La Visione di Alberico è la storia di una visione, poi trascritta dal Monaco Guido di Montecassino, di un bambino di 10 anni che visita l’aldilà: Inferno, Purgatorio e Paradiso. La pergamena originale è ancora custodita nell’Abbazia di Montecassino ed è scritta in Gotico-Capuano.

La storia era molto nota ai tempi di Dante e si dice che lo abbia ispirato. Da notare che Dante nel corso della sua vita, si è recato almeno due volte da Firenze a Napoli facendo sicuramente sosta a Montecassino. Qui può aver sentito la storia della Visione ed aver tratto ispirazione per il suo capolavoro La Divina Commedia.

Alberico era nato intorno al 1100 da una famiglia nobile di Settefrati, nella Val Comino. All’età di 10 anni era rimasto privo di coscienza per nove giorni e nove notti, a causa di una malattia, durante i quali ebbe una visione in cui visitava l’Inferno, il Purgatorio e il Paradiso.

Per questa sua particolarità entrò nel monastero benedettino di Monte Cassino, allora retto dall’Abate Gerardo (tra il 1111 e il 1123) e condusse una vita da monaco esemplare. Nel monastero raccontò la sua visione al monaco Guido che la trascrisse, con qualche ritocco e aggiunta.

Il racconto di Alberico si arricchiva di particolari e storie e l’Abate decise di far riscrivere la storia da un altro monaco, ma questa storia non è stata conservata. Alberico nel frattempo era stato mandato probabilmente ad Atina dove è morto.

Nella Visione, Alberico viene sollevato in aria da una colomba bianca e accompagnato da San Pietro e dagli angeli Emanuele ed Eligio a visitare prima il pozzo dell’Inferno.

Qui scopre che le pene dei dannati variano di intensità con l’età e con la gravità del peccato: gli adulteri, gli infanticidi, i padroni ingiusti verso i loro sottoposti, gli omicidi, i vescovi che hanno tollerato preti spergiuri e adulteri sono immersi in un luogo ardente di fuoco.

Nel cuore dell’Inferno Alberico trova un enorme drago incatenato che inghiotte con la bocca di fuoco molte anime fra le quali Giuda Escariota, Anna, Caifa ed Erode.

Grazie a San Pietro, Alberico raggiunge poi un campo profumato di gigli e rose, dove le anime godono in letizia del refrigerium. In mezzo al campo c’è il Paradiso vero e proprio, dove le anime entreranno dopo il giudizio universale. Qui trova San Benedetto da Norcia perché gli angeli e i santi sono già ammessi al Paradiso.

Nella Visione non è presente anche il Purgatorio e si legge di un ponte sul fiume “purgatorio” dove le anime riescono a passare se sono leggere, perché cariche di pochi peccati.

Il ponte ha la particolarità di diminuire di larghezza con la gravità dei peccati in modo che le persone più colpevoli non riescono ad attraversarlo e cadono.


Claudia Bettiol

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Ingegnere, futurista e fondatrice di Discoverplaces. Blogger specializzato nella sostenibilità e nella promozione culturale dei piccoli territori e delle piccole imprese. Ama i cavalli

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Engineeer, futurist, joint founder of Energitismo and founder of Discoverplaces. Blogger specialising in sustainability and in cultural promotion of small places and small enterprises. She loves horses