Il castello di Vico Moricino di Anagni e la nascita di Acuto

Una notte a Vico Moricino di Anagni, in un vero castello medioevale per sentirsi parte della storia, per andare indietro intorno all’anno mille. Per trasformarsi con la fantasia in un signore locale che presidia la sua valle.

Lungo la via Anticolana che porta da Anagni a Fiuggi, su una delle alture sulla destra, si scorge un imponente edificio in pietra che domina la piccola valle circostante. Lo si riconosce dall’uso della pietra bianca locale e dalla semplicità ma austerità delle sue forme.

La particolarità di questo castello è quella di aver mantenuto il suo aspetto originario di quando era stato costruito. Molti suoi ‘castelli coetani’, infatti, furono trasformati in palazzi intorno al Rinascimento e non conservano più le forme originarie.

La storia del castello di Vico Moricino di Anagni inizia con la caduta dell’impero romano e il bisogno della popolazione locale di ritrovarsi in un luogo protetto. Quando i romani erano potenti costruivano le loro ville di campagna in pianura lungo le principali vie di comunicazione che garantivano un accesso rapido a Roma. Resti di una villa romana e di catacombe cristiane del IV secolo si trovano proprio in questa area, nella parte bassa del castello vicino al torrente.

I romani erano conquistatori e spavaldi e non temevano attacchi dall’interno del loro territorio. Ma proprio per la loro posizione, le ville romane diventarono facile preda di attacchi durante le invasioni barbariche.

Quando arrivarono i barbari, la popolazione aveva bisogno di rifugiarsi attorno a ‘castrum’, ossia piccole fortezze. Solo tra il V e il VI secolo arrivarono i Goti di Alarico, poi di Gensenico e infine di Ricimero che distrusse anche la villa imperiale degli Antonini che si trova sempre ad Anagni, in località Villa Magna.

La storia dei cittadini romani non era da meno di quella della campagna e nel 542 molti abitanti della città, affamati e seminudi, scapparono all’ennesima conquista di Totila e vennero proprio a cercare rifugio ad Anagni. Si formarono piccoli borghi autonomi attorno a torri e castelli.

Nei secoli successivi iniziano le lotte delle varie famiglie Longobarde per il dominio di Roma e di Anagni fino all’arrivo dei Franchi che rafforzarono il Ducato di Roma e donarono le terre alla Chiesa. Pipino, il padre di Carlo Magno, fu incoronato Re di Roma ma il controllo della città fu dato al Papa.

In quel periodo Anagni ancora riforniva la città con i frutti della terra e le ‘fattorie’ erano organizzate non più nelle aperte ville romane ma attorno a ‘castrum’, una parola latina che definisce un luogo con gli aspetti sia di un castello che di un accampamento militare.

Ma la pace per Anagni non durò a lungo e dal sud arrivarono altri feroci conquistatori: i saraceni. Questa è la storia della nascita del castello di Vico Moricino e del borgo che, intorno al mille, era arrivato ad avere circa mille abitanti. Il borgo aveva tutto: un mulino che sfruttava le acque del torrente, una chiesetta, un forno. Non si sa bene l’origine del nome ma forse da un signorotto locale alquanto prepotente che governava l’area e che diede il nome al borgo.

Intorno al mille in questa parte d’Italia arrivarono i saraceni che conquistarono gran parte dei territori a sud di Roma ed anche questo castello. Si dice che alcuni abitanti di Vico Moricino riuscirono a scappare alla distruzione e si rifugiarono su un’altra altura vicino dando origine al paese di Acuto. Forse per questo motivi il santo protettore di Acuto si chiama Maurizio ed ha una particolare affinità con il nome Moricino.

Ma il castello è senza pace anche durante il periodo d’oro di Anagni, quello in cui era la residenza principale di papa Bonifacio VIII della famiglia Caetani. Siamo tra il 1200 e il 1300, periodo di lotta fra papa e impero e fra le due importanti famiglie Caetani e Colonna. Il castello apparteneva alla cattedrale di Anagni e fu preso d’assalto diverse volte dai bellicosi Colonna.

Dopo l’abbandono del borgo, la storia del castello continua ma l’edificio assume un altro ruolo e diventa un centro agricolo. Per anni è stato usato come deposito e rimessa per animali ed attrezzi. Questo gli ha permesso di mantenere molti dei suoi tratti architettonici originali che sono stati esaltati dal restauro fatto da Simona e Claudio che lo hanno trasformato in una signorile residenza turistica (www.agriturismovico.it).

La storia ha segnato la vita di questo castello e sembra di poterla sentire quando ci si siede sulla terrazza panoramica da cui si gode la stessa vista dei nobili del passato. Un paesaggio che riempie la vista mentre si assapora uno dei pregiati vini locali come il rosso Cesanese DOC di Anagni.

Una terrazza sulla quale si può chiudere gli occhi accarezzati dal sole e sentire il rumore dei campi, dell’allevamento dei cavalli purosangue di Claudio e, forse, gli echi e i fragori delle passate battaglie. Una emozione unica riservata a chi vuole qualcosa di speciale.

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