parata, trainati da tolleranti ‘trottatori’. Questa è una vera benedizione per gli animali. Ma nulla per i carri?

La temperatura è di circa 2 gradi e noi torniamo passeggiando verso un bar, il vento si concentra negli spazi fra le case e ti fa provare il gelo Siberiano. Un cornetto e un caffè (lungo) riscaldano le rughe del freddo, ed è tempo di scendere dalla montagna, quando al confine con Colleferro un’altra parata di cavalli trotterella sul corso dopo la benedizione degli animali.

Dal centro di Colleferro il cementificio si erge solido e sembra sorprendentemente pulito mentre passiamo sul ponte lungo la stazione ferroviaria. Sulla collina di fronte le due ciminiere dell’inceneritore, che spiccano fra l’imponente ingegneria di queste fornaci giganti, appaiono immacolate. E’ incredibile l’effetto del gelido vento siberiano che spazza via gli anni dell’invecchiamento, della sporcizia e del fumo, eliminando i fallimenti della nostra società industriale e portando i fumi verso il mare dove l’acqua degli oceani può assorbirli ed eventualmente purificare l’aria per la nostra respirazione.

Come ripercorriamo la strada verso Paliano, i grandi pendii incolti dello scheletro della fattoria solare mostrano striature di verde primaverile, il prato già fiorisce e copre lo scenario con un fresco tappeto. Anche la grande collina di rifiuti, coperti con plastica nera, sembra pulita e limpida mentre al suo interno la fermentazione dei rifiuti di molte città sta producendo il gas che magari useremo il prossimo anno. Dove normalmente ci sono i gabbiani che beccano la plastica mentre aspettano l’arrivo del prossimo camion di rifiuti? E’ questa la benedizione per animali come loro?

Sembra che la terra di copertura della discarica cresca più rapidamente dell’erba sui suoi pendii. Un segnale di decadenza rimane, lo scheletro di una fattoria solare non completata alla base della discarica, frutto dalla avidità degli uomini che hanno rovinato il suo buon uso. La sostenibilità non dovrebbe essere rappresentata da questa vista. Forse l’avidità è la vera caratteristica dell’impatto dell’uomo su questa terra.

Guidiamo vicino a La Selva, il bosco locale voluto da un principe e ora diventato parco per tutti, animali e esseri umani. Di fonte a noi, in lontananza, ancora una volta le pure vette delle montagne indossano il loro ‘cappello’ di neve. E’ ora di sciare.


Gavin Tulloch

Scienziato e poeta. Ama la chimica, il vino, le donne e l’opera, ma non sappiamo in quale ordine