Panorama da Patrica - Monte Cacume by Benedicta Lee

Monte Cacume: storia, natura e fede a 1097 metri d’altezza

Il Monte Cacume con la sua particolare forma conica appartiene alla catena dei Monti Lepini e domina tutto il basso Lazio dai suoi 1.097 metri di altezza.

Si riconosce immediatamente per la sua particolare forma a cono e la sua vetta si raggiunge dopo circa 1 ora e quaranta minuti di cammino da Patrica (link guida di Patrica).

È una delle poche montagne della zona ad avere ricche sorgenti poiché il suo cono è come un grande serbatoio naturale, grazie al suolo carsico.

Per il suo particolare microclima, influenzato sia dal mare che dall’entroterra appenninico, il monte ha una grande varietà di vegetazione, tra cui circa cinquanta specie differenti di orchidee.

La più interessante di queste è sicuramente l’Ophrys Lacaitae, rara orchidea spontanea che fiorisce nei mesi di giungo e luglio, attirando folte schiere di studiosi ed appassionati fotografi che si arrampicano sul monte proprio per poterla ritrarre.

Sulla cima di Monte Cacume nel Medioevo sorgeva uno strategico insediamento dei Conti de Ceccano, chiamato “Castrum Cacuminis”, del quale oggi restano porzioni di torri e di mura. Il “Castrum” è stato citato da Dante nella Divina Commedia (Purgatorio, versi 25-27):

“Vassi in Sanleo e discendesi in Nolli;

montasi su in Bismantova e in Cacume con esso i piè;

ma qui convien che omo voli”.

Dante voleva far capire le difficoltà del ripido sentiero in salita del Monte del Purgatorio che sta percorrendo con Virgilio e stila una lista di luoghi di difficile accesso. Il Monte Cacume si vede e si vedeva bene dalla Via Latina (o Casilina) che il poeta percorse fino a Napoli.

Attualmente sulla cima del Monte si trovano la Chiesa dell’Immacolata e il Monumento al Redentore o Santa Croce. Il Monumento al Redentore è una grande croce in ferro, alta 14 metri e dal peso id oltre 40 quintali, che venne costruita nelle Acciaierie di Terni e posta sulla cima del Monte per volere di Papa Leone XIII in occasione dell’Anno Giubilare del 1900.

La messa in posa avvenne nel settembre 1903, dopo mesi di duro lavoro e fatiche da parte degli abitanti di Patrica che si occuparono di portare la Croce, pezzo a pezzo, a spalla o a dorso di mulo fin sulla cima del cono e poi di assemblarla.

La piccola Chiesa dell’Immacolata è stata consacrata nel 1906. È stata danneggiata dalla Guerra e dalle intemperie e ricostruita negli anni ‘80.

Una foto vicino alla croce è un ‘must’ per tutti gli amanti della natura e per coloro che si trovano a visitare uno dei borghi dei Monti Lepini.

Guida di Patrica

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