C’è un famoso organo che tutti i musicisti vogliono provare e si trova a Rocca Massima, un piccolo borgo sui Monti Lepini con un doppio affaccio sul Mar Tirreno e sulla Valle dei Latini.

Ma come è diventato uno degli organi più famosi del mondo?

Tutto inizia circa venti anni fa quando un gruppo di amici appassionati di musica d’organo inizia a riflettere su come promuovere internazionalmente il proprio amato borgo e decide che è ora di dotare la chiesa di San Michele Arcangelo di un organo. Ma non un organo qualsiasi … deve poter diventare il più famoso del mondo anche grazie ad una Rassegna Organistica Internazionale.

Incontrano Claudio Bonizzi della Fabbrica d’Organi Inzoli-Bonizzi di Crema, attiva fin dal 1867 e nasce una magia perché il gruppo di amici realizza un sogno di una vita: commissionare un nuovo organo dando completa libertà espressiva agli artigiani che lo realizzeranno.

Per prima cosa dobbiamo ricordare che ogni organo è diverso dall’altro in modo significativo. Le sue caratteristiche acustiche e architettoniche devono tener conto del contesto che lo ospita. Ogni organo infatti ha canne e registri diversi, per non parlare dei mantici, dei somieri, della pedaliera e delle tastiere, etc.

In genere sono gli artisti, i maestri di cappella, a progettare un organo e lo costruiscono secondo le loro preferenze o il loro stile. Più raramente avviene il caso di una impresa artigianale lasciata libera di esprimersi.

Siamo nel novembre del 1998 e Claudio Bonizzi arriva nella pianura Pontina e non riesce a vedere Rocca Massima in montagna perché il borgo è avvolto dalle nuvole. Una scena che ricorda ‘dove osano le aquile’.

Quando arriva nel borgo trova però il calore mediterraneo ad accoglierlo e un piccolo corteo che lo scorta fino alla chiesa dove deve studiare la forma e il volume, prendere le misure e verificare l’acustica. C’era una piccola cantoria e si decide di posizionare lo strumento sopra la porta d’ingresso realizzando una nuova cantoria, più resistente ed adeguata al nuovo organo.

“I lavori iniziano presto e durano per circa 20 mesi durante i quali abbiamo portato i singoli pezzi dell’organo con una piccola Ape, il furgoncino con tre ruote, fino alla chiesa che si trova sul punto più alto del paese e non è raggiungibile da altri veicoli. Ogni viaggio dell’Apetta era dedicato ad una canna diversa. Nel frattempo ogni giorno le signore ci preparavano dolci locali per rendere più piacevole il nostro lavoro”.

L’organo di Rocca Massima

L’organo di Rocca Massima ha 1063 canne ed è a totale trasmissione meccanica (temperamento equabile – equal temperament – con un corista – pitch – a 440 Hz) con due tastiere di 58 tasti (Do1-La3).

I tasti diatonici sono ricoperti in legno di bosso mentre i cromatici in ebano. Il grande organo è collegato alla tastiera inferiore mentre il Positivo, che si trova alle spalle del musicista, alla tastiera superiore. La pedaliera è piana con 30 pedali, Do1 – Fa3, mentre i registri sono comandati da pomelli collocati ai lati della tastiera.

L’organo è stato inaugurato con un concerto del Maestro James Edward Goettsche, organista titolare della Basilica di San Pietro nel Vaticano a Roma. Goettsche aveva partecipato alla costruzione dell’organo e su sua richiesta erano stati aggiunti alcuni registri.

Grazie ai cittadini di Rocca Massima, alla ditta costruttrice e anche al maestro d’organo, la fama dell’organo di Rocca Massima ha fatto presto il giro del mondo e tutti i più grandi organisti chiedono di poterlo suonare. La Rassegna Organistica Internazionale ogni anno ha come artisti i maestri d’ organo delle più grandi chiese d’Europa e del mondo.

Chi e ‘Inzoli-Bonizzi’, l’impresa costruttrice?

La Fabbrica Inzoli Cav. Pacifico dei Fratelli Bonizzi viene fondata nel 1867 da Pacifico Inzoli a Crema vicino Cremona, la famosa città di Stradivari. Così con Crema famosa per gli organi e Cremona per i violini, questa zona attrae musicisti, artigiani, liutai e artisti e diventa uno dei centri europei della musica.

Fra gli organi realizzati da questa impresa ricordiamo il grandioso organo della Cattedrale di Cremona, quello del Santuario della Madonna di Loreto e quello della Madonna di Pompei. Al momento in Italia sono una trentina le imprese iscritte all’AIO – Associazione Italiana Organari che raccoglie le imprese che costruiscono o restaurano organi.

Il segreto del successo della Fabbrica Inzoli-Bonizzi è sicuramente l’amore e la passione per quest’arte antichissima, lo si legge negli occhi di Claudio mentre racconta la loro storia ma anche da alcune sue parole:

“Non abbiamo segreti, dobbiamo promuovere la cultura dell’arte organaria e per questo abbiamo collaborato per anni alla realizzazione dell’unica scuola italiana di organaria promossa dal C.R. Forma di Crema, una scuola dove tutti si possono avvicinare al complesso mondo del restauro degli organi.

Mentre tutti gli altri strumenti musicali possono essere spostati e suonati davanti al pubblico, nel caso dell’organo è il pubblico che deve avvicinarsi allo strumento, collocato per la maggiore nelle chiese o in sale da concerto. Per questo occorre promuovere sempre di più la cultura musicale relativa all’organo. La Rassegna Organistica Internazionale di Rocca Massima ne è un valido esempio”.

Questo avvicinamento era stato reso più difficile dalla riforma ceciliana che aveva riportato la musica al suo esclusivo aspetto liturgico. Dobbiamo poi pensare che la musica per organo del passato era diversa da quella di oggi, lo strumento che suonava Bach era diverso da quelli di oggi e quindi anche la musica era diversa. Gli strumenti originari tedeschi lavoravano con una pressione dell’aria maggiore e quindi avevano un suono più forte che oggi può apparire strano ai molti.

Inoltre, per un certo periodo gli organi erano stati influenzati dall’Opera Italiana e si erano riempiti di accessori come campanelli, tromboni e altro necessario per una musica più di svago.

È stato papa Pio X che ha supportato il Movimento Ceciliano, dal nome di Santa Cecilia patrona della musica, per un ritorno alla musica liturgica sacra nelle chiese con una veste più sobria. Vennero eliminati molti registri dagli organi e si modificarono molti degli organi esistenti di cui non abbiamo più la versione ‘leggera’ e ‘popolare’.

In conclusione: se la famosa Fabbrica d’Organi Inzoli-Bonizzi racconta dell’organo di Rocca Massima come di uno dei suoi più amati capolavori, se i più grandi organisti vogliono partecipare alla Rassegna Organistica Internazionale e se il borgo offre una gustosa varietà enogastronomica che comprende i famosi vini DOC della vicina Cori.

Quale migliore occasione di trascorrere un week end d’estate a Rocca Massima e provare di persona le emozioni di uno degli organi più famosi del mondo?

 

 

 


Claudia Bettiol

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Ingegnere, futurista e fondatrice di Discoverplaces. Blogger specializzato nella sostenibilità e nella promozione culturale dei piccoli territori e delle piccole imprese. Ama i cavalli

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Engineeer, futurist, joint founder of Energitismo and founder of Discoverplaces. Blogger specialising in sustainability and in cultural promotion of small places and small enterprises. She loves horses