Un anello con un’aquila, un castello, una bella dama e una potente famiglia in declino: ci sono tutti gli ingredienti per una bella storia. L’anello è stato trovato nella tomba di una donna all’interno del castello di Piombinara di Colleferro.

Ma dove iniziamo per capire chi è questa dama misteriosa? 

Colleferro sembra comparsa dal nulla ai primi del Novecento, ma il suo territorio ha una lunga storia che comincia ancor prima di Roma.

Questa parte del territorio subito a sud di Roma era occupata da tanti insediamenti, delle città che poi si erano riunite nella Lega Latina e per un periodo sono state in grado di contestare l’avanzata di Roma. 

Nell’area di Colleferro si trovava l’antica città di Toleria, dal nome del Fiume Sacco che in quel periodo si chiamava Tolero, e i suoi abitanti si chiamavano Toleriensi (da cui il nome del museo archeologico di Colleferro).

Poi arrivano i Romani, cadono i romani ed entriamo ufficialmente nell’ Alto Medioevo nel 476 con la caduta dell’Impero Romano d’Occidente. I fasti imperiali si spostano a Costantinopoli e nelle nostre terre inizia un periodo turbolento con scorribande di barbari.

La popolazione probabilmente cerca rifugio in un castrum di piccoli signori locali, che è praticamente il primo stadio di un castello che nel pieno medioevo vedrà nascere un grande muro che racchiudeva una torre, una piccola chiesa e alcune abitazioni. Di notte la popolazione si rifugiava all’interno delle mura e di giorno lavora i campi.

Famiglia Conti e papa Innocenzo III

Piombinara è uno di questi castelli ed i signori locali erano i Conti di Gavignano-Valmontone, una famiglia molto potente intorno al XIII secolo soprattutto dopo l’elezione di un loro membro come papa Innocenzo III. 

Innocenzo III non è stato un papa che è passato inosservato e durante il suo pontificato ha dovuto affrontare almeno due questioni che hanno cambiato il corso di tutta la nostra storia. In Inghilterra nasceva la Magna Charta e il papa arriva a scomunicare Giovanni Senza Terra mentre in risposta il papa organizza la IV crociata con Riccardo Cuor di Leone, in Italia una serie di monaci ed eremiti vogliono riportare la chiesa al suo vero significato.

Papa Innocenzo III è quello che ha incontrato San Francesco e che ha fatto in modo di comprendere la sua azione all’interno della chiesa cattolica.

Il castello di Piombinara

Grazie al papa, la famiglia Conti diventa sempre più potente e ad un certo punto possiede tanti castelli nell’area sud-est di Roma (controlla la Via Labicana e la Via Latina) tra i quali il castello di Piombinara.

Piombinara si trova in una posizione interessante vicino Roma, a cui è collegata dalla Via Casilina, e in una fertile valle dove scorre un fiume: un luogo ideale per l’agricoltura e per il commercio. È poi situato su un colle e questo gli permette una buona visuale su tutto quello che avviene nei dintorni.

All’interno della fortezza si trova una chiesa dedicata a San Nicola, oggetto di molte campagne di scavo archeologico, e di cui è stato riportato in luce il perimetro e 113 tombe.

In realtà la maggior parte delle tombe emerse si trovano fuori del perimetro della chiesa, ma 4 tombe sono state scoperte nella zona sotto l’altare. Una di queste apparteneva ad una donna sui 35-40 anni di età che aveva 2 anelli.

La dama dell’anello

Come in una spy-story, gli archeologi da pochi indizi hanno provato a ricostruire la storia di questa donna. Ci racconta Angelo Luttazzi, il direttore del museo archeologico di Colleferro:

‘ la dama doveva risalire al XIV secolo e questo lo abbiamo dedotto dalla forma della sua fede, infatti prima di quella data le fedi avevano la forma di due mani che si intrecciavano. Per essere seppellita vicino all’altare doveva appartenere alla famiglia dei feudatari di Piombinara, ossia alla famiglia Conti’. 

E la dama non può essere di un secolo successivo perché nel XV secolo il castello è stato distrutto e da allora centinaia di aratri e di trattori hanno contribuito a cancellare molte delle rovine e con loro la storia.

Ma più interessante è il secondo anello: un anello in bronzo con una aquila in rilievo rivestita d’oro. L’aquila ha le ali spiegate (in linguaggio artistico si dice ‘patente’) e un carattere fiero dato dalla posizione della sua testa.

Non è un anello usato per sigilli, altrimenti la patina d’oro sarebbe venuta via, e quindi è un anello usato per adornare una dama. E l’indicazione dell’aquila ci riporta alla famiglia Conti il cui stemma era un’aquila a scacchi oro e nero su sfondo rosso.

Allora la dama forse apparteneva alla famiglia Conti? E in questo caso chi era?

‘lavorando sugli scavi e consultando l’archivio Innocenzo III di Segni, l’ipotesi migliore è che la dama fosse Caterina della famiglia abruzzese dei Di Sangro, la prima moglie di Ildebrandino Dei Conti di Segni, oppure la seconda, Francesca Capizucchi, di nobile famiglia romana. Questo era un condottiero dalla storia molto turbolenta: amante delle donne e dell’avventura. Aveva chiamato i suoi figli maschi Alto, Grato, Lucido, Sagace’. 

La lapide della tomba di Alto Dei Conti è visibile incastonata nelle mura del vecchio ospedale di Valmontone e proviene dall’abbazia di Santa Maria in silice di Valmontone.

Dunque la dama era poteva essere la signora nobile romana, o quella di origini abruzzesi, che aveva avuto la s-fortuna di sposare Ildebrandino, uno dei più importanti discendenti della famiglia Dei Conti, e di venire a vivere in nel castello di Piombinara.

Forse non riusciremo a sapere di più su questa donna, ma ci piace pensare che sia stata la prima Signora di Colleferro.

Per vedere l’anello della Dama Misteriosa potete andare al Museo Archeologico del Territorio Toleriense di Colleferro.


Claudia Bettiol

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Ingegnere, futurista e fondatrice di Discoverplaces. Blogger specializzato nella sostenibilità e nella promozione culturale dei piccoli territori e delle piccole imprese. Ama i cavalli

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Engineeer, futurist, joint founder of Energitismo and founder of Discoverplaces. Blogger specialising in sustainability and in cultural promotion of small places and small enterprises. She loves horses