Beati quei popoli che hanno una storia…e ad Arpino non è la storia che manca, come quella del suo legame con la Madonna di Loreto, la celeste Signora Lauretana.

Il culto ha inizio il 10 Dicembre del 1656, quando una grave pestilenza si abbatté su tutto il territorio confinante con Arpino provocando migliaia di morti. Il Duca Ugo Boncompagni, signore di Arpino, Sora e Arce, chiese l’aiuto alla Madonna di Loreto e fece voto di donare una lampada d’argento e di tenerla sempre accesa a sue spese.

Se fosse rimasto immune dalla peste sarebbe andato di persona a Loreto ”a fare quell’obbligo, et eseguire il voto”. Il voto fu annunciato durante una cerimonia solenne nella Chiesa di San Michele, la Madonna esaudì la richiesta e Arpino non subì la peste.

Ancora oggi, i cittadini di Arpino si recano a Loreto e a dicembre in paese si svolge una imponente processione religiosa e per un mese viene esposta la statua della Madonna.

Questa statua è gelosamente custodita dalle Suore di Clausura nel Monastero Benedettino di Sant’Andrea, in quanto si narra che fu proprio una di loro a chiederla come regalo a suo padre. L’uomo la fece costruire a Loreto e gliela donò. Per questo la processione parte dal convento e viene portata alla Chiesa di San Michele a Dicembre, mentre a Gennaio viene riportata con un’altra processione nel convento delle suore.

La storia della statua è particolare: 100 anni dopo il primo miracolo, nel 1756, il famoso artista Michele Stoltz, che si trovava in quel periodo in paese. È lui ad aver costruito la macchina in legno che ancora viene usata per il trasporto a spalla della statua nelle processioni.

Il culto si è rafforzato nei secoli perché la Madonna di Loreto ha protetto Arpino anche in altre circostanze. Come quando le truppe francesi di Napoleone conquistarono l’Italia spargendo sangue e distruzione.

Era il 1798: l’esercito francese si avvicinava minaccioso ad Arpino e il popolo si affidò ancora alla sua Madre Celeste, chiedendo la sua protezione. La mattina dell’11 marzo furono assalite Castelliri e Isola del Liri, ma quando arrivarono ad Arpino i francesi si fermarono.

Le campane di tutte le Chiese di Arpino suonavano a distesa, il popolo implorava la protezione della Madonna di Loreto, facendo processioni per penitenza, e tutte le statue della Madonna furono portate a San Michele. Poi le statue furono messe ‘fuori porta’ (dove oggi c’è il belvedere) e i francesi che erano giunti sotto le mura in assetto da guerra, scapparono impauriti senza alcuna ragione.

Fra’ Giuseppe Palma dell’Abbazia di Trisulti, raccolse le dichiarazioni dei francesi che dissero che si erano ritirati per non scontrarsi con un esercito vestito di bianco di 9 – 10 mila persone sotto Arpino. Gli anziani dicono che erano state le piante di ulivo ad apparire sotto le sembianze di guerrieri.

Per ringraziare ancora una volta la Madonna, gli abitanti di Arpino la nominarono come principale protettore della città, lasciando San Michele Arcangelo e San Pietro Martire come minori, e il 10 Dicembre è diventato giorno di festa solenne. Un altro giorno importante è l’8 Settembre 1902, in cui fu fatta l’incoronazione della Madonna e del Bambino che ha in braccio.

La festa del 10 dicembre continua e si è arricchita di un mercatino degli artigiani del posto e di un mercato con la vendita di prodotti locali dove si possono fare vari assaggini delle prelibatezze della Ciociaria.


Gianna Reale

IT

Gianna vive ad Arpino ed è nata ad Isola del Liri e per questo quindi ciociara DOC!
Ama la Fotografia da sempre e lo fa per passione, per il desiderio di far conoscere le bellezze di questo territorio e le loro storie.

È sposata da 28 anni e fa la mamma a tempo pieno ma riesce sempre a trovare uno spazio per il suo hobby: scrive per il blog della diocesi di Sora-Cassino-Aquino per il quale racconta le storie dei piccoli paesi.

Le piace fotografare i paesaggi e non esce mai senza la sua macchina fotografica!

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Gianna was born in Arpino and lives in Isola del Liri and so for this is Ciociara DOC!

She loves photography and always photographs with passion, the desire to share the beauty of this land and its stories and history.

She has been married for 28 years and is a full-time mom but always manages to find room for her hobby: writing for the blog of the Diocese of Sora-Aquino-Cassino for which she tells the stories of small towns.

She likes to take pictures of landscapes and never goes out without her camera!