Alatri è arroccato intorno ad una collina, non lontano da Frosinone in quella che viene colloquialmente chiamata Ciociaria, anche se gli arbori di Alatri precedono quel termine di oltre 2000 anni.

Alatri è nascosta da gran parte delle strade principali, e ammiriamo la famosa acropoli solo a pochi chilometri della nostra destinazione. È interessante notare come la piccola frazione collinare di Fumone sovrasti l’orizzonte sopra Alatri.

Abbiamo scelto un perfetto mattino d’inverno e dopo aver parcheggiato fuori Porta San Francesco abbiamo iniziato la nostra peregrinazione a piedi. Passando vicino la chiesetta di San Benedetto sulla cui parete absidale sembravano sporgere parti delle mura Ciclopiche proprio vicino la Porta.

Pochi metri più avanti lungo il vicolo in pietra, passiamo un basso arco a sinistra con l’insegna ‘3 Grana’, un ristorante che è a quell’ora del mattino era ancora alle prese con il risveglio. La chiesa di San Francesco e il suo antico convento sono proprio sopra il ristorante, che doveva essere stato parte integrante degli edifici monastici.

L’interno della chiesa conserva porzioni di alcuni antichi affreschi, tra cui un tradizionale San Sebastiano, ma l’interno è stato rinnovato in un stimolante ed elegante stile barocco, tutt’altro che tradizionale francescano.

Lasciando la chiesa abbiamo seguito i rintocchi di una campana e ci siamo ritrovati in una area della città con le insegne di ‘Centro Commerciale Naturale’ dedicata ad artigiani e piccole gallerie.

Seguendo ancora il suono della campana lungo i vicoli di Alatri ci siamo ritrovati nella piazza principale della città, di fronte alla Collegiata di Santa Maria Maggiore che stava lasciando uscire i fedeli dalla messa del mattino. La maggior parte delle persone si condensavano in piccoli gruppi che chiacchieravano nei pressi della fontana al centro, o che andavano in ​​uno dei bar della piazza.

Andando contro la marea, siamo entrati nella chiesa attraverso la piccola porta di sinistra imbattendoci subito in una insegna che ci raccontava delle importanti opere d’arte conservate nella chiesa, una delle quali era proprio davanti ai nostri occhi. La Madonna di Costantinopoli è una scultura lignea policroma del XIII secolo circondata da 12 pannelli che raccontano la storia di Gesù e della Madonna. Accanto si trova un trittico conosciuto come il Redentore di Antonio da Alatri.

La chiesa ha un rosone scolpito nella pietra bianca e il suo stile è un gotico francese con archi a tutto sesto che indicano la sua età. Le opere d’arte ci richiedono attenzione e abbiamo fatto ritardare la chiusura della chiesa per diversi minuti mentre ammiravamo i dipinti, le sculture e l’architettura.

Ancora una volta al di fuori siamo stati attratti dalla Fontana di Pio IX del 1870 che commemorava il nuovo acquedotto arrivato in città e finanziato dal papa nel 1863.

Di particolare interesse è una grande meridiana montata su una parete di Palazzo Conti Gentili sul lato nord della piazza. La meridiana è segnalata per indicare il ‘vero tempo’ e il tempo medio tra le 10 e la 16, ma, nonostante il sole, sono stato in grado di decifrare il suo messaggio ‘temporale’.

Cercavamo ancora la cattedrale sull’acropoli e seguendo indicazioni di amici, siamo tornati a piedi attraverso Via San Francesco e poi lungo Via del Duomo su per la collina fino a che le possenti Mura Ciclopiche sembravano sbarrare la strada. In questa luminosa giornata chiara i vicoli e le stradine avevano una parte illuminata dal sole che dava loro varie suggestive sfumature delle ocre sugli edifici medievali e rinascimentali.

Finalmente la parte superiore della cattedrale ci è apparsa sopra le imponenti Mura Ciclopiche dell’Acropoli. Abbiamo scelto di seguire il muro sulla sinistra e di camminare sulla rampa fino che arriviamo ad un cancello pedonale da cui entriamo nella piazza. Attraverso i giardini e gli alberi ci appare la facciata della Cattedrale di San Paolo.

La cattedrale è stata costruita dal 930 DC sopra un antico tempio e la sua forma richiama proprio le sembianze di un tempio. Quando siamo entrati era appena iniziata la messa domenicale e per un poco abbiamo condiviso alcune preghiere e la musica orchestrale dell’organo. Appena fuori, tornati alla luce del sole, abbiamo ammirato la grazia di Dio tra le colline, le montagne innevate e le città vicine.

L’acropoli era tranquilla mentre alcuni bambini giocano sui giochi in giardino, e siamo scesi lungo gradini di pietra per attraversare la Porta di accesso principale con i suoi massicci architravi. A questo punto abbiamo iniziato la nostra circumnavigazione dell’acropoli in cerca di un caffè o di succo di frutta. Così dopo aver trovato il la Porta minore con le sue insolite sculture falliche nell’architrave, siamo tornati sui nostri passi in piazza per chiacchierare davanti ad un aperitivo.

Il languore del pranzo ci ha chiamato e siamo tornati di fronte all’insegna ‘3 Grana’, in cui abbiamo goduto della loro accoglienza Ciociara.

Mentre la nostra passeggiata per il centro Alatri è finita dopo il pranzo, la giornata in campagna iniziava e abbiamo apprezzato l’antico monastero benedettino in attesa per la luce ispiratrice del tramonto.


Gavin Tulloch

Scienziato e poeta. Ama la chimica, il vino, le donne e l’opera, ma non sappiamo in quale ordine