Un tour sul Montegrappa – come una tappa del giro d’Italia

L’inverno del 2013/2014 è stato una benedizione per tutta Italia, soprattutto per l’area ai piedi delle Prealpi della zona di Bassano dove la pioggia è scesa quasi tutti i giorni. Invece sulle montagne i profondi cumuli di neve fresca hanno imbiancato tutto sopra circa 1500 metri.

In una soleggiata Domenica, abbiamo osato guidare fino alla cima del Montegrappa, durante l’ora di pranzo così abbiamo trovato la strada quasi deserta, fatta eccezione per l’intrepido ciclista occasionale che abbiamo incontrato e che è riuscito a salire fino ai quasi 1700 metri dalla base a Romano d’Ezzelino verso l’alto – in soli 20 chilometri.

La strada è ben asfaltata e diventa stretta solo se si incontra un SUV come nel nostro caso che scendeva a velocità. Con ignoranza, abbiamo commentato che questo sarebbe proprio un buon posto per fare un Giro d’Italia, ignari del fatto che quest’anno il 30 maggio, ci sarà la 19° tappa del giro come prova a cronometro.

Quasi sulla salita, si incontra il primo di molti memoriali dei combattimenti della prima guerra mondiale che si è tenuta in questa montagna, battaglia avvenuta tra gli italiani e le truppe austro-ungariche. Quest’anno la prima guerra mondiale compie il suo centesimo, e le battaglie in questo luogo iniziarono 96 anni fa. I ricordi degli italiani, in particolare quelli cresciuti in Veneto, sono ancora vividi, come lo sono quelli degli australiani quando visitano Gallipoli in Turchia e in altri teatri della prima guerra mondiale.

Alzando gli occhi verso il cielo, vediamo delle aquile maestose che volano alte sopra di noi, oltre 20 di loro attraverso il cielo, superando la cima della montagna. In realtà il Montegrappa è uno dei più importanti siti utilizzati per il parapendio in Europa, infatti viene sfruttato il calore delle correnti ascensionali che salgono dalle pianure.

Verso la cima il cartello segna 1776 metri, siamo sopra il limite del bosco residuale, e un fiocco abbagliante di neve giace dolcemente sulle ossa e ricordi del passato. Mi hanno detto che volando sopra il Montegrappa in estate, si possono ancora vedere i crateri lasciati delle bombe della prima guerra mondiale. Fa caldo e il sole del mezzogiorno fa sciogliere il ghiaccio creando rivoli di acqua. Al Rifugio Bassano, noi già pregustiamo l’idea di un pranzo a base di polenta con formaggio locale, Bastardo del Grappa, e funghi.

Il ristorante è pieno e nel frattempo che aspettiamo nella sala d’attesa vediamo numerose scene sulle pareti del ristorante raffiguranti italiani del 1917/18 con lo sfondo della montagna. Forse, questa è la sostenibilità, non dimenticarsi mai il sacrificio che molti hanno fatto abbandonando le città distrutte per venire a vivere in queste splendide terre.

Guardando verso il basso, all’altezza del viso Eiger, dalle pianure sottostanti, c’è una distesa quasi continua di edifici decorati che si estende fin dove è possibile vedere, in cui si possono distinguere solo gli occasionali campanili e un fiume, il Brenta, che scorre in lontananza in direzione di Venezia.