Come tutte le cose preziose, anche la seta ha le sue leggende.  Fu l’imperatrice cinese Hi Ling Shi, moglie del grande Imperatore Giallo, primo dei cinque Di, a scoprire questo incredibile sottilissimo filo nel giardino imperiale del marito, divenendo così la progenitrice della Via della Seta.

La storia racconta che l’imperatrice iniziò ad avvolgersi intorno al dito un filo trovato nel gelseto e, spinta dalla curiosità di capirne la provenienza, continuò a svolgere il filo seguendone il percorso. La particolarità era che più lo avvolgeva e più avvertiva un tiepido sorprendente calore permeare il dito.

Ad un certo punto arrivò al bozzolo da cui proveniva il filo, e poco più in là vide degli strani bruchi, il baco da seta, intenti a mangiare voracemente le tenere foglie dell’albero di gelso. Capì il collegamento tra il filo, il bozzolo e il baco e subito immaginò come doveva essere piacevole avvolgersi con tessuti realizzati con quei morbidi e lucenti fili.

Siamo nella Cina settentrionale intorno al 3000 a.C. e, quasi per incanto, un popolo si ritrovò dall’essere vestito di pelli animali all’essere avvolto di cangiante seta. In realtà le prime vesti di seta erano riservate esclusivamente all’imperatore e alla sua ristretta corte e l’imperatrice sovrintendeva personalmente all’allevamento dei bachi nel giardino imperiale assieme alle sue dame di corte.

Grazie a pene severissime il segreto fu gelosamente custodito all’interno dei confini del Celeste Impero per più di venti secoli. Non c’è nessun altro prodotto che possa vantare una storia così vasta, emozionante e ricca di avventure come la seta, tradizionalmente la più preziosa delle fibre, desiderata da tutti i sovrani del mondo.

Una storia che ha intrecciato popoli e continenti, e che ha messo in moto i primi commerci tra l’oriente e l’occidente con la creazione di una grande rete: la Via della Seta. E sono leggendarie le storie dell’imperatore Giustiniano e dei suoi viaggi fra Asia e Costantinopoli. Una storia che si completa con la maestria dei tessitori che hanno saputo intrecciare i filati in tessuti preziosi che, a loro volta, hanno decretato la fortuna dei maestri artigiani di intere città come Venezia.

E proprio dal Veneto, da un’area non lontano da Venezia, un gruppo di imprenditori sta ripercorrendo i saperi antichi della bachicoltura, della filatura e della tessitura a mano per un Rinascimento del sogno della Via della Seta Italiana, creando preziosi manufatti da indossare realizzati con seta italiana e oro.

Giampietro Zonta e Daniela Raccanello, fondatori di D’Orica, hanno ripercorso il cammino quasi dimenticato per tornare a realizzare capi eticamente in stile italiano, per ricostruire il Made in Italy lungo la loro personale Via della Seta Italiana.

Un Progetto Speciale di Energitismo è nato ed è stato annunciato all’Open Day del 15 novembre. La coltura dei bachi da seta dell’Istituto CRA di padova sta alla base della bachicoltura locale. E’ stata trovata e restaurata una filanda in zona. Abbiamo già filato fili di seta a 20 denari (10 filamenti avvolti insieme) sufficienti a creare eleganti gioielli integrando le minuscole sfere d’oro della D’Orica con i sottili filamenti di seta. Anche Ilario Tartaglia è coinvolto nel progetto di tessitura dei fili di seta con il suo tradizionale telaio Jacquard a Cartigliano.