Essere in una posizione con una incredibile strategica, avere un panorama che spazia fra diverse provincie ha i suoi vantaggi ma anche alcuni svantaggi.

Se durante i periodi di pace è un ottimo punto di avvistamento per preparare la difesa e osservare l’arrivo dei nemici, durante le guerre diventa uno degli ultimi presidi da difendere e viene subito attaccato in modo massiccio.

Il Territorio di Bellegra domina la Valle del Sacco e la Valle dell’Aniene, dalla sua cima si riescono a scorgere ben 49 paesi e l’importanza del panorama è nota nel corso dei secoli.

E questo si è ripetuto dal periodo romano sino alla Seconda Guerra Mondiale, quando Bellegra era il quartier generale del comando tedesco di Kesserling ed è stata pesantemente bombardata dall’aviazione alleata.

Il comando dell’esercito Tedesco aveva sede nella parte più alta del paese, dove un tempo vi era il castello, e costruì vari punti di avvistamento, di fuoco e bunker scavati nella roccia, alcuni ancora ben visibili.

Con lo sbarco degli anglo-americani nelle coste del Lazio di Anzio e Nettuno, Bellegra rappresentava un punto di controllo e si trovava lungo la linea Cesar dell’esercito tedesco. La linea difensiva attraversava tutta l’Italia e si congiungeva alla linea Gotica.

Durante i giorni dello sbarco, le fortezze aeree alleate operarono numerosi bombardamenti per disturbare la ritirata Tedesca e favorire lo sbarco.

La mattina del 24 maggio 1944, un aereo alleato bombardò l’attuale zona Via Tre Morette, che prese nome proprio da questo evento, per colpire una contraerea in località Macerone, e il risultato è stato la distruzione dell’area della via  con alcune vittime innocenti.

Il resto del centro storico è stato distrutto dalle truppe Tedesche che minarono alcune abitazioni per rallentare l’avanzamento alleato nel percorso verso San Vito Romano. Il generale Kesselring che si era rifugiato in una casa rurale bombardata e distrutta, si salvò e riuscì a raggiungere Roma.

Il centro storico è stato in parte ricostruito ma non il castello. Sono comunque riconoscibili alcune torri, dalle forme delle abitazioni, e il corpo principale dalla cui terrazza si gode uno dei maggiori panorami.

Per chi soffre di vertigini o non è abituato ai panorami a 360 gradi si consiglia molta prudenza perché si può provare la stessa sensazione di infinito di chi arriva su una vetta.