Il 2 giugno Gaeta si appresta a celebrare la sua festa più antica. La festa dei Santi Patroni Erasmo e Marciano dura qualche giorno ed è la più importante di questo straordinario paese su uno dei promontori più particolari del Mar Tirreno.

Vediamo prima come nasce il legame fra Gaeta e questi due santi.

Sant’Erasmo nacque in Turchia nel III secolo, quando questi territori facevano ancora parte dell’Impero Romano, e divenne vescovo di Antiochia.

Quando iniziarono le persecuzioni prima si nascose in una caverna poi venne scoperto e subì varie torture, nonostante le quali si disse che sia stato capace di convertire un incredibile numero di persone, forse quattrocentomila. E per questo motivo, una delle storie attorno alla sua figura narra che l’arcangelo Michele stesso lo portò a Formia dove morì e fu sepolto il 2 giugno dell’anno 303.

Da Formia nel 842 le ossa furono portate a Gaeta dal vescovo in fuga dai Saraceni e nascoste nella chiesa di Santa Maria. Dopo essere state dimenticate, nel 917 vennero ritrovate e subito Sant’Erasmo venne proclamato santo e gli venne cointestata la cattedrale. Per questo suo legame con il territorio è il santo compatrono sia di Formia  che di Gaeta, e anche di Bassiano.

E’ considerato il patrono dei marinai e protettore dei malati di stomaco per la leggenda che sia stato martirizzato con un argano usato per squartargli lo stomaco.

Molto diversa è la storia di San Marciano, un discepolo dell’apostolo Pietro. Anche lui nasce in Turchia ma nel I secolo d.C. e, secondo una delle tante storie, diventò il primo vescovo d’occidente e precisamente di Siracusa. Per sfuggire alle conquiste arabe, le sue spoglie vennero trasferite a Patrasso e forse arrivarono a Gaeta grazie a dei mercanti che volevano dare prestigio alla città con le reliquie di un santo martire.

Secondo la tradizione, la festa in onore dei Patroni della città ha origine nel IX secolo d.C. quando Gaeta attraversava uno dei suoi periodi di massimo splendore con il Ducato di Gaeta che può essere definito come una Repubblica Marinara. Tra l’839 e il 1140 Gaeta è stata indipendente, florida (con una propria moneta) e le sue navi percorrevano e commerciavano nel mar Mediterraneo.

La città si trasformava e iniziarono a rendere omaggio ai loro Santi con l’ampliamento e l’abbellimento della cattedrale. Poi dal XVII secolo le sacre reliquie vennero posizionate nel prestigioso e artistico “succorpo”.

Notizie della festa si hanno nel 1862 quando Re d’Italia Vittorio Emanuele II di Savoia abolisce la Caccia al bufalo, una variante della più classica “corrida”, che si correva in questa occasione e che attirava una folla enorme perfino da Roma e Caserta.

La festa diventò allora solo una festa religiosa ma da molti anni, per i festeggiamenti sono stati introdotti giochi, cantanti e fuochi d’artificio. Negli anni recenti è poi tornata la tradizionale “Processione a Mare”, durante la quale i busti reliquari sono ospitati dal veliero Signora del Vento, che salpa dalla banchina Caboto e arriva al Porto Commerciale.

Da qui parte poi la processione nel borgo che lungo il cammino riceve il saluto e la benedizione da parte delle varie parrocchie cittadine. Per concludere, sosta in piazza XIX Maggio per la Benedizione alla città ed il rientro nella Cattedrale.

Il 1 giugno nella Cattedrale oltre ai fiori ed ai ceri offerti ai Santi Patroni viene riproposta la tradizionale offerta dell’olio per la lampada votiva ai Santi Patroni. Il 2 giugno la festa si conclude con i fuochi d’artificio nella migliore tradizione italiana.

Un programma ricco di contenuti religiosi, di cultura, di spettacolo nel solco di una tradizione di fede e di devozione che si tramanda da decenni. Giorni in cui la devozione si intreccia con le sensazioni particolari che vengono dalle antiche tradizioni, ancora un momento di aggregazione di tutta la comunità.

Una buona scusa per venire in questa sorprendente città tra storia e natura proprio all’inizio della stagione balneare!