La più antica festa di Artena, la fede per la Madonna delle Grazie è testimoniata dai Cristi Infiorati e da un tripudio di fiori che cingono la statua e che segnano il percorso e le vie del borgo.

Da un’icona su un muro lungo la via che arriva al borgo di Artena, si capisce che il culto per la Madonna delle Grazie è molto antico e risale ad un periodo incerto fra il 1400 ed il 1500.

La storia della statua è invece diversa e non si hanno notizie fino alla metà del 1600, quando alcuni contadini ascoltarono il suono di una campanella provenire da una voragine e la trovarono. La statua in legno di tiglio rappresenta una dolce Vergine in piedi che sostiene il Bambino benedicente.

I contadini riuscirono a portare la statua nella Chiesa di Santa Maria delle Letizie, dove venne posta nella cappella di San Lorenzo. Non si sa con precisione l’anno dell’arrivo dell’immagine a Santa Maria, forse tra il 1682 ed il 1685.

La prima Processione avvenne il 19 maggio 1731, e da allora il culto per la Madonna delle Grazie è cresciuto a dismisura fra gli abitanti di Artena, diventando un collante della comunità ed un evento irrinunciabile.

Un’osservazione, quasi ossessiva, che si avvera annualmente. Ogni artenese sente il dovere di donare qualcosa alla “sua” Madonna delle Grazie. Alcuni lo fanno per grazia ricevuta, altri invece in segno di affetto verso Maria Vergine. Così scrisse a quel tempo un ministro di casa borghese:

“Quanti sono e saranno i Montefortinesi, tanti sono e saranno i fondi per mantenere la festa e la confraternita di Santa Maria”

Montefortino è l’antico nome di Artena. Per un artenese, parlare della Processione della Madonna delle Grazie è come parlare di un pezzo della sua vita, poiché è la vera padrona di tutto il popolo, che la venera e la adora. Pochi fenomeni religiosi sono così duraturi in questo modo forte.

La festa dedicata alla Madonna delle Grazie di Artena, si celebra ogni anno il sabato della terza domenica di maggio.

La statua “esce” dalla Chiesa di Santa Maria delle Letizie e attraverso le vie del centro arriva fino alla parte nuova della città. A tarda sera la statua “risale” fino alla Chiesa di Santa Croce, dove resta esposta per una settimana. La domenica successiva la Sacra effige è “ricondotta” nella Chiesa di Santa Maria delle Letizie, dove rimarrà per un intero anno.

Prima della processione, la statua della Madonna deve essere adornata con un vestito di broccato e con un manto sontuoso da una ragazza nubile che la deve ricoprire di collane e braccialetti d’oro donati dal popolo.

Il corteo è aperto da un tamburino che scandisce il tempo dei passi. Seguono immediatamente lo stendardo retto dai bambini più piccoli, vestiti da angioletti, fratini e suorine. Ecco dunque le comunicande vestite di bianco e subito dopo una schiera di paggetti, quindi le spose e tutte le altre donne.

Nel 1857 furono introdotti i personaggi degli “infioratori” che avevano il compito di addobbare con i fiori la cappella nella piazza principale, realizzando un pannello di fiori che riproduceva un mistero della Vergine.

Da allora nacque l’idea di ornare i Cristi Infiorati, delle confraternite con una moltitudine di fiori, arte poi appresa da un membro di ogni confraternita.

Nata come puro abbellimento per festeggiare la sacralità del rito, oggi questa tradizione è diventata parte essenziale della processione e offre uno spettacolo unico di amore, fede e folclore religioso.

Da non perdere assolutamente!