Trivigliano- Castello by Claudia Bettiol

La storia del Castello di Trivigliano

Come la maggior parte dei borghi di altura, anche Trivigliano si forma attorno ad una torre anzi, in questo caso, attorno a tre torri che poi danno il nome al paese stesso.

Il castello di Trivigliano era il nucleo iniziale del borgo: oggi restano solo le tracce di una torre e di un piccolo edificio caratterizzato da una elegante bifora in marmo. Queste costruzioni si trovano all’interno di un complesso residenziale che dal 1646 appartiene alla stessa famiglia ed è articolato su vari livelli con diversi affacci sul paese.

Prima di allora era stato anche la residenza del Governatore che guidava il paese per conto della famiglia Colonna e fra le sue mura si era consumata la storia di Trivigliano.

Si accede al castello attraverso due ingressi di cui uno si trova direttamente nel centro storico proprio nel cuore medioevale di quello che doveva essere la corte del castello e a cui si arriva attraversando vicoli e caratteristici sottopassi. Percorrendo queste stradine si ha proprio l’impressione di attraversare la storia e di tornare nel medioevo.

Il secondo ingresso nel centro del paese è un signorile portone in un palazzo ottocentesco. Questo palazzo fa parte delle sistemazioni ottocentesche del vescovo Gaspare Maria Petochi, vicario del Papa, che qui trascorreva le sue estati e i momenti di pausa in famiglia.

Già nel settecento la famiglia aveva unito diverse costruzioni medioevali preesistenti e questa opera fu poi continuata dal vescovo. Il prelato aveva sistemato la facciata e allargato il palazzo con un affaccio sull’elegante giardino a cui si poteva accedere con carrozze e mezzi. All’interno del palazzo si può vedere lo stemma di famiglia nella sua camera da letto e c’è anche una piccola cappella con arredi del Settecento.

Monsignor Petochi è morto nel 1855 ed è sepolto nella chiesa di Santa Maria Assunta, ove una targa lo ricorda.

L’ingresso principale al castello è ora rappresentato da un lungo viale alberato che parte dal piazzale, dove all’altra estremità c’è il Camposanto del paese, costeggiato da olivi e alberi di nocciole, dal tennis e da un campo di bocce.

Un secondo cancello ci introduce nella parte alta del giardino disegnato all’inglese e si arriva nella piccola corte dove si affacciano i diversi edifici.

Questa sistemazione è stata fatta agli inizi del secolo scorso da Giuseppe Petochi che divideva la sua vita tra Roma e Fiuggi.

Al centro della corte c’è un albero di noce che fu piantato alla nascita del figlio Domenico, e di cui si racconta una strana storia: l’albero sembrava seccarsi e morire proprio in coincidenza della morte di Domenico ma, con le cure della famiglia, ha ripreso linfa vitale ed oggi domina ancora la scena.

Giuseppe nel 1884 era andato a Roma con suo fratello ed aveva aperto una delle prime gioiellerie proprio nel centro della capitale. Grazie alla sua arte e alla sua bravura era diventato il gioielliere di fiducia della famiglia reale e di molte famiglie nobili che d’estate trascorrevano le vacanze a Fiuggi. Fiuggi e Trivigliano sono molto vicine e il castello negli anni cinquanta era un centro di vita mondana per chi non voleva essere troppo solo e ritrovarsi nella buona società.

Il castello di Trivigliano era diventato, quindi, un punto di riferimento culturale e artistico per ritrovarsi in un ambiente amichevole ed accogliente.

Oggi il castello e il giardino sono ben curati e ospitano alcune manifestazioni della vita del paese, come il Presepio vivente a Natale, concerti e presentazioni di libri in estate.

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