Nel dolce rollio delle colline marchigiane, un borgo si distingue dagli altri per una celebrazione unica al mondo: il piccolo villaggio di Candelara, il paese delle candele. Durante il mese di dicembre, per alcuni fine settimana, si abbandona l’illuminazione elettrica e gli abitanti usano le fiammelle di migliaia di lampade a olio e candele.

Candele di ogni foggia, dimensione e storie nazionali invadono questo piccolo borgo medievale sulle colline attorno a Pesaro che forse deve il suo nome proprio a questa tradizione.

Infatti sulla derivazione del nome Candelara ci sono due ipotesi: una dal latino “festum candela rum”, il rito delle candele (dei fuochi) tramandato dal paganesimo alla cristianità, supportata dal fatto che nello stemma del comune vi sono tre candele. Per la seconda ipotesi deriva dal termine “candidaria” a sottolineare la salubrità del clima locale.

La scoperta del fuoco è uno dei passaggi più importanti nella storia dell’uomo che fin dal momento di questa scoperta accidentale ha cercato il modo di conservare la fiamma efficiente, viva e pronta all’ uso tramite torce, lampade, lucerne e candele. L’uso di cere per candele e lampade a olio è stata una delle prima attività che ha differenziato la vita dell’uomo da quella degli altri animali.

A ricordo di questo, durante le feste del Natale, migliaia di candele rischiarano la campagna di Pesaro, rendendo ancora più suggestivo il panorama collinare e illuminando gli ormai famosi mercatini.

Artigiani della cera si cimentano nel loro prezioso e antico lavoro di manipolazione e forma delle candele, come avveniva nel Medioevo, fatte solo di cera d’api.

Candelara è uno dei paesi-castello del Comune di Pesaro, dal quale si possono ammirare gli Appennini e il mare. Era già abitato nell’epoca romana e nell’ XI secolo (1176) diventa luogo di rifugio per l’imperatore Federico Barbarossa.

Ma la storia di Candelara è legata alla famiglia Malatesta e nel 1445 ci fu l’assedio al castello di Candelara condotto da Federico da Montefeltro. Tuttavia la sua storia è stata, come per gran parte delle Marche, relativamente pacifica, fino alla creazione del concorso annuale di candele.

E ora la gente cala da tutte le nazioni per stare tra le luci di Candelara e godere dei tradizionali mercatini di natale in quei pochi weekend dell’anno.


Gavin Tulloch

Scienziato e poeta. Ama la chimica, il vino, le donne e l’opera, ma non sappiamo in quale ordine