Un particolare legame quello che lega il patrono San Sisto alla città di Alatri con due giorni diversi di festeggiamenti, l’11 gennaio e il mercoledì dopo Pasqua. 

San Sisto I è stato il 7° vescovo di Roma e quindi il 7° papa per circa 10 anni dal 117 al 126 d.C. (alcuni studiosi danno date diverse) sotto l’imperatore Adriano. Secondo una leggenda papa Sisto I inviò il primo missionario, il vescovo Pellegrino, ad evangelizzare la Gallia.

Durante il suo papato sono nate le prime divergenze tra la Chiesa di Roma e le chiese d’Oriente riguardanti la festa della Pasqua, che a quel tempo era celebrata solo in oriente.

La storia della relazione fra Alatri e San Sisto è molto interessante perché sembra che il Santo abbia scelto di diventare il patrono di Alatri e di proteggerla.

Si narra che nel 1132 il conte Rainolfo di Alife (in provincia di Caserta) fece richiesta al papa Anacleto II di avere una reliquia di qualche santo importante che lo aiutasse a liberare la propria città dalla terribile peste.

Il papa era riluttante ma mentre Rainolfo era in udienza si ruppe una trave nella basilica di San Pietro che distrusse l’altare con il corpo di papa Sisto I. Questo venne considerato un segnale e fu deciso di mandare il corpo di Sisto I come reliquia a protezione di Alife.

Il papa concesse le reliquie di San Sisto, l’urna fu caricata sul dorso di un mulo che nel viaggio verso Alife però si diresse, disobbedendo, ad Alatri e si fermò davanti alla cattedrale.

Da quel giorno, l’11 gennaio 1132, Alatri fu liberata dalla peste. Per riconoscenza venne donato ad Alife un dito del Santo. La leggenda di Alife e quella di Alatri differiscono. Negli anni ’80 è stato dimostrato che in realtà Alatri e Alife si dividono al 50 % il corpo del santo mentre la sua testa si trova nella cattedrale di Savona.

In ogni caso l’11 gennaio è considerata una cerimonia soprattutto religiosa mentre la festa si ha il mercoledì dopo Pasqua, in cui si svolge una solenne processione lungo le strade di Alatri.

Anche questa data è dovuta ad un miracolo compiuto dal santo. Nel 1186 Alatri era assediata dalle truppe di Arrigo VI, figlio di Federico Barbarossa, e dopo nove giorni di resistenza gli abitanti di Alatri si recano stanchi davanti al loro Patrono San Sisto per invocare aiuto e protezione.

Gli abitanti si sentirono rinforzati e riuscirono a sconfiggere il nemico proprio il mercoledì dopo Pasqua che, da quel giorno, venne dichiarato giorno di festa e consacrato proprio al Santo Protettore.

La prima statua che viene portata in processione risale al 1584 da Egnazio Danti con mani, piedi e testa in argento realizzata da un maestro di Perugia. Questa è stata poi sostituita nelle parti rovinate in legno nel 1671.

Negli anni ’50 il maestro Arbace Milani è stato incaricato di realizzare un nuovo corpo in legno di cirmolo (resistente ai tarli) lasciando tutte le parti in argento. La statua risultò però troppo grande e difficile da portare in processione e nel 1959 se ne realizzò una nuova versione che pesa 7 quintali e viene portata in spalla da 20-25 portantini della Confraternita di San Sisto.


Claudia Bettiol

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Ingegnere, futurista e fondatrice di Discoverplaces. Blogger specializzato nella sostenibilità e nella promozione culturale dei piccoli territori e delle piccole imprese. Ama i cavalli

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Engineeer, futurist, joint founder of Energitismo and founder of Discoverplaces. Blogger specialising in sustainability and in cultural promotion of small places and small enterprises. She loves horses