Molto vicino al centro storico di Anagni esiste un ecosistema che è rimasto immutato da millenni: quello del torrente Rio.

Il Rio è, come dice il nome, un torrente che nasce nella zona montuosa a nord di Anagni, i famosi Monti Ernici dal nome del popolo pre-romano che li abitava. Nel suo percorso il Rio scava canali molto profondi tra strati di arenaria prima di arrivare in pianura e confluire nel fosso delle Mole, che a sua volta si getta nel fiume Sacco.

Il Rio è formato da più rami e quello che proviene dal monte San Giorgio è il più ripido. Su questo monte si trovano ancora i resti di una fortificazione medievale, lungo l’antico tracciato che collegava le città di Anagni e Acuto.

Questo ramo del Rio ha dato origine a particolari fenomeni: un elemento che ha disegnato la morfologia di questo ambiente e stata l’acqua abbondante dell’ultima glaciazione terminata circa diecimila anni fa.

L’elemento più caratteristico del Rio sono le cosiddette vaschette, nelle quali si possono riconoscere le “marmitte dei giganti”, una sorta di pentoloni. Si tratta di profonde depressioni a forma di pozzo presenti nelle rocce, che nascono dall’erosione fluviale, in presenza di una grande quantità d’acqua e di una forte pendenza.

Scendendo con una certa impetuosità il torrente trascina una grande quantità di pietrisco e nei punti in cui si forma un vortice, i ciottoli, scagliati con forza contro la parete rocciosa, la erodono. Così, nel corso dei millenni, si sono scavati questi pozzetti. Ovviamente la condizione essenziale era che il pietrame trasportato fosse più duro di quello della roccia del letto del fiume.
Il nome “marmitte dei giganti” deriva da antiche credenze popolari. Si dice che queste incavature regolari aperte nella roccia erano degli enormi calderoni usati dai giganti per preparare i pasti.

Queste leggende si potrebbero associare ad altre che raccontano della costruzione delle imponenti mura megalitiche, dette anche ciclopiche, molto diffuse in questa zona del Lazio Meridionale

In ogni caso, le ‘marmitte’ sono una suggestiva formazione geologica che assume brillantezza particolare con lo scorrere delle acque e che merita una passeggiata per visitarle e fotografarle. Purtroppo attualmente il Rio versa in condizioni di grave degrado, a causa di rifiuti e scarichi illegali, che ne stanno compromettendo la bellezza.

Le ‘marmitte’ sono presenti in altre regioni italiane, in particolare in quelle dell’arco alpino, dove sono sempre di grande richiamo turistico. Nella provincia di Frosinone si trovano nelle gole del Melfa, nella valle di Canneto e nelle Grotte di Falvaterra.


Carlo Ribaudo

IT

Vive e lavora ad Anagni che ama profondamente. Fin da giovanissimo ha avuto una grande passione per le arti figurative, in particolare per la fotografia e la pittura.

La fotografia, compresa quella astronomica, lo accompagna da sempre mentre ha iniziato a dipingere da oltre dieci anni. La pittura nasce direttamente dalla esperienza fotografica e ne è la naturale continuazione. Ama dipingere paesaggi e nature morte, in particolare motivi floreali. Ha partecipato a diverse mostre collettive.

ENG

Carlo lives and works in Anagni which he loves deeply. From an early age he had a passion for the arts, particularly photography and painting.

Photography, as well as astronomy, accompanies him always while he started painting over ten years ago. His painting comes directly from his photographic experiences and is the natural continuation. He loves to paint landscapes and still lifes, especially floral motifs. He has participated in several group exhibitions.