Papa San Vitaliano di Segni ha governato la chiesa tra il 657 e il 672 in un periodo di intensa attività politica e militare in cui l’Italia era saccheggiata da amici e nemici.

Era il tempo in cui si dovevano ben definire i rapporti fra l’autorità religiosa e quella civile. Da una parte il declino delle autorità politiche in occidente (mentre reggevano ancora a Costantinopoli) e dall’altra una chiesa che tentava di occupare anche un ruolo politico.

Ma andiamo per gradi e cerchiamo di capire cosa accadeva a Costantinopoli, in quello che ancora era l’impero di origine romana. Per chi conosce l’urbanistica romana, visitare Istanbul è una esperienza unica perché si possono trovare molte tracce della vita sociale romana nell’assetto stesso della città.

In quegli anni l’imperatore d’oriente era Costante II, arrivato molto giovane sul trono. Il suo regno era accerchiato dagli Arabi che volevano il Nord Africa, Egitto e la Sicilia per poi arrivare al cuore dell’impero. Il loro regno era in tale espansione che, per fronteggiare la loro avanzata, Costante II fece un accordo con l’imperatore Taisun della Cina.

Nel frattempo i Longobardi si stavano prendendo l’Italia conquistando importanti aree con i Ducati di Ravenna, Spoleto e Benevento. Roma resta un’area sempre più amministrata da un papato che si sta trasformando in uno stato.

Il rapporto fra imperatore e papa è molto problematico perché Costante appoggia in qualche modo le teorie secondo cui Cristo ha due anime (terrena e divina) e due diverse volontà. Mentre Papa Martino I non era d’accordo con queste teorie, chiamate Monotelitismo, e professava il fatto che Cristo avesse due anime ma una sola volontà.

Questa disputa filosofica in realtà nascondeva la lotta per il potere sulla terra e la coesistenza del Papa con re e imperatori. Costante II cercò di far uccidere papa Martino I che sopravvive ma finisce i suoi giorni in esilio.

Questo era il clima quando, nel 657 viene eletto papa Vitaliano I, nato a Segni e deciso a trovare un po’ di pace cercando armonia con tutti. Quello che ottenne è una serie di scomuniche incrociate fra papa e patriarca, spalleggiato dall’imperatore di Costantinopoli.

Costante II, che era un violento e un arrogante, decise allora di venire in Italia a prendersi quello che restava dell’impero romano. Costante arrivò in Italia ma non riuscì in molte delle sue volontà.

Soggiornò 12 giorni a Roma (è il primo imperatore dalla caduta dell’Impero Romano d’Occidente) e fece comunque in tempo a finire di depredare monumenti e tesori. È lui che ruba le tegole in bronzo dorato del Pantheon assieme a tutte le statue e decorazioni interne.

Nel frattempo Costante II muore a Siracusa e Vitaliano aiuta a far eleggere al trono il figlio legittimo di Costante II. La lotta per la successione è dura e il nuovo imperatore si dimostra grato a papa Vitaliano.

Con questa tregua l’imperatore tornò ad occuparsi dell’avanzata araba e Vitaliano delle questioni inglese e dell’arte.

Lasciati a sé stessi, dopo la caduta dell’impero romano, gli inglesi avevano presto adottato usi celti e questo indeboliva la figura del papato. Papa Vitaliano con i suoi vescovi ripristinò la data di celebrazione della Pasqua, ma dobbiamo ammettere che nessuno riuscirà più a tenere testa agli inglesi!

L’eredità di Vitaliano è però comunque arrivata fino ai nostri giorni perché è grazie a lui che si sviluppò definitivamente la Schola cantorum fondata da papa Gregorio e fu Vitaliano ad introdurre l’uso dell’organo nella liturgia romana.

Alla sua morte nel 672 è stato sepolto nella antica basilica di San Pietro.


Claudia Bettiol

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Ingegnere, futurista e fondatrice di Discoverplaces. Blogger specializzato nella sostenibilità e nella promozione culturale dei piccoli territori e delle piccole imprese. Ama i cavalli

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Engineeer, futurist, joint founder of Energitismo and founder of Discoverplaces. Blogger specialising in sustainability and in cultural promotion of small places and small enterprises. She loves horses