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Bosco Faito: uno degli ultimi lembi di un ambiente scomparso

C’erano una volta le Foreste di pianura. Sembra questo un titolo che appartiene al mondo delle favole ma, non è così, le foreste di pianura c’erano davvero e prosperavano dappertutto.

Bosco Faito è testimonianza di questo ambiente straordinario oggi quasi del tutto scomparso, essendo uno degli ultimi, sporadici relitti forestali planiziali presenti su tutto il territorio nazionale. Reliquia botanica e gioiello del patrimonio naturale di Ceccano.

Copre un territorio di poco più di 300 ettari dalla morfologia piuttosto varia caratterizzato da aree pianeggianti, piccoli rilievi dai versanti più o meno ripidi e stretti canali alimentati da falde acquifere superficiali. Inoltre la sua vicinanza ai fiumi Sacco e Cosa, determinano quelle condizioni di discreta umidità del terreno e dell’atmosfera da consentire la presenza di una nutrita varietà genetica ambientale in cui ‘emerge’ la presenza veramente abissale del Faggio (Fagus sylvatica) 160 metri s.l.m., ma anche la presenza significativa del querceto misto, che annovera 5 specie di Querce tra cui il Farnetto (Quercus Frainetto), essendo quest’ultima la stazione più a nord, prediligendo, come è suo costume, le zone peninsulari dell’Italia. Numerose le specie botaniche presenti, tra cui le spettacolari fioriture primaverili, in particolare di Bucaneve, Anemoni e Primule.

Gli animali che abitano il bosco appartengono alle specie di più notevole pregio, oggetto di particolare interesse con alcune di importanza prioritaria perchè svolgono la funzione di indicatori ambientali essendo sensibili ad ogni minima trasformazione del territorio. Tra questi da segnalare la Rana Dalmatina, la Polissena, il Falco Lodolaio e numerose specie di orchidee. Tra gli animali più comuni che è possibile osservare ci sono il Tasso, l’Istrice, la Volpe, la Poiana, il Picchio Verde, il Picchio Rosso maggiore, Il Saettone, il Biacco, l’Orbettino.

Il Bosco Faito è anche ricordato nella storia per aver ospitato in una località nota come “Pietra del Mal consiglio, o Pietra Rea” la riunione preparatoria tra i Conti De Ceccano, i loro alleati e il Nogaret per l’assalto a Papa Bonifacio VIII in Anagni nel 1303.

È stato di proprietà comunale fino al 1939 quando venne ceduto alla società Bomprini Parodi Delfino per la costruzione al suo interno, su circa 80 ettari, di una polvierera, ad oggi dismessa e completamente abbandonata.

Dal 2009 è stato designato Monumento Naturale rientrando così tra le aree naturali protette regionali.

 

Per approfondire si consiglia la lettura:

  • Pesce P.(a cura di) 2006.  Bosco Faito – Conoscerlo con un colpo d’occhio, Dialogo con il “Vecchio Faggio”– Centro Studi Tolerus – Ambiente e Terriotio, Ceccano (Fr)
  • Fusacchia P. – Pesce. P 2002. Territorio Vivente – Ambiente Flora e Fauna – Comune di Ceccano (Fr)

 

Per informazioni e visite guidate:

Centro Studi Tolerus

via stazione, 4 – 03023 Ceccano (Fr) www.tolerus.it[email protected]