Frascati è come molte altre città italiane sotto Natale. Salendo la collina dalla piana di Roma, si arriva inevitabilmente nella piazza principale, non quella con la cattedrale, ma il punto in cui tutto ritorna, il centro con la fermata degli autobus.

Ci sono passaggi pedonali ogni 20 metri e tra questi un flusso permanente di traffico pedonale, da quello più giovane degli adolescenti a quello dei geriatri locali. Il rumore nella piazza fa aumentare nel visitatore uno stato di attesa angosciante. Il solo scopo della vita è di trovare un parcheggio. Nella vita italiana, tutti gli astuti saggi hanno un pass per il parcheggio, una carta d’invalidità, ottenuto per un periodo di due anni supportati dai consigli del medico di famiglia che una gamba rotta del 1992 può ripresentarsi in un qualsiasi momento.

Essendo Natale, la strada principale è piena, non come negli anni precedenti, di commercianti, artigiani e truffatori, che vendono le creazioni locali di cibo e moda, oltre a un paio di rivenditori di paccottiglia cinese e, con nostro grande disappunto, un chiosco di tiro al bersaglio da luna park di serie B. Alcuni sono qui per la prima volta e altri sono regolari frequentatori di spettacoli e mercatini locali. Alcuni vengono da lontano, Marche e Umbria, per vendere le loro scarpe fatte a mano e i salumi.

Ciò che troviamo chiacchierando, dall’infermiera che produce ceramica a prova di fiamma nel suo laboratorio a casa, dal marito che realizza modelli di scene di vita contadina (per il presepe) fino al creatore di scarpe delle Marche, è che hanno una cosa in comune.

“Ogni anno, le piogge arrivano, i mari si alzano e si abbassano, il sole può brillare troppo luminoso, e le brezze raffrescano la terra, e ogni anno tutti lavorano da gennaio a dicembre, creando diligentemente i loro prodotti per quella vendita dell’anno, il mercato di Natale di Frascati.”

In ogni fiera, in ogni regione d’Italia, e in tutta Europa, troviamo questi artigiani locali, il cui stile di vita è guidato dalla creazione delle loro opere d’arte e di artigianato, e dalle poche centinaia di euro che queste fatiche dell’amore procurano per dare un piccolo beneficio alle loro famiglie e alcuni benefici ai loro figli.

Si tratta di un lavoro d’amore, ognuno racconta con orgoglio del suo lavoro e cerca l’approvazione dal compratore. Nasce lentamente nel girovago compratore, che non sta comprando un prodotto ma sta entrando in una storia di vita, con una sola differenza dai mercati del Medio Oriente e di Istanbul, è che queste persone vi stanno lasciando entrare nella vera famiglia e vita della comunità che vivono giorno per giorno nelle aree intorno a Frascati.

Non sono venditori e neanche promotori, il web e l’e-commerce sono lontani dalle loro realtà. Sono felici di essere piccoli, non sono una minaccia per le grandi imprese, ma soprattutto di essere rispettati per il loro tentativo di creare qualcosa di speciale.

Questa è la loro immortalità.


Gavin Tulloch

Scienziato e poeta. Ama la chimica, il vino, le donne e l’opera, ma non sappiamo in quale ordine