Mura Ciclopiche di Alatri

L’acropoli di Alatri racconta la storia delle mura Ciclopiche

Alatri è una delle diverse città dell’antico Latium Vetus caratterizzate da eccezionali mura Ciclopiche o Megalitiche, che si vengono chiamate anche Mura Poligonali per la loro forma geometrica.

Queste mura circondano l’acropoli di Alatri e l’Acropoli ci può raccontare la storia delle pietre gigantesche in queste mura. Il termine Ciclopico proviene dagli dei, con un riferimento a Saturno che gli antichi Romani pensavano fosse stato il fondatore di queste città perché avrebbero avuto difficoltà a concepire come un qualsiasi altro uomo sulla terra avrebbe potuto costruire queste mura con le loro enormi pietre, pietre che si adattano perfettamente fra loro senza malta.

Forse l’uomo (o qualcuno di Brobdingnags dei Viaggi di Gulliver) è stato coinvolto, ma sappiamo poco delle competenze ingegneristiche pre-romane che sembrano essere stata dimenticate dopo la creazione di queste città murate.

Le pietre sono enormi, fino ad almeno a 5 per 2 metri per 1,5 metri, con una pietra che pesa forse 25 tonnellate, non facili da spostare nella loro posizione ideale come ad esempio l’architrave sopra la Porta Minore sul lato occidentale della l’acropoli di Alatri, un’acropoli che condivide con quella di Atene la particolarità di non essere stato nascosta da costruzioni imperversanti.

Ma perché poligonali? Perché tutti i blocchi di queste mura si interfacciano l’uno con l’altro con 9 o più angoli, in modo irregolare con blocchi tutte di diverse dimensioni e forme? Cerchiamo comprendere un po’ meglio dal ‘Portal to the History of Astronomy’ in una discussione sull’acropoli di Alatri: ‘Un problema continuo per le mura poligonali a secco, è la crescita di radici degli alberi all’interno del terrapieno che sta dietro le pareti. … Purtroppo un tentativo di restauro è stato realizzato nel 1970, in cui del cemento è stato iniettato in alcuni settori e questo ha causato una serie di problemi perché la muratura non può più oscillare e la zona è soggetta ad una forte attività sismica. Tuttavia, sembra impossibile ripristinare la situazione pre-restauro, e il monumento è (per la prima volta in millenni) soggetto ad un certo rischio sismico‘.

Quindi, mettiamo da parte le sfide su come la costruzione con queste pietre megalitiche sia stata affrontata dagli antichi in queste città del Latium Vetus, mura che sono durate per oltre 2.500 anni, e possiamo a guardare la progettazione meccanica e a lanciare la moneta sulle possibili ragioni per questa forma.

Forse una chiave è nel promemoria che ‘l’area è soggetta ad alta attività sismica’. Infatti abbiamo assistito con una nostra certa costernazione ai disastri mortali nel centro Italia nel corso degli ultimi dieci anni, alla distruzione di diverse città e borghi con architettura medievale, rinascimentale e moderna, in occasione dei gravi terremoti.

È possibile che gli antichi sapevano abbastanza di fisica per progettare e costruire strutture piuttosto elevate che potevano resistere a tali terremoti?

Ci sono quattro evidenti caratteristiche nella progettazione delle mura Ciclopiche che potrebbero aver contribuito alla loro resistenza ai terremoti. Il primo è la dimensione dei blocchi tutti grandi e non facilmente in grado di essere portato in risonanza da un tremore. Il secondo è che i blocchi sono di dimensioni e forme tutte diverse in modo che se un blocco dovesse risuonare con un tremore, altri blocchi non possono. Il terzo elemento è la selezione delle pietre che sembrano non avere difetti critici. Il quarto è la connettività perfetta tra i blocchi dove le interfacce sono una combinazione di linee che non fa filtrare aria nelle rocce.

Fra le pietre non c’è la malta che avrebbe creato un elemento meccanico continuo in grado di trasmette un’onda d’urto. L’esperimento di restaurare le pareti con cemento (malta) ha portato alla consapevolezza che c’era veramente una grande abilità nelle mani degli ingegneri pre-romani.

Il grande scopo di questa meravigliosa tecnica potrebbe non essere stato ancora compreso, ma è ormai evidente che i progettisti sapevano come costruire per ‘eternità’! 

Un rapporto degli studi di don Giuseppe Capone (tradotto in inglese da Anthony Aveni), fornisce alcune indicazioni su ciascuna di queste acropoli del Lazio che avevano tutte una geometria irregolare. ‘nella mappa di Alatri ci possono essere contenuti elementi per scoprire l’identità di un popolo antico, che proveniva da una sponda opposta e che qui ha ristabilito la sua cultura con queste maestose città di pietra’. Ma perché sono venuti?

In ogni caso, trovarsi accanto alle mura ciclopiche dell’acropoli di Alatri può essere un luogo relativamente sicuro in caso di un terremoto!

 

Guida di Alatri

Alatri si adagia su una altura ai piedi dei Monti Ernici che separano il Lazio dall’Abruzzo e, quindi, fra l’antico […]