‘Non luoghi’: una considerazione sugli aeroporti e i centri commerciali

Supponiamo che vi troviate su di un aereo senza conoscere (o ricordare) dove l’aereo stia andando. Può sembrare assurdo, ma questo accade spesso ai viaggiatori regolari, ed è  in aumento nella vita urbana Quando l’aereo atterra e voi entrate nell’aeroporto dal ponte sospeso, come potete riconoscere dove siete?

 

E’ molto difficile e, qualche volta sembra inizialmente, virtualmente impossibile. Tutte le informazioni sono in inglese o in forma pittorica, voi passate attraverso duty free di champagne, whisky e profumi, negozi di grandi marchi e angoli con le ultime apparecchiature elettriche ed elettroniche – gli arrivi sono proprio nella parte opposta delle partenze.

Da un lato la familiarità di questi luoghi è utile per i viaggiatori che devono capire rapidamente come comportarsi e cosa fare, ma d’altra parte questi luoghi non appartengono più al paese in cui si trovano.

Un sociologo francese di nome Marc Augè ha definito questi luoghi, come “Non Luoghi” per sottolineare che la loro identità sia sconnessa dalla identità locale, dalla comunità e dalla tradizione. Hanno vite proprie.

Questo è quanto è successo con la globalizzazione. Ci sono molti di questi Non Luoghi – negozi di qualità come Intimissimi, Yamaguchi, Marks and Spencer, Zara? Ovunque vi troviate nel ‘grande mondo’ siete solo un numero che deve essere processato da un sistema. Gli Archi Dorati (Golden Arches – MacDonalds), Caffe Nero, Starbucks e i loro equivalenti e inseguitori nel gusto e nella mediocrità della progettazione, controllano e ci condannano a sentirci a nostro agio in questa terra da nessuna parte – Non Luoghi.

Forse questo è iniziato con l’industria aerea dove tutti gli aeroplani erano uguali (sì, con la lingua Inglese)? Gli stessi ad eccezione dei colori delle uniformi delle hostess, uniformemente non-femminili per assicurarsi che l’interesse maschile sia minimizzato al livello di accettazione fraterna. Ogni compagnia aerea che ha provato ad introdurre delle varietà ha fallito e ogni hostess che è ha suscitato interesse da parte di qualche passeggero è stata sommariamente licenziata e umiliata per che cosa? Per essere umana, esprimendo vera emozione o desiderio e creando una relazione in un Non Luogo.

Siamo stati addestrati ad accettare questa mancanza di emozioni, una mediocrità asessuata, dove l’unico scopo è quello di massimizzare il tasso di scambio di denaro – per merci che sono uniformemente le stesse in tutto il mondo – e normalmente troppo costose.

Così il viaggiatore d’affari si sente a disagio quando si aggira in una piazza di una piccola cittadina toscana, ma può essere salvato se cerca una catena di hotel, dal design assolutamente uniforme, scatole di scarpe con lo stesso stile e visivamente atroci arazzi appesi al muro, e perfino la disposizione delle camere rimane invariata da città a città.

Per quelli fortunati abbastanza da viaggiare in Italia e soggiornare negli hotel 4 stelle AC, questa immagine diventa una realtà – Non Luoghi – da stanza a stanza, da città a città, puliti, confortevoli, ma tutti uguali. Forse avete viaggiato a nord di Londra e siete stati ai Marriott Hotel, da Manchester ad Aberdeen e avete notato che tutte le carte dei vini sono identiche – ma non è tutto – almeno loro possono essere giustificati dal fatto che sfortunatamente il Regno Unito non produce alcun vino ‘potabile’. Energitismo aborre i Non Luoghi.

Ci sentiamo umiliati quando la nostra formazione ci permette di accettare la zona di confort dei Non Luoghi. Noi cerchiamo antichi borghi e piazze amichevoli dove le persone reali si siedono e parlano di nulla in particolare (a meno che non siano italiani e quindi il soggetto inevitabilmente volgerà verso la politica). Bevono caffe normale, vino locale e grappa, mangiano dolci locali e non finiscono mai di ascoltare. La loro città è alimentata e costruita dalle industrie artigianali che producono anche delizie speciali, come gioielli o opere ceramiche, tutte uniche, e molte di alta qualità e di ottimo design.

Energitismo sono persone che fanno prodotti per se stessi, per le loro città e ora, per voi.