Nel centro d’arte dell’ambra baltica a Vilnius e nei musei dell’ambra di Nida e di Vilnius e si possono osservare collezioni d’ambra antiche e moderne, vere e proprie opere d’arte.

La tradizione della produzione di gioielli d’ambra con figure antropomorfe e zoomorfe era nata già nel IV millennio aC. dal popolo di Narva. L’aspetto misterioso dell’ambra con le sue caratteristiche insolite (bruciando diffonde un piacevole profumo, presa in mano è sempre calda) faceva impressione ai vecchi cacciatori e pescatori della cultura di Narva. Una delle collezioni di maggiore valore storico è quella del “Tesoro di Juodkrante“, 434 pezzi d’ambra del neolitico (III millenio AC) trovati fra il 1860-81 grazie ad una impresa che aveva iniziato ad estrarre l’ambra proprio nel paesino di Juodkrante nella penisola curlandese.

Per molto tempo nessuno ha capito l’enorme valore archeologico di questa collezione e i lavoratori delle cave li vendevano ai turisti come le peculiarità di Juodkrante.

Oggi parte della collezione è andata dispersa e molta è nel museo di Ribnitz Damgarden in Germania, ma da 30 anni i coniugi Kazimieras e Virginija Mizgiriai hanno dedicato la loro vita a ricostruire la preziosa collezione.

Il tesoro consiste in ambra grezza, pendenti di varie forme, animali scolpiti e bottoni doppi con superfici lisce o punteggiate (una parte era ben levigata, mentre all’interno c’erano 2 buchi a forma di V in modo che dall’esterno non si vedessero). Questi bottoni venivano utilizzati per scopi estetici: in alcune tombe sono stati trovati vestiti con oltre 300 bottoni.

Altri ornamenti erano costituiti da punti e da linee: simboli di vita, fertilità, corpi celesti e fenomeni naturali. Si usavano decorazioni con un disco lavorato posto sugli occhi dei morti per proteggere dal male.

Il tesoro di Juodkrante segna la nascita della cultura dell’ambra sulle rive del Baltico e ha dato l’inizio alla Via dell’ambra: un percorso che prima di tutto è di una integrazione culturale europea.