Con le macchine e la lavorazione in serie nasce la classe lavoratrice e il problema di imparare a gestire i rapporti fra lavoratori e imprenditori. Un rapporto che nella Rivoluzione Industriale nel Regno Borbonico è stato risolto in modo giusto e originale.

Sin dalla fine del Settecento iniziano le grandi concentrazioni di masse operaie che lavorano in ‘catene di montaggio’ in fabbriche e opifici. Queste persone hanno orari e stili di vita che seguono i cicli di lavoro e devono vivere tutte nelle vicinanze degli stabilimenti creando delle concentrazioni urbanistiche e umane che non si erano mai viste prima.

Le storie di sfruttamento sono note ma lo sono meno quelle sulla relazione virtuosa fra operai e padroni. Il Regno Borbonico delle due Sicilie è noto per alcuni esempi illuminati a partire da quello delle seterie reali di San Leucio.

Ad Isola del Liri le prime fabbriche arrivano alla fine del Settecento quando il re di Napoli Gioacchino Murat, cognato di Napoleone, requisisce chiese e conventi e li vende ad industriali. L’interesse era alto per via della disponibilità di energia prodotta dalle cascate e dai dislivelli del fiume Liri.

Il convento di Santa Maria delle Forme viene requisito e si trasforma nelle Cartiera Fibreno poco dopo acquistata da Carlo Lefebvre. È interessante ritrovare i lineamenti della originaria facciata della chiesa nella palazzina di ingresso della fabbrica.

La cartiera impiega da subito centinaia di lavoratori ed occorre dare loro un alloggio. Si forma un nuovo nucleo urbano nella parte alta del paese con palazzine disegnate apposta per le diverse classi sociali: operai, dirigenti, direttore e proprietario.

Tutte le cartiere al loro interno erano organizzate per assecondare le esigenze dei lavoratori: spaccio per i generi alimentari, asilo per i bambini, centro medico e anche una chiesetta o un tempietto. Sono molto originali sia la nuova chiesetta di Santa Maria delle Forme, costruita praticamente sul tetto della sottostante cartiera Lefevre, che il tempietto gotico costruito dall’imprenditore napoletano Natale Sorvillo all’interno delle Cartiere Meridionali.

Ad Isola del Liri si distinguono chiaramente i primi esempi di edilizia popolare dell’800 e del 900 ed accanto alle case si forma la vita e un nuovo nucleo urbano. Niente era lasciato al caso e le case seguono una propria linea architettonica e un piano urbanistico ben definito.

La concentrazione di tanti lavoratori fa crescere un potere degli operai e una indipendenza mentale che porta a risultati inattesi. Ad esempio, per un movimento di protesta contro un parroco locale, un gruppo di fedeli si distacca dalla chiesa e fonda la prima Chiesa Evangelica.

La struttura sociale di Isola del Liri è abbastanza evoluta da permettere l’apertura di una delle prime Società Operaia di Mutuo Soccorso – SOMS – nate dopo i moti rivoluzionari del 1848 in tutta Europa. Queste associazione erano nate per aiutare i lavoratori nei casi di infortunio, di malattia o di altre eventi straordinari.

Nel corso degli anni molte SOMS chiusero o la loro esperienza fu incamerata nei movimenti sindacali o nelle corporazioni fasciste. Alcune resistettero e negli anni ’50 tornarono a crescere allargando i loro interessi.

Ad Isola del Liri, proprio in edificio sotto la cascata, è ancora visibile l’originaria insegna con la scritta ‘Società Operaia di Mutuo Soccorso’ con la data 1862. Il movimento operaio era così importante che Isola del Liri veniva chiamata nel 1867 ‘la città del lavoro e dei lavoratori’. La SOMS è ancora attiva ed è una delle più antiche in Italia ma ha spostato la sua sede in Piazza San Francesco.

Nel dopoguerra, il grande numero di operai impiegati nelle cartiere ha portato ad un altro interessante effetto: la grande Festa del 1 maggio, la Festa dei Lavoratori. Il Primo Maggio è una festa voluta in America dal presidente Grover Cleveland per commemorare alcuni morti ad Haymarket in Chicago per una rivolta dei lavoratori della fabbrica di macchine agricole McCormick.

La festa arrivò in Italia alla fine dell’800 e nel periodo fascista fu temporaneamente accorpata al Natale di Roma il 21 aprile. La giornata dei lavoratori fu riportata al primo maggio nel 1945 al termine del conflitto mondiale e nel 1955 papa Pio XII istituì la festa di San Giuseppe Lavoratore in modo che il primo maggio diventasse anche la festa dei lavoratori cattolici.

Per anni il Primo Maggio è stato soprattutto una festa dei sindacati che qui ad Isola del Liri erano molto potenti tanto che si può ancora distinguere una Falce e Martello incisa nelle lastre della pavimentazione del lungo-Liri proprio vicino la cascata. Oggi, la festa si è trasformata in un evento musicale e viene celebrato in Italia con un grande concerto a Piazza San Giovanni a Roma.

Ad Isola del Liri il Primo Maggio è una delle feste più sentite per la sua valenza storica e, oggi artistica, richiama persone da tutta la provincia di Frosinone.


Claudia Bettiol

IT
Ingegnere, futurista e fondatrice di Discoverplaces. Blogger specializzato nella sostenibilità e nella promozione culturale dei piccoli territori e delle piccole imprese. Ama i cavalli

ENG

Engineeer, futurist, joint founder of Energitismo and founder of Discoverplaces. Blogger specialising in sustainability and in cultural promotion of small places and small enterprises. She loves horses