Per me Casalvieri è il perfetto esempio del vero spirito italiano, quello che si legge nei libri e che è più facile trovare nei piccoli paesi.

Eravamo andati alla scoperta della Val Comino quando abbiamo visto un enorme edificio costruito su una collina e circondato da piccole case. “E’ un granaio o una chiesa!”, abbiamo pensato perché non c’erano decorazioni che ci aiutassero a capire subito la destinazione d’uso dell’edificio. Eppure il piccolo campanile ci avrebbe dovuto far pensare che forse era proprio una chiesa.

Abbiamo deciso di andare a dare una occhiata da vicino per risolvere il mistero. Abbiamo guidato fino al centro del paese e parcheggiato alla fine della strada proprio di fronte al municipio.

La parte antica di Casalvieri è un posto che renderebbe orgogliosi i suoi fondatori. Salendo per le pulite vie del centro, rivestite in pietra, abbiamo incontrato due monache e alcune persone che passeggiavano. Tutti sono stati gentili e ci hanno detto ‘Buona sera!’ Sorridendo e riconoscendoci come turisti.

Sulla destra ad un certo punto siamo arrivati al grande edificio, la chiesa di San Giovanni Battista, molto impressionante! La facciata che da sulla piccola piazza è liscia ma con alcune decorazioni barocche qua e là che rivelano l’età dell’edificio, mentre il semplice campanile è appollaiato sul bordo del pendio verso il resto del paese.

Siamo stati tristi quando abbiamo scoperto che questo grande edificio era chiuso ma senza vergogna abbiamo chiesto informazioni ad una coppia che stava chiacchierando di musica e di un concerto di violino. Siamo rimasti deliziati quando l’uomo si è offerto di aprire la chiesa per noi. Non potevamo credere alla nostra fortuna!

L’uomo andò in una casa vicino la chiesa e il parroco gli diede le chiavi di una porta laterali così siamo potuti entrare nel prezioso santuario. La chiesa è un magnifico gioiello barocco. Non potevamo immaginare una così perfetta armonia delle decorazioni e termina con un coro in legno scolpito sopra il quale si trova una decorazione fatta con delle canne di un organo.

Quando abbiamo chiesto alcune informazioni sull’organo, l’uomo ha semplicemente iniziato a suonare lo strumento e la musica ha riempito la chiesa e i nostri cuori. La nostra guida non era solo un musicista ma l’organista ufficiale della chiesa. Si sentiva a suo agio ed era molto orgoglioso della sua chiesa.

Questo è lo spirito dell’Italia, la gioia di vivere e di condividere la bellezza della vita. Ma c’è un’altra storia che è ancora più interessante e ancora più italiana!

Il patrono di Casalvieri è Sant’Onorio, e l’arrivo del suo corpo in questa chiesa è una storia che vale la pena raccontare e che è successa nel 1746, qualche tempo dopo l’ultimazione della chiesa.

Padre Gianfranco Abati Oliviera era lungo il suo cammino verso Montecassino ed era un ospite dell’arciprete che cercava un modo di aumentare la gloria della ciesa con le reliquie di un martire. Una chiesa con le reliquie è più importante! Il problema era che non c’erano reliquie del santo protettore del paese e l’originale patrono San Nicola di Bari aveva veramente troppi paesi di cui preoccuparsi.

Fortunatamente padre Oliviera aveva appena ricevuto un gruppo di 3 santi dal testamento di un suo zio. Così, il 27 maggio del 1747, il corpo di Sant’Onorio arrivò a Casalvieri in pompa magna e fu posto sull’altare maggiore nella chiesa di San Giovanni Battista, dove lo abbiamo potuto vedere.

Potete immaginare qualcosa di più italiano? Non il tipo di storie legate all’impero romano o al rinascimento, ma quelle legate alla storia della ciesa. Ci sono tutti gli ingredienti che Martin Lutero avrebbe voluto sentire per rafforzare la sua decisione.

Ma quello che Martin Lutero non poteva immaginare è che l’eredità di questa storia è la chiesa. Non solo il magnifico edificio decorato ma la devozione e il sentimento di un intero paese. Ed ora torniamo alla storia di Casalieri.

Il nostro ospite ha acceso le luci e ha azionato il meccanismo dietro l’altare che permette l’apertura della bara e la mostra del corpo di Sant’Onorio in una speciale teca di vetro. Siamo rimasti colpiti e abbiamo avuto la sensazione chiara di far parte di qualcosa di grande. Di essere persone speciali come lo sono tutti gli ospiti in Italia.

Ma quale è l’importanza di Sant’Onorio?

I suoi fedeli e le persone di Casalvieri sono devote al loro santo e ogni ultima domenica di maggio e qualche giorno prima, ci sono una serie di processioni per rendergli omaggio. Ogni 25 anni la processione è ancora più grande e il santo è portato attraverso le vie del paese.

Casalvieri è un paese che ha subito una forte emigrazione e le famiglie all’estero hanno mantenuto grandi legami con il loro paese natale al punto che il santo è diventato anche il protettore degli emigranti. Molti tornano a maggio proprio per celebrare il giorno del patrono. E per soddisfare i bisogni di chi non può viaggiare, è stato organizzata una seconda festa nel mese di agosto.

Ed ora, come inno finale del giorno, mentre stavamo salutandoci ormai fuori la chiesa, abbiamo saputo che il 5 maggio del 2017 il paese di Casalvieri compie 1000 anni.

Penso che dovremo proprio andare alle celebrazioni in questo splendido borgo della Val Comino.


Claudia Bettiol

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Ingegnere, futurista e fondatrice di Discoverplaces. Blogger specializzato nella sostenibilità e nella promozione culturale dei piccoli territori e delle piccole imprese. Ama i cavalli

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Engineeer, futurist, joint founder of Energitismo and founder of Discoverplaces. Blogger specialising in sustainability and in cultural promotion of small places and small enterprises. She loves horses