Camminando per la Tuscia lungo la via Francigena: storie alla scoperta di una magia

L’ultimo tratto della Via Francigena in Tuscia, la via dei pellegrini che parte da Canterbury in Inghilterra, ha un suo fascino particolare e attraversa uno dei territori più belli del centro Italia dove natura e cultura si fondono in modo magico.

La sera si entra in borghi magici e non si sa dove guardare per la bellezza artistica dei luoghi, di giorno le campagne e i boschi incantano con la loro bellezza naturalistica. Proceno, Acquapendente, San Lorenzo Nuovo, Bolsena, Montefiascone, Viterbo, Vetralla, Capranica, Sutri e Monterosi.

Ma forse la vera magia è nelle storie delle persone che si incontrano nei borghi che raccontano le particolarità di ogni luogo con leggende ed episodi che richiamano un passato straordinario. Spesso le storie sono antiche di millenni.

120 chilometri di sorprese

Proceno

Si entra nella Tuscia del Lazio attraverso il borgo di Proceno dal cui castello si dominano tre regioni. Sapete la prima storia da dove inizia? Dagli Etruschi, ovviamente!

Proceno deve il suo nome al re etrusco Porsenna che durante una battuta di caccia fu ferito da un cinghiale e decise di passare la notte in un bosco circondato da fiumi. Qui fondò questo borgo che poi ha trascorso la sua storia medioevale nello Stato Pontificio.

Da Proceno si arriva ad Acquapendente, ancora un borgo Etrusco fondato fra diversi corsi d’acqua e su due diversi colli. Gli etruschi erano in realtà grandi ingegneri e sceglievano di insediare i loro centri alla confluenza di corsi d’acqua.

Acquapendente

Acquapendente è nota per il suo spirito belligerante che la ha portata ad opporsi all’imperatore Federico Barbarossa e a distruggere il suo castello. Questo spirito si può ancora trovare negli abitanti sempre inclini a proteggere la loro autonomia da ogni interferenza esterna.

Ma forse Acquapendente è nota in tutta Italia per la Festa dei Pugnaloni che a maggio celebra la Madonna del Fiore. I pugnaloni erano lunghi bastoni usati durante l’aratura e oggi sono diventati dei mosaici di fiori che vengono portati in mostra a ricordo di un miracolo. Infatti dopo la fioritura di un bastone di ciliegio le persone si ribellarono al governatore di Federico Barbarossa. Un fine settimana che richiama turisti da ogni parte.

San Lorenzo Nuovo

Tappa intermedia a San Lorenzo Nuovo da cui si inizia a vedere il lago di Bolsena. Uno dei pochi ‘paesi di fondazione’ voluto da papa Clemente XIV per proteggere dalla malaria gli abitanti di San Lorenzo alle Grotte.

Bolsena

Il cammino continua arrivando al lago seguendo l’antico percorso della via Cassia e la prima tappa in riva alle acque è a Bolsena, la città famosa per il Miracolo dell’Eucarestia. Il santuario di Santa Cristina è meta di pellegrinaggi dal giorno del miracolo e il flusso di persone sembra non terminare mai.

Ma Bolsena è una località turistica tra le spiagge e le regate. La via Francigena dovrebbe sostare qualche giorno per poter assaporare tutti i piaceri che offre la città.

Da non perdere la cucina con i pesci di acqua dolce. Sono una specialità che merita il viaggio. Pochi sanno che il re d’Inghilterra è venuto a Bolsena perché qui si è combattuta una importante battaglia durante la II Guerra Mondiale e c’è un cimitero del Commonwealth.

Montefiascone

Siamo a 100 chilometri dalla tomba di San Pietro!

Un panorama mozzafiato del lago e di 4 regioni italiane: Lazio, Toscana, Umbria e Marche. Dal suo belvedere si scorgono bene le isole Martana e Basentana. Secondo gli Etruschi questa ultima era una delle porte nel mondo degli inferi e molti etruschi vi entrarono per non sottostare al dominio di Roma che li aveva conquistati.

Montefiascone si riconosce da lontano per la magnificenza della sua cupola. Ma un’altra storia copre di fascino questo incantevole borgo. È quella del vescovo Johannes Defuk che mandava il suo coppiere a selezionare i vini da bere durante il percorso dalla Germania a Roma per l’incoronazione di Enrico V.

Il coppiere doveva scrivere la parola ‘est’ nelle locande in cui si serviva il vino giusto. E a Montefiascone scrisse ‘Est! Est!! Est!!!’. Non è un caso che Defuk si sia poi fatto seppellire a Montefiascone e abbia lasciato una eredità per continuare i festeggiamenti del vino.

Oltre al vino bianco DOC non si deve perdere l’olio e i piatti della tradizione locale.

Viterbo

Che dire di Viterbo. Cercate di spendere almeno un fine settimana per poter godere di tutte le sue offerte. Una città che ospita una università è sempre vivace e ricca di eventi musicali, culturali ma anche di solo svago.

Una città totalmente medioevale rinchiusa da grandi mura con 9 porte di accesso ciascuna con un fascino diverso.

Soprattutto una città famosa per la Macchina di Santa Rosa, una struttura alta quasi 30 metri che viene portata in giro per la città in occasione dei festeggiamenti della patrona Santa Rosa. Una macchina e una manifestazione che sono diventate patrimonio immateriale dell’UNESCO.

Se non avete abbastanza tempo, allora tornateci!

Vetralla

Lo sapete che Vetralla è gemellata con Venezia? Ma come fa una città fondata dagli Etruschi in aperta campagna a gemellarsi con una città fondata sull’acqua da chi scappava agli Unni.

Ad unire le due città sono due cerimonie molto sentite: Lo Sposalizio dell’Albero a Vetralla e lo “Sposalizio del mare” a Venezia.

La festa di Vetralla ha origini antichissime e risale ai riti pagani di fecondità di primavera per propiziarsi un buon raccolto. Ma questa cerimonia inizia in questa forma nel medioevo durante le discordie con Viterbo per il possesso dei boschi del Monte Fogliano donata a Vetralla da Innocenzo III nel 1206.

La festa ribadisce la vittoria da parte di Vetralla. La mattina dell’8 maggio, un corteo di cavalieri in costume entra nel bosco fra gli applausi della folla davanti l’eremo di Sant’Angelo. Qui vengono addobbati due alberi, un cerro e una quercia, con fiori e uniti da un candido velo da sposa. Il sindaco celebra il matrimonio con l’accompagnamento della banda musicale. Dopo la cerimonia e la benedizione inizia il banchetto del matrimonio.

Capranica

Un vero borgo medioevale al quale si accede attraverso una particolare porta con l’orologio che un tempo era l’ingresso al castello degli Anguillara. Palazzi medioevali, rinascimentali e ottocenteschi rivelano il fascino che Capranica ha esercitato per secoli con un famoso santuario disegnato dal Vignola poco fuori del borgo medioevale.

La festa di San Terenziano con i Foconi è una delle più suggestive di tutta la Tuscia. La processione si reca dal centro del paese alla chiesa dedicata al santo percorrendo al buio un tratto di campagna illuminato da grandi fuochi fatti con rami di ginestra che vengono detti Foconi.

Un’altra cerimonia religiosa molto partecipata è quella della Madonna delle Grazie, nel mese di maggio. La statua è una delle poche ‘vestite’, ossia che indossa vere vesti preziose, viene portata in processione su una complessa e artistica macchina.

Sutri

Indescrivibile Sutri! Dalla città antica all’interno di un parco archeologico di circa 7 ettari. Qui si trova una necropoli etrusca ma anche la parte romana con uno splendido anfiteatro costruito intorno al II secolo AC.

Una vera magia: dall’anfiteatro si attraversa un bosco sacro per arrivare in cima alla collina a una splendida villa rinascimentale (oggi sede del parco) con un giardino all’italiana che è un vero gioiello. Si riscende poi a valle passando davanti ad un Mitreo, una caverna affrescata che lascia intense emozioni.

Dalla Sutri antica si vede la collina di fronte con la Sutri nuova (medioevale) dove il panorama è dominato dalla cattedrale con un alto campanile.

Attraversando il paese si è colpiti da mille piccoli dettagli e lo sguardo vaga da un punto ad un altro. Fate attenzione perché la città ama la bella vita e troverete sempre qualche attività o festa in corso.

Monterosi

L’ultimo paese della Tuscia, quello che risente di più della sua vicinanza con Roma. Negli ultimi anni è diventato sempre di più un luogo scelto dai romani che amano la campagna e vogliono abitare fuori dal centro della città.

Monterosi ha uno dei campi da golf più belli vicino Roma e vi accoglie con un belvedere dove lo sguardo arriva direttamente alla meta finale del viaggio.

La tomba di Pietro è vicina… e forse dispiace un po’ lasciare la Tuscia ma una volta che l’avrete scoperta non potrete fare a meno di tornare. A proposito, non perdete l’oro della Tuscia: ospitalità e una cucina da non dimenticare facilmente!

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