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Passando per Tirana

L’arrivo all’aeroporto Madre Teresa di Tirana immerge il visitatore nella tipica architettura di una città in crescita di una qualsiasi parte del mondo, strutture moderne ma senza ponti aerei che riflettono la scelta di un trasporto a basso costo. La corsa in taxi mi porta per mezz’ora per in giro per il centro della città passando prima per un nuovo parco commerciale e poi per l’Università Epoka, placidamente in ordine fra i campi aperti.

Avvicinandomi al centro della città lungo i viali si scoprono le sfaccettature più caotiche di Tirana Live. La zona commerciale si estende per diversi chilometri con una gamma completa di architettura che sarebbe potuto essere il “risultato condensato” dei progetti dell’ultimo anno di architettura.

Più vicino al centro, appaiono gli edifici dell’era stalinista, non nei toni incolori grigi della loro costruzione, ma colorati come per un concorso di architettura in stile Hundertswasser. Questa città è stata immaginata dal sindaco Edi Rama (e attuale primo ministro) a metà degli anni ’90 come un modo per portare “joie de vivre” fra la gente quando guardavano alla loro città. Alcuni possono criticare il progetto e alcuni edifici ora hanno bisogno di una seconda mano, ma senza dubbio la “copertina di un libro” ha più appeal di un cartoncino grigio, e la maggior parte dei libri sono venduti sulle attrazioni della copertina prima che per il loro contenuto.

Una rapida revisione Wikipedia e dei bunker costruite nei 45 anni del regime comunista di Hoxha chiarisce quale buona idea Rama ha avuto. Piuttosto che soffrire sotto la minaccia di una bomba atomica statunitense o sovietica, l’Albania, e in particolare di Tirana, sta vivendo la sua esplosione cosmopolita anche senza i grattacieli così presenti in altre città in rapida crescita.

La mancanza di imperativo economico dà a Tirana un’adolescenza indipendente, che speriamo non sia danneggiata in futuro. Ci sono solo due edifici alti nel centro della città, non ancora finiti che sono un esperimento architettonico emozionante rispecchiando la ricostruzione un po’ caotica della città. Uno di loro, una struttura a scacchiera di circa 20 piani, è benedetta con un murale su un lato di una pubblicità della birra Elber (almeno non è Coca Cola o Heineken).

Museo Nazionale

L’architettura comunista è rimasta in alcuni edifici chiave della città, in particolare il Museo Storico Nazionale in Piazza Skanderbeg, dove ho partecipato ad una mostra di Gjergj Kola, il grande artista espressionista albanese. Si tratta di uno dei migliori esempi di architettura comunista e il museo custodisce la storia albanese sin dalla preistoria. C’è un certo tema comune tra architettura fascista italiana e questa albanese degli anni ’70 e ’80, anche se il marmo non viene da Carrara.

Tirana è una città pulita e sembra che ci sia un orgoglio pervadente per questa città cosmopolita in crescita, con ricchi caffè all’aperto tutti pieni, anche se non sempre con clienti paganti come i giovani seduti di fronte a me.

Tirana è una città molto conveniente e questo è un punto di vantaggio nello sviluppo economico del paese. L’ambiente non è inquinato, la gente è amichevole, la cucina balcanica e il piacevole vino locale, trasformano questa “città adolescente” in una giovane adulta capace di accogliere nuovi amici e amanti. Passate per Tirana o soggiornateci per un periodo più lungo per provale l’esperienza di come nasce una città.

E non bisogna dimenticate che c’è un altro livello nell’architettura albanese: i tunnel dell’epoca di Hoxha che attraversano tutta la città di Tirana. Sono strutture che cercano il centro della terra piuttosto che il cielo. I 700.000 bunker avvistati in giro per il paese forse sono un non così appassionato ricordo della vecchia Albania e la gente del posto avrebbe preferito dimenticare anche se immaginare un loro riuso è intrigante.