Vico nel Lazio chiesa Santa Maria - Bettiol - 14

La prima messa dentro le mura di Vico nel Lazio

Per una tradizionale famiglia italiana, non ci può essere orgoglio più grande che quello di consegnare un bambino al servizio di Dio, sia come prete o suora.

Per uno straniero questa può sembrare una situazione insolita in una società moderna dominata da rapporti umani egoistici e dal denaro, ma quando si cammina all’interno delle mura di una vecchia città come Vico nel Lazio, e si è proiettati indietro nella sua storia medievale, è possibile comprendere un po’ di più la storia della Chiesa e l’effetto che ha sulla sua gente.

Una storia dove i nobili e perfino le famiglie con meno “sangue” davano i loro figli più giovani alla chiesa. Naturalmente, per i nobili, l’ambizione era di salire la scala del potere per ottenere un cardinale, o magari anche un papa.

L’assenza di un figlio per i diversi anni di studio e di preghiera viene premiata se quel ‘ragazzo’ diventa prete e torna alla comunità per servire e aiutare. Per una famiglia deve essere una grande gioia quella di accogliere a casa come sacerdote nella sua città natale il figlio, ora figlio di Dio, specialmente all’interno delle mura di Vico nel Lazio.

Questa celebrazione si è svolta domenica 14 maggio, quando Don Mattia ha celebrato la sua prima messa all’interno delle mura di Vico nel Lazio tornando da Roma. Solo la domenica precedente, infatti, don Mattia era stato ordinato da Papa Francesco a San Pietro dopo aver frequentato il Pontificio Seminario Maggiore di Roma.

Ora immaginate la scena a Vico nel Lazio attraverso gli occhi e le orecchie di uno sconosciuto, quando la città ha aperto le sue mura e ha accolto il figlio a casa per celebrare la sua prima messa.

Ci sono molte chiese disseminate dentro e fuori le mura di Vico, ognuna con una targa vicino alla porta d’ingresso che racconta la sua storia. Santa Maria è una chiesa benedettina romanica del XIII secolo ed è dedicata alla Madonna del Rosario ed è stato qui che Don Mattia ha scelto di iniziare la sua guida delle anime di questa città.

L’ingresso principale della chiesa è dalla piazza, sul lato sinistro dell’edificio. Vicino l’ingresso, appena oltre la porta, in una teca di vetro, si trova una bella statua di Madonna in un mantello bianco splendidamente ricamato mentre la statua principale della Madonna è sopra l’altare ornato.

A quanto pare, Don Mattia era stato membro della Confraternita della Madonna del Rosario sin dall’infanzia. Ed era un membro particolarmente importante nei giorni di festa per portare la statua in processione per la sua forza. Tuttavia, in questo giorno la processione, dalla sua casa materna all’entrata principale della chiesa, era in suo onore.

Siamo arrivati presto in una calda giornata di primavera per trovare posto sulle panche già affollate. Fuori la chiesa, la banda locale, per lo più ottoni e tamburi guidati da alcuni clarinetti, era preparata per la cerimonia di accoglienza. Nel momento in cui le campane suonavano, la chiesa era già traboccante.

Mentre sedevo ad aspettare, osservavo il pubblico e mi divertivo con le statistiche: sembrava che l’età delle signore del Vico nel Lazio avesse strane connessione con la loro presenza in chiesa. La mia scelta di un posto alla fine di un banco, infatti, non ha protetto la mia relativa giovinezza, dato che ad un certo punto sono arrivate una serie di signore ottuagenarie con una maggiore necessità di tali posti.

La chiesa era piena di emozionante attesa quando Don Mattia è entrato accompagnato da sacerdoti locali. Il coro, in piedi a sinistra dell’abside, è stato completato dai membri della banda che avevano terminato la loro prestazione pre-messa. Il coro era una combinazione di bambini abbastanza piccoli e di uomini in anni avanzati, che adempivano ai ruoli di basso e baritono.

Nei banchi frontali vi era la famiglia e i rappresentanti delle autorità, mentre ai lati vi erano gli uomini della città, soprattutto adeguatamente vestiti per l’importanza della celebrazione.

Il celebrante Don Mattia ha celebrato le sue funzioni della messa con dignità emotiva e gioia manifesta. Il ‘segno della pace’, la comunione, è stato dato liberamente e ampiamente, e i comunicanti si sistemavano in lunghe code per ricevere la benedizione dal loro nuovo sacerdote.

La “festa di compleanno” è entrata nel suo pieno svolgimento dopo la conclusione della messa, quando sono stati annunciati e consegnati i doni: in primo luogo una icona dalle parrocchie di Vico, poi un set con il necessario per celebrare la Messa dal sindaco e una casula mariana dalla Confraternita.

E poi sono venute le feste, i fuochi d’artificio in pieno sole, un lungo pranzo e una torta! Questo è come si Accogliere, celebra e adora Dio con un felice spirito italiano!

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